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Fronte comune delle imprese del turismo a sostegno dei lavoratori. Le note di Fipe e Federalberghi

Fronte comune delle imprese del turismo a sostegno dei lavoratori. Le note di Fipe e Federalberghi

Fipe-Confcommercio e le altre principali associazioni di categoria del settore turistico, Federalberghi, Fiavet e Faita, insieme alle più importanti sigle sindacali, FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTuCS, allarmate dalla crisi che attanaglia il turismo italiano – comparto che vale il 13% del PIL – hanno sottoscritto un appello comune rivolto a Governo e Parlamento per sollecitare l’adozione di misure straordinarie a sostegno dell’occupazione nel settore.

Un patrimonio di professionalità e di capacità imprenditoriali maturato da generazioni di persone che hanno lavorato in uno dei settori cruciali della nostra economia, rischia di essere spazzato via definitivamente nel volgere di poche settimane – osserva Bernabò Bocca, Presidente di FederalberghiOccorre che Governo e Parlamento agiscano rapidamente per rifinanziare gli ammortizzatori ma anche per porre le basi della ripresa con misure coraggiose di sgravio del costo del lavoro e di finanziamento delle attività che sono ripartite o stanno per farlo. Il tempo stringe, in autunno sarebbe già troppo tardi”.

L’emergenza epidemiologica da Covid-19 – afferma Fipe Federazione Italiana Pubblici Esercizi in una nota – ha letteralmente devastato una delle filiere più importanti per l’economia italiana, fatta da oltre 300.000 imprese che danno lavoro a circa 1,5 milioni di persone, di cui oltre due terzi dipendenti, per un valore aggiunto pari a circa 90 miliardi di euro. Le regole del distanziamento sociale e il drastico calo di flussi turistici, sia nazionale che estero, hanno generato perdite di fatturato insostenibili per tutti gli attori coinvolti, dalla ristorazione alle strutture ricettive, e

“Le nostre imprese, così come tutte quelle coinvolte nella filiera turistica, vivono una situazione drammatica senza precedenti – dichiara Il presidente della Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani, – Siamo ormai a metà luglio e lo stato di profonda crisi perdura, intaccando in maniera ormai irrecuperabile la stagione estiva. La nostra federazione, insieme alle altre associazioni e alle sigle sindacali coinvolte, non può che fare appello alle Istituzioni a cui richiedono interventi di sostegno”.

Gli ultimi dati messi a disposizione dall’INPS – relativi al mese di maggio – quantificano in 137 milioni di ore il ricorso all’integrazione salariale per alberghi e ristoranti. Molte imprese hanno già esaurito la “dote” di 18 settimane di integrazione salariale e stanno riscontrando gravi difficoltà nella gestione dei rapporti di lavoro.

Negli anni scorsi il settore ha occupato, nei mesi estivi, 1.430.000 persone, di cui 730mila con contratti a termine. Si tratta di profili professionali che, in mancanza di interventi urgenti, avranno difficoltà ad essere riassunti o verranno riassunti per un periodo più breve.

Con questo avviso comune chiediamo con forza che vengano assicurate ulteriori e indispensabili risorse per il finanziamento degli ammortizzatori sociali da prorogare fino alla fine del 2020, eliminando le attuali disfunzioni, soprattutto procedurali, che ne hanno limitato la fruizione. La cassa integrazione rappresenta ancora una copertura fondamentale per tante imprese. Chiediamo, poi, che sia riconosciuto uno sgravio contributivo sulle nuove assunzioni nel settore e, infine – continua Stoppani – che siano realizzati interventi economici e fiscali importanti per la riduzione del cuneo fiscale anche per non rischiare di disperdere preziose competenze faticosamente formate”.

Clicca qui per scaricare l’Avviso comune sottoscritto dalle principali associazioni di categoria del settore turistico e ricettivo.

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