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Remy Cointreau cresce grazie al cognac e alla domanda in Asia-Pacifico

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Remy Cointreau

La domanda in Asia-Pacifico ed il cognac guidano la crescita di Remy Cointreau, che ha incrementato i suoi ricavi nel primo semestre dell’anno fiscale del +5% a 517,4 milioni di euro. Su base organica, queste sono cresciute del 7,7%.

Da Parigi parlano di “trend eccellentein Cina, Singapore, Australia e Giappone. L’utile netto è calato del 4,3% a 85,4 milioni di euro, rispetto a quello dello stesso periodo dell’anno precedente, a causa di oneri eccezionali, dell’impatto negativo dell’effetto valutario per 9,6 mln di euro e di un aumento delle imposte.  L’utile operativo è invece aumentato del 2,9% attestandosi a 138 mln euro. Remy Cointreau ha confermato tuttavia i target di crescita dell’utile operativo per l’anno a cambi e perimetro costanti.

L’azienda ha migliori prospettive sull’effetto valutario che potrebbero contribuire a un aumento dell’Ebit per l’anno fiscale in corso, hanno evidenziato gli analisti di Bryan Garnier. La Borsa la premia con un +1,54%.

Rémy Cointreau l’1 aprile scorso ha chiuso un accordo con Molinari per la distribuzione in Italia. Il portafoglio prodotti comprende il brand icona Cointreau, i cognac della linea Rémy Martin ed il luxury cognac Louis XIII, i whisky scozzesi single Malt della gamma Bruichladdich, il Gin premium The Botanist, i rum prodotti dalla storica distilleria delle Barbados Mount Gay, e l’originale spirit greco Metaxa.

L’accordo risponde all’obiettivo di crescita dell’azienda e ne rafforza ulteriormente la posizione sul mercato Italiano, poiché permette di entrare in nuovi segmenti creando sinergie con i marchi già presenti nell’assortimento di prodotti che puntano in particolare al canale ho.re.ca ed al mondo della mixology.

Coltivato nella Charente, a nord della regione di Bordeaux, il cognac è nato nel Seicento, quando i contadini si accorsero che il loro vino coltivato da più di mille anni era ritenuto dai clienti stranieri non all’altezza. Il loro vino, inoltre, sopportava molto male il trasporto via mare, tanto da essere quasi imbevibile una volta giunto a destinazione. Fu così che cominciò l’ era della distillazione, dalla quale nasceva un’ acquavite apprezzata dai consumatori (che ancora non si chiamavano in questo modo) e trasportabile senza troppi problemi

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