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Riso: tornano i dazi per le produzioni in Cambogia e Myanmar

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A partire da metà gennaio, come auspicato dai produttori italiani, l’Ue ripristinerà i dazi sull’importazione di riso dalla Cambogia e dal Myanmar, il cui sbarco in Europa a prezzi più che concorrenziali aveva stravolto al ribasso il mercato, costringendo molti agricoltori a rinunciare alla semina.
I rappresentanti delle amministrazioni dei 28 stati membri si sono pronunciati positivamente sulla proposta della Commissione. L’indagine avviata lo scorso marzo era giunta alla conclusione che le importazioni a dazio zero da Cambogia e Myanmar aveva causato danni al settore, in particolare ai risicoltori italiani, la cui produzione ha enorme peso in Europa.
Nel periodo settembre 2012 – agosto 2017 l’import da Cambogia e Myanmar è aumentato fino ad incidere per più del 30% sul totale delle importazioni. Nel contempo, la produzione dell’Ue è crollata del 40% con una diminuzione dei prezzi dal 20 al 40%.
Le nuove clausole di salvaguardia – un dazio doganale pari a 175 euro a tonnellata per il primo anno e in misura ridotta per il secondo e per il terzo – dovrebbero essere effettive a partire già dalla metà del mese gennaio.
In Italia i risicoltori sono 4mila e da soli producono il 50% di tutto il riso in Europa.
Secondo l’Ente Nazionale Risi tra il 2012 e il 2017 l’import di riso cambogiano è aumentato dell’822%. Al contrario, dal 2016 a oggi le quotazioni dell’arborio sono scese da 700 a 300 euro alla tonnellata. Ma non solo Italia, anche Francia, Portogallo, Spagna, Grecia, Romania, Bulgaria e Ungheria si erano unite alla protesta.
Una maxirisottata Made in Italy è stata preparata nella sede della Coldiretti a Roma per festeggiare la decisione. Per il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, è necessario che tutti i prodotti importati dall’estero seguano le stesse regole in vigore a livello comunitario in termini di rispetto delle norme sul lavoro, sull’ambiente e sulla salute. Il ritorno dei dazi alle importazioni di riso dal Sud-Est asiatico a 175 euro a tonnellata, non solo per il primo anno ma anche per gli anni successivi è ciò che auspica il presidente nazionale di Cia – Agricoltori Italiani, Dino Scanavino.

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