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Micropagamenti senza commissioni: l’idea per incentivare l’uso del pos e combattere l’evasione

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Pagare un caffè al bar con il bancomat sarebbe indubbiamente comodo per consumatori ed esercenti, se le commissioni attuali non prevedessero il pagamento di 15 centesimi su un introito di 1 euro. E poi c’è l’aspetto da non sottovalutare, ovvero la tracciabilità del pagamento.

La lotta all’evasione fiscale passa proprio attraverso questo genere di manovre e già da tempo (una delle ultime manovre concrete in tal senso sono stati i corrispettivi elettronici), il ministero sta facendo rete contro l’economia sommersa e punta a incentivare sempre di più l’uso del bancomat e del pos.

Non molti giorni fa, Confindustria aveva lanciato una proposta per incentivare l’uso della moneta elettronica e, al contempo, proposto un’azione per disincentivare il contante.

L’Italia è uno dei paesi dove meno diffuso è l’utilizzo di carte di pagamento: rispetto a una media europea superiore a 100 transazioni pro-capite annue, in Italia ne vengono effettuate meno della metà”.

La proposta di Confindustria si configura in due punti:

“a) garantire un credito di imposta del 2 per cento al cliente che effettua i pagamenti mediante transazioni elettroniche (incentivo all’uso della moneta elettronica);

b) introdurre una commissione in percentuale dei prelievi da ATM o sportello eccedenti una certa soglia mensile (disincentivo allʼuso del contante).”

A Ilfattoquotidiano.it, Mario Esposito, docente di diritto costituzionale all’Università del Salento, esprime tutte le sue perplessità sulla seconda manovra proposta da Confindustria: “Ogni imposta, affinché sia tale, deve avere un fondamento ragionevole, come si dice in gergo. In questo caso quale sarebbe? La lotta all’evasione? Ma se io sono un contribuente onesto, perché devo pagare anche per chi froda il fisco?”. Il docente pone anche questioni di incostituzionalità e sarcastico (ma non troppo) conclude “Di certo la grande evasione non passa dai prelievi al bancomat“.

La viceministra al Tesoro Laura Castelli si è già detta contraria alla commissione sui prelievi, ma il ministero è al lavoro per raggiungere una proposta concreta che incentivi i pagamenti tramite bancomat.

Gli incentivi per i pagamenti cashless sarebbero un’ottima mano tesa ai pubblici esercizi. Di questa idea è Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi:

Se si vuole incentivare l’uso della moneta elettronica – afferma il Direttore Generale di Fipe Roberto Calugi – è indispensabile semplificare la vita sia ai cittadini che agli esercenti. Il primo passo deve essere quello di azzerare le commissioni bancarie sui micropagamenti e dare così la possibilità a milioni di persone di pagare anche solo un caffè ogni mattina al bar con il bancomat

Oggi come oggi non è possibile, perché gli esercenti finiscono per dover versare 15 centesimi di commissione per una spesa di un euro. E questa è un’anomalia che va sanata al più presto se vogliamo davvero disincentivare l’uso del contante”.

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