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Giulio Cevalo (FIARC Viterbo) parla della difficile situazione degli agenti del canale Horeca

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In questo momento in cui l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19 va di pari passo con le difficoltà delle imprese e delle attività del nostro Paese, a causa delle misure contenitive, abbiamo bisogno anche di segnali positivi. Per questo Horecanews.it, tenendo fede al patto d’informazione con i suoi lettori, ha deciso di non fermare la normale programmazione ma di tenervi aggiornati sulle notizie del settore, anche per concedere un momento di svago dalle difficoltà del momento.

Giulio Cevalo, Presidente FIARC Confesercenti di Viterbo in una lettera aperta pubblicata dal portale Tuscia web, porta all’attenzione la difficile situazione vissuta dagli agenti di commercio Horeca, colpiti di riflesso dalla crisi del settore:

Nessun settore commerciale e produttivo è esente dalla devastazione economica causata dall’emergenza Coronavirus.

Uno dei più colpiti è l’Horeca e tutta la filiera che lo fa funzionare, gli agenti di commercio che operano in questo campo sono fermi da oltre un mese con clienti che non lavorando non sono in condizione di saldare le forniture, non stanno acquistando e non lo faranno per un altro mese almeno, di conseguenza oltre a non incassare le provvigioni di gennaio, febbraio e marzo perché le fatture non sono state pagate, non matureranno nuove provvigioni nella migliore delle ipotesi fino a luglio e sono inseriti in un contesto che provo a elencare consapevole di non rappresentare tutto il disastro.

Fornitori di food che hanno i magazzini pieni di prodotti invenduti e sempre più prossimi alla scadenza, non possono incassare le fatture di gennaio febbraio (60 giorni è lo standard di pagamento del settore ) perché i clienti sono chiusi e non hanno flusso di cassa.

Ristoratori e albergatori che o hanno licenziato o messo in cassa integrazione i dipendenti, utenze che regolarmente vengono recapitate a fronte di liquidità inesistente. Prenotazioni totalmente annullate sia nelle strutture recettive che nel banqueting.

Al momento considerando che è saltato tutto il lavoro della Pasqua e delle festività primaverili si può affermare che il 50 per cento del lavoro di un anno è svanito.

Non si sa quando si potrà riaprire e soprattutto in quali condizioni si potrà lavorare, da quello che si intuisce con le nuove regole, in special modo nella ristorazione, al massimo si potrà realizzare la metà del lavoro che si faceva prima della chiusura per questo maledetto Coronavirus.

Per adeguarsi alle nuove direttive bisognerà sostenere dei costi consistenti. Tutte la attività stagionali camping, stabilimenti balneari stanno cercando di capire se riaprire o no visto il tempo ridottissimo di operatività che avrebbero a disposizione.

Al momento è difficile per chiunque indicare soluzioni che possano salvare un settore che esprime il 20% del Pil italiano con milioni di posti di lavoro a rischio (la cassa integrazione non dura in eterno) certo è che, o si riparametrano i costi sia fiscali sia funzionali con la nuova possibilità di fatturato che si potrà produrre, oppure un settore economico che in certe zone del paese è l’unico che dà di che vivere alla quasi totalità dei cittadini verrà spazzato via e con esso il sostegno vitale alla popolazione compresi gli agenti di commercio.

Giulio Cevolo
Presidente provinciale Fiarc
Federazione italiana agenti e rappresentanti di commercio

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