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La Castagna di Serino diventa IGP

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castagna di serino

La Commissione europea ha approvato la domanda di registrazione delle denominazioni “Marrone di Serino” e “Castagna di Serino” nell’elenco UE delle indicazioni geografiche protette – IGP.

Coltivate prevalentemente nelle province di Avellino e Salerno, le castagne sono molto richieste per la produzione di marrons glacés, ma anche per marmellate, castagnaccio e torte salate.
Due sono le varietà locali: la Montemarano e la Verdole, la prima conosciuta anche come “Santimango” o “Marrone di Avellino”, ha dimensioni medio-grandi, seme bianco-latteo, solcature superficiali, polpa dolce e croccante.
La Verdole assolve soprattutto alla funzione di varietà impollinatrice, con frutti di pezzatura media, più tondeggianti e più brillanti. Soda e croccante, dal caratteristico sapore dolce, questa castagna è particolarmente adatta per il consumo fresco e per la produzione dei marron glacée.

Si tratta così per quella della Serino della terza castagna campana ad ottenere il marchio comunitario di protezione, marchio che in precedenza era stato ricevuto dalle campagne di Montella e Roccadaspide.
Le IGP delle castagne italiane salgono così a 12, mentre 3 sono le DOP. Il nostro Paese è il primo in Europa per riconoscimenti, con la castagna di Montella ad avere ricevuto il marchio per prima in Italia. In Spagna c’è una sola IGP per la Castaña de Galicia, mentre la Francia vanta l’unica Dop con la Châtaigne d’Ardèche.

La zona di produzione del Marrone/Castagna di Serino IGP comprende il territorio di tredici comuni ricadenti nella provincia di Avellino e cinque della provincia di Salerno. La superficie stimata, riassume la Regione Campania, ammonta a circa 3.600 ettari (2400 nell’avellinese e 1200 nel versante salernitano), che dà luogo ad una produzione media annua di 60 mila quintali (resa media produttiva unitaria più alta di tutto il Mezzogiorno) ed un fatturato superiore ai 5 milioni di euro.
I dati produttivi ed economici indicati però si riferiscono al periodo per cinipide, prima quindi che questo temibile parassita rovinasse i castagneti e mettesse a dura prova il raccolto. Ma Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania, guarda al futuro con ottimismo: “La castanicoltura campana sta risalendo la china dopo anni drammatici, dovuti alla piaga del cinipide. Una vicenda che ha segnato profondamente la produzione di questo frutto straordinario e ricco di qualità nutritive. Ma non siamo stati fermi a guadare”. Con l’ottenimento del marchio IGP da parte della castagna di Serino, sono oltre 1430 i prodotti DOP, IGP, STG protetti in Europa, di cui 297 italiani.

 

 

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