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Food delivery: cibo ordinato dal web per 1 italiano su 3

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Il food delivery è ormai entrato nelle abitudini dei consumatori italiani: più di un italiano su tre, il 37% degli intervistati, ha utilizzato una piattaforma web per ordinare cibo.

L’aumento rispetto allo scorso anno è stato considerevole perché si parla del 47%, una percentuale che raddoppia nei millennials, arrivando addirittura a sfiorare il 74% tra gli studenti, i più appassionati.
Il dato emerge da uno studio Coldiretti/Censis presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Cernobbio.
Ormai questi servizi non si utilizzano più solo per ordinare pizza o piatti etnici, ma anche portate più “classiche”; sale infatti sempre più il numero dei ristoranti di qualità, anche gourmet, entrati nel portafoglio di piattaforme come Just Eat, Foodora, Deliveroo, Bacchette Forchette o Uber Eats, che permettono una veloce consegna a domicilio di piatti anche elaborati e di non facile preparazione.

Alla base della richiesta di cibo su ordinazione ci sono, secondo l’indagine Coldiretti – Censis innanzitutto la scarsa voglia di cucinare (57,3%), poi il voler stupire amici e parenti con piatti di qualità (34,1%).
Per il 32,6% è un diversivo mentre il 26,5% non ha voglia di prepararsi i pasti da solo, il 24,7% vuole mangiare bene senza dover uscire, il 18% ha voglia di provare piatti nuovi e il 6,9% non sa cucinare.
Gli italiani credono, però, che ci siano diversi aspetti dei servizi di food delivery da migliorare: per il 38,1% c’è il rispetto dei diritti del lavoro dei fattorini, per il 28% l’esigenza di avere una maggiore sicurezza dei prodotti durante il loro trasporto; il 25,3% poi chiede alle piattaforme web di promuovere anche la qualità dei prodotti e il 17,7% vorrebbe migliorare anche l’utilizzo di prodotti tipici e locali.

Considerando la forte crescita di questa abitudine – e quindi, relativamente dei vari player del mercato, Coldiretti infine auspica ad un margine di miglioramento sull’aspetto della qualità. Il presidente Roberto Montecalvo afferma infatti: “La sfida è anche quella di qualificare ulteriormente il servizio puntando sulla trasparenza dell’origine e sull’uso di prodotti tipici locali, incontrando la domanda di quella maggioranza di consumatori che indica l’italianità, la tracciabilità e il km zero come i tre requisiti principali che regolano le scelte di acquisto”.

 

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