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Nuove varietà di uva da tavola entro il 2021

uva da tavola

I ricercatori del Centro Viticoltura e Enologia del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, stanno studiando da anni nuove varietà di uva da produrre con e senza semi, caratterizzate da croccantezza, ottima resa e resistenza alle malattie.

Le nuove varietà di uva da tavola interamente italiane dovrebbero essere sugli scaffali a partire dal 2021, per rendere sempre più competitivo un settore che già vede la Puglia leader di mercato. Secondo il presidente di Crea, Salvatore Parlato, si tratta del primo esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato per l’uva da tavola, nell’interesse di un made in Italy integrale. A partire dalla ricerca fino alla realizzazione del prodotto finale che, come afferma Parlato, “confidiamo di esportare anche in altre filiere“.

Il miglioramento genetico dell’uva permetterà di intervenire successivamente su altri aspetti come forma e dimensione degli acini, aromi e tenore degli zuccheri. La ricerca, che mira ad offrire un prodotto diverso e diversificato, nasce anche dalle tendenze dei consumatori, sempre più orientati verso un prodotto made in Italy al 100%, che sia anche originale e dal sapore gustoso.

La sfida è rivolta soprattutto ai produttori di mercati medi e piccoli. “Questo accordo – ha affermato Giacomo Suglia, amministratore unico del Consorzio Nu.Va.U.T. (Nuove Varietà di Uva da Tavola) che raccoglie gli imprenditori coinvolti nel progetto – favorisce l’innovazione e la rende più accessibile alle imprese. Infatti, le prime 12 nuove varietà messe a punto dal CREA saranno portate nelle aziende del Consorzio per poter meglio studiare le tecniche di produzione, il tutto con la collaborazione tecnica dei ricercatori del CREA e degli agronomi Nu.Va.U.T.

Crea è il principale Ente di ricerca italiano dedicato alle filiere agroalimentari con personalità giuridica di diritto pubblico, vigilato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft). Le competenze scientifiche spaziano dal settore agricolo, zootecnico, ittico, forestale, agroindustriale, nutrizionale, fino all’ambito socioeconomico, con piena autonomia scientifica, statutaria, organizzativa, amministrativa e finanziaria.

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