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Il Gruppo Camst riparte da un piano quinquennale e svela i progetti per il futuro

Con l’inizio di un nuovo anno e, soprattutto, nel lasciarsi alle spalle un anno difficile che avrà ricadute nel prossimo futuro, le aziende tirano le somme e fanno bilanci e previsioni.

Fra queste c’è Camst, leader della ristorazione collettiva in Italia e all’estero, che a Il Sole 24 Ore ha parlato delle ricadute della crisi sul suo business e dei pronostici per il futuro.

Camst è un’azienda che serve 130mila pasti all’anno. Con sede a Villanova di Castenaso (Bologna), è attiva nel settore della ristorazione collettiva per scuole, strutture sanitarie, aziende, catene commerciali e catering.

Nonostante la solidità del Gruppo, che conta 16mila dipendenti e un fatturato aggregato che nel 2019 toccava quota 785 milioni di euro, Camst ha chiuso il 2020 con un -30% di fatturato. Si è passati dal distribuire nelle mense aziendali dai mille agli 80 pasti al giorno.

Per recuperare le perdite, Camst fa affidamento a un piano strategico quinquennale e punta sulla diversificazione del business, che dal 2016 coinvolge l’ingresso nel facility management: pulizia, manutenzione e cantieristica per industria alimentare, cosmetica, farmaceutica, elettronica.

Dal 2021 noi riprendiamo la corsa su tre filoni: sostenibilità, territorio e salute”, ha detto al quotidiano Danilo Villa, direttore generale di Camst.

La sostenibilità è diventata argomento centrale per la crescita delle aziende. Il Gruppo Camst ha da poco chiuso il primo bilancio di sostenibilità e stretto un accordo con il gruppo Hera, mirato alla trasformazione dei rifiuti organici prodotti dai suoi punti di ristorazione in compost e biometano; non solo, anche gli oli vegetali esausti avranno nuova vita trasformandosi in biodiesel ed è inoltre prevista la realizzazione di punti di ricarica per i veicoli elettrici.

Per un’azienda di ristorazione collettiva, inoltre, la salute a tavola e l’educazione alimentare sono essenziali. Il Gruppo sta infatti lavorando per portare “più consapevolezza attraverso pasti equilibrati fatti con materie prime freschissime e tanta ricerca e sviluppo che applichiamo alle 43 cucine centralizzate sparse su tutto il territorio nazionale”.

Nell’ultimo anno le difficoltà generate dalla pandemia hanno stimolato lo sviluppo di nuove soluzioni alternative, ad esempio, per consegnare pasti ai dipendenti in smart working. Se il lavoro negli ospedali non si è mai fermato, nelle scuole ha subito arresti e pause, mentre per gli uffici si è cercato di arrivare laddove c’erano operatori al lavoro. E così si è puntato su lunch box da consegnare a casa o nei locker refrigerati.

Dovremmo essere sempre pronti ad affrontare le esigenze mutate di consumo fuori e dentro casa. Il 40% dei dipendenti infatti non tornerà più in sede o lo farà a giorni alterni”.

Guardando al futuro, Camst sta puntando a un obiettivo in particolare: aggiudicarsi l’appalto per il banqueting delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

A ciò si aggiunge la proposta di nuovi format ristorativi, con un target specifico quale giovani professionisti e famiglie. Tutto partirà a breve proprio da Bologna, la città dove Camst nasceva nel 1945.

Camst consegna borse di studio a dieci studenti universitari meritevoli

Camst supporta anche quest’anno gli studi universitari di dieci giovani che si sono distinti per i loro risultati, premiando ciascuno di loro con una borsa di studio di 1.000 euro. I dieci studenti hanno infatti dimostrato di essere in corso con il piano di studi e di aver superato almeno 2/3 degli esami previsti con una media pari o superiore a 26/30.

Gli studenti hanno dimostrato grande impegno anche in un anno complicato come quello che si è appena concluso – dichiara Francesco Malaguti, Presidente di Camst. – Per questo abbiamo rinnovato il nostro sostegno ai figli dei dipendenti, affinché attraverso gli studi possano continuare a sviluppare il proprio potenziale, guardando sempre con speranza al futuro”.

Gli studenti che hanno ricevuto la borsa di studio sono: Giulia Grossi di Parma, al primo anno di Ingegneria gestionale; Chiara Bonfanti di Parma, all’ultimo anno di Giornalismo e cultura editoriale; Giulia Lolliri di Ravenna, al primo anno di Economia e Commercio; Alice Neri di Siena, studentessa al terzo anno di Logopedia; Lorenzo Curti di Firenze, al quinto anno di Biologia molecolare e applicata; Valentina Sbrolli di Firenze, al secondo anno di Economia e commercio; Giulia Francini di Siena, al quarto anno di Storia e filosofia; Francesca Ballestrazzi di Bologna, al quarto anno di Architettura; Lisa Silvestrin di Udine, al secondo anno di Fisioterapia; Irene Parisotto, al terzo anno di Comunicazione interlinguistica.

 

Camst, cooperativa nata nel 1945 a Bologna, ogni giorno, porta la qualità della sua ristorazione nelle scuole, nelle aziende, negli ospedali, nelle fiere, nei centri commerciali e nelle città, in Italia e all’estero (Spagna, Danimarca e Germania, Svizzera). Unisce al gusto della tradizione culinaria italiana, l’innovazione di una realtà moderna, in continua evoluzione: una realtà che ha radici nel passato, ma guarda sempre al futuro. Nel 2017 Camst Group ha ampliato i propri servizi al facility management per offrire ai clienti un servizio completo. Il gruppo ha un fatturato aggregato di 785 milioni di euro, oltre 16 mila dipendenti e 120 milioni di pasti (dati 2019).  camstgroup.com

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