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L’annata 2016 di Masseto: una complessità bilanciata

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MASSETO_Axel Heinz ed Eleonora Marconi

Nella storia trentennale di Masseto ogni nuova annata è attesa con la trepidante attenzione che merita un vino diventato ormai puro desiderio. Un’attenzione premiata dall’unanime riconoscimento di avere di fronte un 2016 che grazie ad un’annata da manuale è riuscito a catturare ed esprimere appieno l’unicità della collina da cui nasce.

Masseto 2016 ancora una volta è affascinante espressione di potenza e classe, di setosa concentrazione, di complessità estremamente bilanciata. Tutto nasce da una vigna situata a 120 metri slm, distante dalla costa mediterranea solo qualche chilometro, impiantata su un suolo di argille blu, un unicum nel territorio di Bolgheri. Nel bicchiere rivela “un colore particolarmente intenso e giovane, al naso l’intenso aroma di frutta scura matura si fonde con sottili note di cacao e spezie. Al palato, la ricca e densa struttura di tannini maturi e setosi è bilanciata da una nota fruttata sensuale e vibrante e da una vivace acidità che mantiene il finale lungo pulito e corposo “. Così lo descrive Eleonora Marconi, enologa a Masseto sotto la supervisione del direttore Axel Heinz. Un giudizio condiviso dalle lusinghiere recensioni che Masseto ha già ricevuto prima ancora della sua presentazione sui mercati.

Dopo un 2015 dai grandi risultatia era forse ambizioso attendersi un’altra annata da manuale, ma la 2016 si è rivelata per la cantina di grande levatura, con la sua stagione vegetativa asciutta e soleggiata, con sole abbondante e con la giusta quantità di pioggia che ha accompagnato i grappoli ad una perfetta maturazione. Una volta verificato l’ottimo potenziale fenolico delle uve e l’equilibrato rapporto zucchero / acidità il 24 agosto è iniziata la vendemmia partendo dalle vigne/dai filari più giovani per concludersi il 20 settembre nella parcella del Masseto Centrale, che accoglie le vigne/le piante più vecchie.

Oggi Masseto, vino acclamato a livello internazionale fin dalla sua nascita negli anni ottanta, può contare anche su una sua cantina di cui all’esterno si intravede solo la zona ricezione uve e una colonica chiamata Casa Masseto. È nella profondità della collina che si sviluppa la maggior parte della cantina, una serie di spazi con diversi volumi interni, altezze e livelli che ricordano un luogo sacro e offrono le condizioni di vinificazione e di affinamento perfette per questo vino. 

Nel cuore della cantina si trova il Masseto Caveau, libreria storica dell’azienda. Qui vengono custodite come dei gioielli, poche bottiglie di ogni annata, sorrette da una ‘culla’ in acciaio inox. Ed è proprio qui che alcune bottiglie di Masseto 2016 riposeranno a lungo, in un ambiente perfetto per l’invecchiamento.

Lo scorso aprile Masseto ha inaugurato la sua “casa”, una cantina progettata dagli architetti del prestigioso studio ZitoMori. Scavata in profondità nell’argilla blu su cui sorge il vigneto, la cantina Masseto è un tributo fisico e simbolico alla storia della tenuta e alla sua rapida evoluzione: dall’intuizione del potenziale nascosto di una particolare vigna all’affermazione di un vino di fama internazionale. 

Masseto, collocato sulla costa toscana vicino al piccolo borgo di Bolgheri, è un vino nato quasi per caso. Il potenziale del pendio dove oggi sorge la vigna è stato intuito all’inizio degli anni ’80, quando, a dispetto di ogni pronostico, consiglio e tradizione locale, vennero piantate le prime viti. L’intuizione è stata ripagata. L’argilla blu, le fresche brezze costiere e l’ottima rifrazione della luce garantita dal Mar Tirreno contribuiscono all’intrigante mix di potenza, eleganza e complessità che contraddistingue il vino della tenuta. Il Masseto è stato acclamato a livello internazionale fin dalla sua nascita nel 1986.

La tenuta Masseto fa parte del gruppo controllato dalla famiglia Frescobaldi.

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