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I grandi investitori chiedono alle catene di fast food un impegno contro il cambiamento climatico

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Le fondazioni per la sostenibilità Ceres e FAIRR Initiative, che raggruppa 80 tra i principali investitori del mondo, hanno scritto alle sei principali catene di fast food – Domino’s Pizza, McDonald’s, Restaurant Brands International (Burger King), Chipotle Mexican Grill, Wendy’s Co e Yum! (Pizza Hut e KFC) – con quattro richieste per mettere in campo azioni concrete in pochissimo tempo.

Nello specifico, si richiede ai proprietari di grandi catene di fast food di: pretendere che chi fornisce carne, latte e derivati sia attivamente impegnato nella riduzione delle emissioni di gas serra e nel consumo di acqua associata agli allevamenti; rendere pubblici gli obiettivi – inerenti la riduzione di emissioni e consumo di acqua – con  definizioni numeriche e temporali molto chiare (escludendo impegni generici); impegnarsi a rendere conto ogni anno dei progressi; compiere analisi di scenario in linea con le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosure (Tcfd), volte a evitare il più possibile i conflitti di interesse e a rendere trasparenti le iniziative prese per combattere il riscaldamento globale.

Alle sei catene è stato evidenziato l’ultimo rapporto di Fairr per il quale entro il 2050 il 70% delle emissioni di gas serra sarà riconducibile agli allevamenti e alle monocolture necessarie per ottenere abbastanza mangimi.
Secondo Ceres e FAIRR Initiative, quello della produzione della carne è uno dei principali settori industriali a livello globale e tra i primissimi responsabili del riscaldamento terrestre e nonostante ciò non ha finora assunto alcun impegno consistente per modificare la situazione.

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