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Fivi soddisfatta per la reintroduzione del rame in agricoltura

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FIVI - rame in agricoltura

La Commissione Europea ha deciso: il rame si potrà utilizzare in agricoltura per altri sette anni. Dopo mesi di trattative e ripensamenti è stata accolta la proposta della Commissione PAFF (Plants, Animals, Food and Feed) di concedere l’utilizzo di 4 kg di rame all’anno, calcolati sulla media di sette anni. In pratica gli agricoltori potranno usare un massimo di 28 kg di rame nel settennio, regolandosi sulle quantità in base all’annata.

Abbiamo fatto un grande lavoro come CEVI a livello europeo e come FIVI a livello italiano – dichiara la presidente Matilde Poggi – Non siamo del tutto soddisfatti, ma abbiamo evitato il peggio. La proposta dell’EFSA del 2016 di vietare l’utilizzo del rame in agricoltura e la successiva proposta della Commissione PAFF di togliere la possibilità di calcolare la quantità di rame utilizzabile con il metodo della media matematica sarebbero state davvero disastrose. Avremmo preferito una riduzione più graduale almeno per chi opera in regime di Agricoltura Biologica, ma arrivare al rinnovo per sette anni e conservare il meccanismo della media ci fa tirare un sospiro di sollievo”.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore il primo febbraio 2019.

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del Vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.
Attualmente sono circa 1200 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di quasi 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro. Gli 11.000 ettari di vigneto sono condotti per il 51% in regime biologico/biodinamico e per il 49 % secondo i principi della lotta integrata.
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