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Granarolo lancia la confezione plant-based costituita per l’87% da fonti rinnovabili

Granarolo fa un altro passo in direzione della sostenibilità e lancia per la linea Accadì Alta Digeribilità una nuova confezione in Tetra Stelo® Aseptic Edge Wingcap™ costituita dall'87% da materiali provenienti da fonti rinnovabili

Granarolo lancia la confezione plant-based costituita per l'87% da fonti rinnovabili

Granarolo S.p.A. lancia un’importante novità di packaging in termini di sostenibilità per le referenze di latte della distintiva gamma Accadì Alta Digeribilità senza lattosio: la confezione Tetra Stelo® Aseptic Edge Wingcap™.
Il nuovo e innovativo pack, il primo presentato in Italia, nato dalla sinergia di Granarolo e Tetra Pak, permette un contenimento delle emissioni di CO2, grazie al fatto di essere costituito per l’87% da materiali provenienti da fonti rinnovabili:

carta certificata FSC®, proveniente da foreste gestite in maniera responsabile e da altre fonti controllate;

polimero ottenuto da canna da zucchero per le componenti del tappo, del collo del tappo e di due dei rivestimenti della confezione.

Grazie all’utilizzo del polimero da fonte rinnovabile, è stato calcolato che questa confezione riciclabile a prevalenza carta permette una riduzione delle emissioni di CO2 del 20% rispetto alla stessa confezione che utilizza materiali convenzionali da polimero da fonte fossile, certificato da Carbon Trust, l’associazione non a scopo di lucro istituita per aiutare le Organizzazioni e aziende a ridurre il loro impatto in termini di carbonio in atmosfera. In particolare, la riduzione di emissioni di CO2 è stata calcolata attraverso la comparazione dell’impronta ecologica Carbon Footprint del pack standard (56g di CO2 eq. per kg di prodotto) rispetto al pack plant-based Tetra Stelo®, (45g CO2 eq./kg).

Il polietilene della plastica plant-based proviene dalla canna da zucchero, una fonte rinnovabile, che presenta le stesse caratteristiche chimico-fisiche e uguali performance del corrispettivo polietilene da petrolio, assieme a cui viene riciclato, ma al contempo ha un minore impatto sull’ambiente: grazie al fatto che la canna da zucchero, mentre cresce, assorbe CO2. La successiva produzione della plastica permette così ridotte emissioni di CO2, rispetto alla plastica fossile.

La confezione Tetra Stelo® è stata lanciata sulle 3 referenze UHT di latte Accadì Alta Digeribilità da litro, andando a sostituire progressivamente le confezioni Tetra con plastica standard:

Granarolo Accadì Alta Digeribilità UHT 1% grassi 1l

Granarolo Accadì Alta Digeribilità UHT 0% grassi 1l

Granarolo Accadì Alta Digeribilità UHT 3% grassi 1l

 

Il lancio di questa novità in fatto di packaging segna una nuova tappa nel percorso che il Gruppo Granarolo ha intrapreso per ridurre l’impatto ambientale derivante dalle proprie confezioni e allontanarsi dalla plastica nel contesto del proprio piano triennale per la sostenibilità, che ha come riferimento il Goal 12 “Consumo e Produzione Responsabili” dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

L’obiettivo Granarolo è di risparmiare all’ambiente 3787 t di CO2 in 4 anni (2018-2021). La strategia è basata su 4 azioni principali:

1) riduzione del peso degli imballaggi primari e secondari,
2) utilizzo di plastica riciclabile e riciclata,
3) recupero degli imballaggi del latte reso da mercato,
4) sperimentazione di materiali alternativi alla plastica.

“Oggi con Tetra Pak, partner storico di Granarolo, facciamo un grande passo avanti. Siamo orgogliosi di poter annunciare che in Italia la prima confezione Tetra Stelo® di latte sia Granarolo e che questa confezione derivi per l’87% da fonti rinnovabili. Serve però un ulteriore passo avanti che può venire anche dal momento che stiamo vivendo, un momento giusto per lanciare un grande progetto nazionale volto a ragionare lungo l’intero ciclo di vita del packaging (confezionamento e fine vita), coinvolgendo giovani ricercatori e istituzioni, utilizzando, laddove possibile, il Recovery Fund. Dobbiamo agire velocemente e su tutti i fronti, attuando azioni sinergiche costanti che portino a risultati riscontrabili”, ha commentato il Presidente di Granarolo Gianpiero Calzolari.

Il Gruppo Granarolo, uno dei principali player dell’agroalimentare italiano, comprende due realtà diverse e sinergiche: una cooperativa di produttori di latte – Granlatte – che opera nel settore agricolo e raccoglie la materia prima – e una società per azioni – Granarolo S.p.A. – che trasforma e commercializza il prodotto finito e conta 14 siti produttivi dislocati sul territorio nazionale, 2 siti produttivi in Francia, 3 in Brasile, 1 in Nuova Zelanda, 1 nel Regno Unito ed 1 in Germania. Il Gruppo Granarolo rappresenta così la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce infatti oltre 600 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con 70 mezzi, 720 automezzi per la distribuzione, che movimentano 850 mila tonnellate/anno e servono quotidianamente circa 50 mila punti vendita presso i quali 20 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti Granarolo. La missione del Gruppo all’estero è di esportare la tradizione di prodotti Made in Italy, anche uscendo dal perimetro dairy. Granarolo ha infatti diversificato il proprio portafoglio negli ultimi anni. Il Gruppo si avvale di controlli qualità esterni svolti da enti di certificazione internazionale qualificati e garantiti dall’International Food Standard (IFS), dal British Retail Consortium (BRC) e dall’EU Organic Food Certification (CCPB). Dal 2002, il processo produttivo è certificato dal sistema di gestione qualità ISO 9001. Il Gruppo Granarolo conta 2.772 dipendenti al 31/12/2019. Il 77,48% del Gruppo è controllato dal Consorzio Granlatte, il 19,78% da Intesa Sanpaolo, il restante 2,74% da Cooperlat. Nel 2019 il Gruppo ha realizzato un fatturato di oltre un miliardo e 300 milioni di Euro.

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