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Coldiretti avverte: attenzione alle etichette fraudolente dell’olio extravergine

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Olio Extravergine di oliva

Clima impazzito e aumento dei prezzi alla base di un 2018 nero per l’olio di oliva italiano.
La denuncia è di Coldiretti che parla di un calo del 65% dovuto alle avverse condizioni climatiche che hanno messo a repentaglio il raccolto. I danni agli ulivi comporteranno conseguenze pesanti anche nel lungo periodo, fermo restando il disastroso impatto a livello ambientale. L’aumento dei prezzi del 50% ha reso la situazione dell’evo italiano ancor più complicata. Coldiretti, però, avverte che l’aumento dei prezzi va a salvaguardia dei consumatori stessi. Salvaguardia rispetto all’invasione dell’olio extracomunitario che arriva sulle nostre tavole a prezzi più bassi e, ovviamente, con qualità inferiore. Una minaccia al made in Italy che, Coldiretti sottolinea, si può limitare soltanto facendo attenzione alle etichette.
La Puglia si conferma essere la principale regione di produzione, con 87 milioni di chili, nonostante il calo del 58%, mentre al secondo posto si trova la Calabria, con 47 milioni di chili e una riduzione del 34%, e sul gradino più basso del podio c’è la Sicilia dove il taglio è del 25%, per una produzione di 39 milioni di chili, mentre in Campania il raccolto è di 11,5 milioni di chili, in riduzione del 30%. Al centro diminuisce a 11,6 milioni di chili la produzione in Abruzzo (-20%) e a 14,9 milioni di chili nel Lazio (-20%) mentre aumenta a 15 milioni di chili in Toscana (+20%) come nel nord dove complessivamente si registra un aumento del 30%.
Approfittando della situazione, l’Italia è invasa da olio extracomunitario che passa di mano a prezzi più bassi ma con una qualità decisamente inferiore. Olio sulle cui etichette non è chiarita la provenienza delle olive.

Nel 2018 gli arrivi di olio dalla Tunisia sono tra l’altro quasi triplicati (+170%) e potrebbero crescere ulteriormente se l’Unione Europea rinnoverà l’accordo per l’ingresso di contingenti d’esportazione di olio d’oliva a dazio zero verso l’Ue per 35mila tonnellate all’anno, scaduto il 31 dicembre 2017, oltre alle 56.700 tonnellate previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia (in vigore dal 1998). Coldiretti invita i consumatori a cercare solo oli italiani prodotti in frantoi e aziende agricole a filiera corta e, quindi, con costi di intermediazione pressoché nulli.

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