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Operazione dei NAS blocca traffico di vini toscani pregiati contraffatti

Il nucleo carabinieri NAS di Firenze nell'ambito dell'indagine Gemini ha posto fine a un traffico di vini toscani pregiati contraffati tra Italia e Cina

Operazione dei NAS blocca traffico di vini toscani pregiati contraffatti

I carabinieri NAS di Firenze nelle scorse ore, a conclusione di una articolata indagine denominata “Geminus”, hanno perquisito tre indagati e una società di import-export con sedi in Italia e Cina sgominando così un traffico di vini toscani pregiati (Sassicaia, Brunello di Montalcino e Chianti) di notissime aziende vinicocole locali.

I tre soggetti perquisiti, con la collaborazione di altre quattro persone, hanno prodotto imbottigliato e commercializzato – prevalentemente all’estero – vini con false indicazioni relative a denominazioni di origine geografica garantita e tipica, utilizzando in etichetta marchi, segni distintivi e caratteristiche grafiche e tipografiche che imitano marchi registrati e il design del packaging di vini pregiati prodotti in Toscana.

L’indagine ha così portato alla luce l’esistenza di alcuni canali commerciali illegali per la vendita di prodotti che simulano le eccellenze del Paese, un fenomeno noto capace di causare notevoli danni all’economia del settore agroalimentare.

Il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci ha così commentato la notizia: “Non possiamo permettere che una goccia di vino contraffatto possa danneggiare la storia, la reputazione e il lavoro espressi in milioni di bottiglie del nostro vino di punta. Valuteremo se costituirci parte civile a tutela della nostra Denominazione, delle imprese del vino e dei consumatori”. Questo tipo di azioni illegali – ha proseguito Bindocci – sono oggi ancor più odiose e vigliacche vista la congiuntura che stiamo vivendo; per questo ci sentiamo doppiamente riconoscenti nei confronti dei Nas di Firenze. Il marchio consortile è registrato in circa 90 Paesi del mondo, ciò al fine di garantire ai consorziati un ulteriore scudo alla protezione già comunque accordata dal riconoscimento della Denominazione di origine “Brunello di Montalcino”. L’attività di lotta al sounding e alla contraffazione è totale e in costante evoluzione, e mai come oggi la battaglia si svolge sul online. Proprio sul web – ha aggiunto – dovremmo infittire le maglie come sistema Paese, opponendo sistemi sempre più innovativi di controllo a tutela e salvaguardia non solo del nostro vino ma anche di tutti i campioni del made in Italy”.

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