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Cosa è successo nel weekend a Beer&Food Attraction 2020

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Non solo cibo e bevande, ma anche esperienze di consumo: ecco cosa connota Beer&Food Attraction di Italian Exhibition Group (IEG), aperta sabato e in corso fino a domani 18 febbraio alla Fiera di Rimini. Un’evoluzione sostenuta e apprezzata dal mercato, che infatti ha compattato l’intera filiera del fuoricasa, attirando nel quartiere fieristico di IEG gli operatori di tutto il mondo dell’out of home.

Alla cerimonia di apertura il concetto è stato bene esplicitato dai relatori intervenuti. Nel suo saluto introduttivo, il presidente di Italian Exhibition Group, Lorenzo Cagnoni, ha sottolineato: “In questo appuntamento, dedicato agli operatori professionali, presentiamo un’offerta completa del settore, con 1000 marchi presenti e 100 buyer provenienti da 35 Paesi. Si spazia dalle birre di qualità, nazionali e internazionali, al mondo del food per il fuoricasa, fino alle nuove tecnologie per il beverage e alle idee più innovative in tema di arredamento per i locali”.

Ecco in sintesi gli avvenimenti salienti di questi primi due giorni di fiera

L’evoluzione dei canali di mercato e dei concetti di ristorazione”

Nella giornata inaugurale di Beer&Food Attraction si è parlato de “L’evoluzione dei canali di mercato e dei concetti di ristorazione”. Il convegno ha aperto la serie degli incontri organizzati al Food Attraction Lab (padiglione A4). Matteo Figura, direttore Foodservice Italia di NPD Group Inc., ha mostrato come la struttura del mercato stia cambiando: lo dimostrano gli ultimi concetti di design avviati in diversi spazi e città come risposta alle aspettative e alle tendenze dei consumatori in termini di Food Experience. “L’esperienza all’interno dei punti vendita si rivela uno dei fattori chiave che influenza la scelta dei consumatori – ha detto –  Le strutture in grado di soddisfare le aspettative dei consumatori riescono a incoraggiare l’aumento delle visit, e incrementando il business. Perché per i consumatori di oggi, l’esperienza che si può vivere consumando fuori casa va oltre le scelte del cibo e delle bevande consumate”. Dunque, “è  un momento storico in cui il mercato del fuori casa si attesta come un mercato in veloce evoluzione. Siamo di fronte a forti cambiamenti e mutamenti, nei quali si inseriscono realtà che vanno analizzate e comprese. Occorre captare i trend che sono sempre più legati all’esperienza che il consumatore vuole vivere fuori casa”. Su Beer&Food Attraction, Figura ha detto: “è una fiera importante perché offre l’opportunità di analizzare diverse tipologie di offerta, in questo caso di prodotti e di servizi, e di capire come possiamo rispondere ai bisogni emergenti. Ciò che noi osserviamo trova riscontro proprio nell’offerta che visitatori e operatori  testano in questa manifestazione”.

Unionbirrai: Ritual Lab è il birrificio dell’anno 2020

Ritual Lab è il miglior birrificio artigianale italiano del 2020. La consegna del trofeo da parte di Unionbirrai è avvenuta durante la prima giornata di Beer&Food Attraction alla Fiera di Rimini, al termine delle premiazioni del Concorso Birra dell’Anno, che ha decretato le migliori birre artigianali italiane per ognuna delle 42 categorie brassicole in gara. Ritual Lab si è aggiudicato il punteggio più alto, calcolato con la sommatoria delle valutazioni assegnate alle singole birre iscritte al concorso, sbaragliando così gli altri 301 birrifici partecipanti. Al Concorso Birra dell’Anno 2020 hanno conquistato la menzione d’onore con la Double IPA Too Nerdy e la Session IPA Nerd Choice, oltre ad essersi guadagnati il primo posto con la Modern Pale Ale Head Space, la Oatmeal Stout Black Belt e l’Imperial Stout Papanero, in collaborazione con Voodoo Brewing. Nel corso della giornata sono stati consegnati i premi ai vincitori del Concorso Birra dell’Anno: i giudici, dopo aver degustato le 2145 birre iscritte alla competizione, hanno assegnato il trofeo alle tre birre migliori per ogni categoria, oltre ad una menzione d’onore riservata alle quarte e quinte classificate.

beer&food attraction, italian exhibition groupInternational Horeca Meeting, Italgrob punta sulla green economy

