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Carbonara: dai trend TUTTOFOOD alle ricette di Franco e Miozzo passando per la nuova campagna Fiorucci

Tutti pazzi per la Carbonara. Lo dicono i trend di Tuttofood, la nuova campagna Fiorucci e le ricette realizzate da Florindo Franco e Stefano Miozzo.

Tutti pazzi per la Carbonara. Lo dicono i trend di Tuttofood con i promossi e i bocciati. Fiorucci dà il via proprio in occasione del Carbonara Day del 6 aprile alla nuova campagna di comunicazione sul Guanciale. Intanto Florindo Franco ha realizzato una sua personale versione del piatto più amato: la sua Carbonara Crotonese.

Al via la campagna di comunicazione digital sul Guanciale Fiorucci in occasione del Carbonara Day

Al via in occasione del Carbonara Day la campagna di comunicazione digital Fiorucci dedicata al guanciale, prodotto di punta del brand, emblema della tradizione gastronomica del Centro Italia e del Lazio.

La campagna, firmata dalla creatività di Lampi Comunicazione Illuminata, prende avvio in coincidenza del Carbonara Day, ricorrenza odierna dedicata alla carbonara, uno dei piatti simbolo della cucina italiana.

Al centro della campagna digital di Fiorucci, l’arte culinaria dello chef stellato Luciano Monosilio, stella Michelin 2012, rinomato come il “re della Carbonara”: lo chef è protagonista di un video esclusivo, girato per Fiorucci nel proprio ristorante «LUCIANO», in cui svela i 3 segreti della vera carbonara, preparata con il Guanciale Fiorucci, in compagnia e con il supporto dell’influencer Leonardo Bocci, anche quest’ultimo noto come Monosilio di Roma.

La campagna, con oltre 2 milioni di impression stimate, sarà in programma fino al prossimo 14 aprile.

Per ottenere una visibilità molto alta della campagna è stata sviluppata una video strategy che lavora in ottica omni-channel su più canali. Il video Fiorucci sui “3 Segreti della Carbonara” sarà promosso in versione integrale (da 5 minuti), sui canali social Fiorucci Facebook e Youtube, in versione da 60” sul profilo Instagram del brand e nel cut da 30” per il posizionamento sui siti. A ciò si aggiungono le stories dei talent coinvolti.

Inoltre, per la prima volta il brand utilizzerà un formato rich media video, in programmatic sui principali siti italiani, tramite la techcompany Invibes, estremamente innovativo e ingaggiante, in cui oltre alla visione del video ci sarà anche tutta la spiegazione scritta dei tre segreti della carbonara a firma di Luciano Monosilio.

Realizzato con carne 100% italiana, il Guanciale Fiorucci, ingrediente laziale principe della carbonara secondo la tradizione, è al centro della manifestazione del Carbonara Day con il suo gusto deciso e inconfondibile grazie all’accurato mix di pepe e spezie di qualità in grado di attribuire carattere e personalità alla carbonara come ad ogni ricetta.

TUTTOFOOD sulla Carbonara: 5 ingredienti e infinite varietà di gusto

La Smoky Tomato Carbonara americana ha diviso il web ma ha unito gli italiani: secondo un sondaggio di Unione Italiana Food su un campione di quasi 4000 persone, per il 95% degli italiani se c’è il pomodoro non si può chiamare Carbonara. Una presa di posizione netta, con cui i pastai italiani presentano il tema del prossimo Carbonara Day (6 aprile): MyCarbonara. Puristi e innovatori saranno chiamati a condividere la loro “Carbonara perfetta” a partire dalle 12, seguendo il dibattito su Facebook, Twitter e Instagram con gli hashtag #CarbonaraDay e #MyCarbonara.

Il Carbonara Day è la “spaghettata social” più grande del mondo dedicata alla ricetta di pasta più amata e condivisa. Ad oggi oltre 1.4 milioni sono i contenuti su Instagram dell’hashtag #Carbonara. Ideato dai pastai di Unione Italiana Food e supportato IPO – International Pasta Organisation, il #CarbonaraDay ha raggiunto in 5 anni una platea potenziale di oltre 1 miliardo di persone, diventando appuntamento imperdibile per food influencer, media, cuochi e appassionati che desiderano condividere opinioni a proposito di questo piatto e, più in generale, sul rapporto tra tradizione e contaminazione in cucina.

