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Solo il 43% degli italiani segue la dieta mediterranea

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Dieta mediterranea

La dieta mediterranea è la migliore al mondo ma soltanto il 43% degli italiani la mette in pratica.
Se ne è parlato nel corso dell’incontro “La Dieta mediterranea ai tempi del Bio” che si è svolto in occasione della presentazione dell’evento romano “Good Food. La Meta del gusto” 

Il dato, che è emerso analizzando su un campione di 4 mila persone, è frutto degli studi di Laura Di Rienzo, professoressa di nutrizione clinica e nutrigenomica dell’Università romana di Tor Vergata che sottolinea come nella dieta della maggior parte degli italiani si privilegia pane e pasta, dimenticando che la dieta mediterranea è anche olio extravergine, legumi e frutta e vino rosso.
La correlazione invece con il bio – spiega ancora – è giustificata dal dato che l’utilizzo dei prodotti biologici, ha una capacità sugli aspetti salutari più alti di circa il 10%-25% in più. Il tutto è verificato effettuando analisi del sangue.
Come ha sottolineato il Prof. Giovanni Scapagnini, neuroscienziato, professore presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi del Molise e l’Università di Harvard, la dieta mediterranea è a tutti gli effetti uno scrigno di longevità. Si tratta di un modello ben preciso inquadrato fra genetica, alimentazione, ambiente e stili di vita che mette in correlazione territori e popolazioni da secoli votati all’adozione di stili di vita virtuosi.

La dieta mediterranea è poi stata giudicata la migliore al mondo da US News and World Report che ha messo a paragone 41 diversi regimi alimentari esaminati. D’altra parte, sono numerosi gli studi che hanno dimostrato che può ridurre il rischio di diabete, colesterolo alto, demenza, problemi alla memoria, depressione e cancro al seno. Le vengono inoltre attribuiti effetti positivi sulla salute delle ossa e del cuore, sull’allungamento della vita media e sulla perdita di peso. La classifica finale è stata redatta da un panel di esperti di diverse tematiche (diabete e problemi cardiaci, dieta e nutrizione, psicologia alimentare e obesità), che hanno preso in esame le ricerche pubblicate da pubblicazioni scientifiche e report di enti pubblici

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