“La filiera Ho.Re.Ca. nell’era della Green Economy” era il titolo di apertura del forum che sabato pomeriggio, alla Fiera di Rimini di IEG, ha aperto la nona edizione dell’International Horeca Meeting (IHM) Italgrob, all’interno di Beer& Food Attraction. Il meeting  ha riunito tutti gli operatori della filiera dell’out of home, dai produttori ai distributori. Nel suo saluto introduttivo Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group, ha ricordato: “Il tema della sostenibilità ambientale e dell’approccio green per la filiera Horeca è ben centrato e pienamente compatibile con la natura di una manifestazione come Beer&Food Attraction, che mostra il settore del fuori casa nel modo più completo possibile. Tra Italian Exhibition Group e Italgrob è attiva una collaborazione di lunga data e di successo, che è resa salda dalla condivisione degli stessi valori e dalla volontà di rafforzare i contenuti comuni”.
Vincenzo Caso, presidente Italgrob, ha continuato: “Incontrarsi è sempre motivo di piacere per noi che rappresentiamo una filiera composta da più di un milione di persone, che ogni giorno contribuiscono allo sviluppo socio-economico e al miglioramento della qualità della vita. Ci sono alcune nubi da affrontare con fermezza nell’epoca della Green Economy: non bisogna soltanto essere positivi, ma consapevoli di giocare un ruolo determinante. È incoraggiante vedere oggi la filiera interamente rappresentata in questo convegno non soltanto utile, ma vitale per il presente e per il futuro”.
A Fabio Fava, Professore ordinario di Biotecnologie industriali ed ambientali presso l’Università di Bologna e presidente del Comitato Scientifico di Ecomondo, il compito di entrare nel vivo della discussione: “I temi connessi alla Green Economy non ci devono spaventare. Anzi, il dibattito sull’economia circolare ci deve aiutare a comprendere meglio come utilizzare ed ottimizzare le risorse che abbiamo a disposizione. Il nostro pianeta è un’astronave con a bordo più di 7,5 miliardi di passeggeri, destinati ad aumentare esponenzialmente in futuro. Ciò significa che i volumi di rifiuti saranno sempre maggiori, non soltanto quelli solidi, ma anche quelli gassosi, già responsabili dei disagi climatici che stiamo vivendo. Nel futuro sarà doveroso utilizzare meno materie prime e ripensare i prodotti, che dovranno essere maggiormente compostabili, recuperabili, soprattutto puntando sempre più sulle simbiosi industriali e sulle aggregazioni di settore, affinché i rifiuti diventino gli ingredienti per nuovi articoli”.
Luca Pellegrini, presidente TradeLab, ha consigliato gli operatori: “Per l’Horeca del futuro la vera sfida sta nel saper leggere ed interpretare l’economia circolare ad ogni passaggio di filiera. È doveroso reintrodurre i rifiuti nella logica circolare di progettazione, produzione, fabbricazione, distribuzione, consumo, uso e raccolta, evitando che fuoriescano dal sistema, così come adottare modelli integrati che portino alla collaborazione nei sistemi d’impresa. Serve collaborazione a monte e valle della filiera, affinché le logiche dei primi non abbiano implicazioni negative sulle strategie nei passaggi più vicini alla fase di consumo”.
Lino Stoppani, Presidente FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, ha concluso: “Il focus sulla Green Economy deve dare il  giusto peso anche alle ricadute sociali ed economiche, sulle quali è necessario intervenire, dal momento che i pubblici esercizi si ritrovano ad essere soli a gestire questioni delicate e strategiche. FIPE è costantemente protagonista di colloqui con le istituzioni per cercare di risolvere i problemi legati alla gestione dei volumi dei rifiuti nei centri urbani, al vuoto a rendere, alle plastiche e allo spreco dello zucchero. Ma serve collaborazione di filiera”. Il dibattito è poi proseguito con la parola alle aziende, che hanno illustrato i rispettivi progetti di sostenibilità.

Indipendente Artigianale, marchio Unionbirrai per rendere riconoscibili i birrifici

A pochi mesi dalla presentazione, Unionbirrai traccia a Beer&Food Attraction un primo bilancio del nuovo marchio “Indipendente Artigianale”, uno strumento che mira a rendere riconoscibili i birrifici artigianali indipendenti e i loro prodotti. “Sono già 160 i birrifici nostri soci che lo usano”, racconta Simone Monetti, direttore operativo dell’associazione, “circa il 50% degli associati. La novità è che ora possono utilizzarlo anche i pub, a condizione che servano almeno tre birre indipendenti artigianali”.
I locali potranno quindi avvalersi anche della visibilità sul sito www.indipendenteartigianale.it.
Il marchio sarà presto disponibile anche per i birrifici non iscritti ad Unionbirrai. Il simbolo “Indipendente Artigianale” assicura le caratteristiche di indipendenza del produttore e di artigianalità del prodotto. Con la richiesta del simbolo, le aziende si impegnano a sottoporsi in modo collaborativo alle visite ispettive dell’Associazione, che potrà revocare il marchio in caso di infrazioni.

