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Storica sentenza della corte di giustizia UE: l’Aceto Balsamico non è solo di Modena

aceto balsamico

Lo scorso 4 dicembre una sentenza della Corte di Giustizia europea ha stabilito che la protezione della indicazione geografica protetta (Igp) ‘Aceto Balsamico di Modena’ non si estende all’utilizzo dei termini individuali ‘aceto‘ e ‘balsamico‘.
Ciò significa che chiunque – anche fuori da Modena e dall’Italia – può produrre e commercializzare aceto balsamico, a patto di non inserire riferimenti geografici.
La Corte ha tenuto a precisare che la tutela verso la denominazione nel suo complesso resta invariata, ma che i termini ‘aceto’ e ‘balsamico’ sono da considerarsi generici, e quindi riproducibili e traducibili in altre lingue.

La sentenza è frutto di un contenzioso nato tra il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena e un’azienda tedesca produttrice di un aceto prodotto con vini tedeschi definito in etichetta “balsamico”. La Corte ha quindi con questo giudizio bocciato la richiesta del Consorzio di impedire l’utilizzo della dicitura “aceto balsamico” all’azienda.

La presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Mariangela Grosoli, commenta così la sentenza: “Una decisione che riteniamo totalmente ingiusta  a partire dall’assunto che la parola balsamico indichi ciò che invece non è: sappiamo tutti, in Italia e all’estero, che le caramelle e gli sciroppi ‘balsamici’, così come l’aggettivo ‘balsamico’ nella degustazione dei vini, non indicano assolutamente un sapore agrodolce, richiamando invece note forti e mentolate, che il nostro aceto di certo non possiede. La realtà è che molti Paesi Europei si sono voluti parzialmente appropriare del successo mondiale riscosso dall’Aceto Balsamico di Modena – questo sì, unico aceto ad essere agrodolce e a usare la parola Balsamico solo perché gli venne attribuita molti secoli fa dai Duchi Estensi, che lo ritenevano medicamentoso – e ad imitarlo in modo massiccio usandone il nome. Probabilmente, il notevole peso di interessi politici e commerciali dei Paesi che si sono schierati ufficialmente contro il Consorzio e, d’altra parte, un sistema Italia che invece fatica a far valere le proprie istanze a livello comunitario, hanno contribuito a quest’esito a dir poco deludente”.

Secondo Origin, Associazione Italiana Consorzi Indicazione Geografiche si tratterebbe di una sconfitta per l’interno mondo delle denominazioni protette, nonché un periocoloso precedente per la tutela di tutte le produzioni Made in Italy: “I Consorzi del comparto delle Indicazioni Geografiche – commenta il Presidente Cesare Baldrighi – hanno la necessità di avere un quadro giuridico chiaro, che in primis tuteli i consumatori ma anche le loro imprese associate. In questi ultimi anni, importanti sentenze della Corte di Giustizia  Europea hanno contribuito a consolidare la protezione delle IG contro usurpazioni ed evocazioni e pertanto – aggiunge – alla luce della  sentenza della Corte relativa all’Aceto Balsamico di Modena IGP, OriGIn Italia esprime un netto e chiaro disappunto  perché tale provvedimento non danneggia solo uno dei  prodotti di punta del Made in Italy, ma mette in discussione tutto il sistema”.

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