Adam Dulye, Executive Chef dell’americana Brewers Association: arriva il craft beer tourism

A Beer&Food Attraction è tornato anche il gigante statunitense Brewers Association, l’associazione non profit che rappresenta produttori indipendenti di birra artigianale americani, che per l’occasione ha portato al quartiere fieristico riminese di IEG una delegazione di oltre 14 birrifici artigianali americani, rappresentata da birrai e proprietari di birrerie. Con loro anche Adam Dulye, Executive Chef Brewers Association, che a Rimini ha tenuto due eventi, l’uno in collaborazione con CAST School per una experience – showcooking “from Italy to USA and viceversa” e, l’altro, sull’abbinamento beer&food e sul perché la birra dovrebbe far parte di ogni menu di degustazione ed esperienza culinaria. “È la mia seconda volta qui a Beer&Food Attraction – ci dice – e ho deciso di tornare a Rimini perché la scorsa edizione è stata un vero successo, ho visto che questa manifestazione è diventata oggi polo di attrazione per appassionati di birra e operatori provenienti da ogni parte d’Italia per non parlare dell’estero: ho incontrato qui operatori provenienti da Svezia, Francia, Germania, Polonia, Repubblica Ceca e per noi americani è fenomenale poter incontrare in un unico posto tutto quello che l’abbinamento cibo e birra può offrire”. E, parlando di tendenze, Dulye prosegue: “Se parliamo di eating out experience negli Stati Uniti, confermo tra i principali trends l’abbinamento beer&food. In America oggi ci sono moltissimi stili differenti di birra, le persone sono diventate molto più fiduciose e assaggiano cose che prima non assaggiavano per provare nuovi sapori. Inoltre, tra i fenomeni più interessanti che ho potuto rilevare, spicca il craft beer tourism. Tante persone viaggiano per andare a provare  birre locali,  le bevande e i sapori del territorio stanno diventando potenti elementi di richiamo”.

beer&food attraction, italian exhibition groupFederico De Silvestri: ‘the best of the best’ della pizza in fiera

C’è un primato che gli italiani detengono e che non si discute: i migliori a fare la pizza siamo ancora noi. Lo conferma il due volte campione del mondo e ‘Best of the Best’ all’International Pizza Expo di Las Vegas, Federico De Silvestri, a Beer&Food Attraction per alcuni showcooking molto apprezzati dagli operatori. La sua storia è un incoraggiamento per chi ha una passione a seguira, senza aver paura di fare sacrifici. Federico infatti è un perito elettronico con la passione per la pizza, dopo il lavoro va a lavorare gratuitamente in pizzeria, per imparare i segreti dai pizzaioli. Poi frequenta alcuni master e si specializza. Apre la prima pizzeria in Liguria, dove vivono i suoceri, “volevo cambiare aria, lì non mi conosceva nessuno”, confessa. Curioso anche il nome del locale: “Mamma mia che pizza!”, dal commento di uno dei primi che la assaggia. Torna poi a Verona e apre  ‘Quattrocento’, dove si specializza nella pizza senza glutine. il resto è storia recente, con i titoli di campione del mondo a Parma e il ‘Best of the Best’ di Las Vegas l’anno scorso, alla sua prima partecipazione. “Quest’anno mi hanno invitato per gareggiare al ‘Best of the Best’ di chi ha vinto negli anni passati”.

beer&food attraction, italian exhibition groupLe Donne della Birra 2020: sei professioniste premiate in fiera

Le Donne della Birra, Associazione che riunisce le professioniste del settore con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo in ambito birraio, sta dando risalto alle competenze in un contesto prettamente maschile. Dopo le attività di ieri, che hanno visto l’Associazione offrire ad un pubblico entusiasta un’insolita opportunità di degustazione multisensoriale, nella mattinata di sabato è andata in scena la cerimonia di premiazione di Donne della Birra 2020. Il riconoscimento, giunto alla sua seconda edizione, è stato assegnato a publican nazionali distintesi per la loro capacità di valorizzare la birra e il servizio della stessa nonché, per la prima volta, a professioniste della distribuzione. Quattro le publicans premiate: Francesca Fagotto, titolare della Casetta della Birra Artigianale di Udine (UD), ideatrice del primo esempio di distribuzione automatizzata nel segmento; Francesca Galati, che continua la tradizione familiare nella gestione dell’Abbazia di Sherwood di Caprino Bergamasco (BG), luogo iconico per il territorio; Dorothea Licandro, ambasciatrice brassicola della Sicilia in qualificate manifestazioni nazionali e titolare del Mosaik di Catania (CT); Matilde Masotti di Birreria Brasserie di Tricesimo (UD), dove alterna e propone birre locali, italiane e straniere. Il mondo della distribuzione ha visto salire sul palco due rappresentanti di eccellenza: Paola Giacchero, titolare di Bevingross, azienda con sede a Spinetta Marengo (AL), rappresentante del Consiglio Nazionale di Italgrob e presidente dell’Associazione Donne dell’Horeca; Natascia Tion di Ales & Co., professionista con competenze internazionali in fatto di birra e specializzata nei mercati UK e Scandinavia.

 

 

 

 

 

 

 

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