Ma cosa significa #MyCarbonara? Per i puristi esiste solo una maniera per farla e 5 ingredienti canonici: pasta, guanciale, pecorino, uovo, pepe. Gli innovatori invece credono che, essendo la pasta un piatto versatile, non debbano esserci limiti alle reinterpretazioni di questa ricetta. La verità sta nel mezzo: non esiste la carbonara perfetta, ma quella “perfetta per me”. #MyCarbonara, appunto. A patto, s’intende, che il tocco dell’autore rispetti lo spirito della ricetta originale.

STORIA DI UN PIATTO DALLE ORIGINI INCERTE…E SE FOSSE YANKEE?

Forse la Carbonara è così amata e replicata perché le sue origini sono incerte. E le polemiche sulla Smoky Tomato Carbonara hanno diviso proprio i due Paesi (Italia e USA) che si contendono la paternità del piatto… o hanno contribuito insieme a creare una delle ricette glocal di maggiore successo.

Per alcuni, la Carbonara sarebbe nata nel 1944 dall‟incontro fra la pasta italiana e gli ingredienti della „Razione Kdei soldati americani (tuorlo d‟uovo in polvere e bacon). Risalendo la Penisola, i militari americani accompagnavano la „Razione K‟ agli spaghetti per integrare la dose di carboidrati. Una curiosità: l‟inventore della Razione K è proprio quell‟Ancel Keys, che, anni dopo, avrebbe “scoperto” la dieta mediterranea. Questa tesi è supportata anche da Marco Guarnaschelli Gotti, autore della Grande Enciclopedia della Gastronomia. Una seconda ipotesi ne attribuisce la paternità ai carbonai appenninici (carbonari in romanesco), che lo preparavano usando ingredienti di facile reperibilità e conservazione. La carbonara in questo caso sarebbe l’evoluzione del piatto detto „cacio e ova‟, di origini laziali e abruzzesi. Un’ultima ipotesi ricondurrebbe la genesi della ricetta alla cucina napoletana, individuando nel trattato del 1837 Cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti una possibile origine della pietanza.

LESS IS MORE: LA LUNGA STRADA VERSO LA CARBONARA “TRADIZIONALE”

Origini a parte, ingredienti e comandamenti della Carbonara come la mangiamo oggi sono stati una conquista recente, fatta di tentativi, errori e… sottrazioni, che hanno tolto il superfluo per isolare guanciale, uovo, pepe e pecorino, nel segno della semplicità che contraddistingue un‟altra icona come gli spaghetti al pomodoro. Chi si scandalizza per le ricette horror di oltre confine farebbe bene a leggere ricettari d‟epoca. Nella ricostruzione dello storico della gastronomia Luca Cesari, la Carbonara fa la sua comparsa sulle riviste di cucina negli anni Cinquanta e nella sua storia è stata preparata con prosciutto (o coppa) e funghi; con uova, parmigiano e vongole; con aglio, gruviera e parmigiano. E che dire della versione di Ugo Tognazzi, con panna, peperoncino e brandy, cucinata per centinaia di americani durante un tour promozionale negli States. Assieme agli ingredienti si evolvono anche le tecniche di cottura: per decenni l‟unico modo per renderla cremosa prevedeva l‟aggiunta della panna. Solo negli ultimi 15-20 anni, invece, un approccio più scientifico (la mantecatura fuori dal fuoco, la cottura a bagnomaria del composto di uova e formaggio non oltre i 62 gradi di temperatura) e la disponibilità di utensili come il termometro da cucina rendono la Carbonara perfetta alla portata di tutti.

5 INGREDIENTI, INFINITE COMBINAZIONI: LA GUIDA DEI PASTAI PER UNA CARBONARA SU MISURA

Nella Carbonara l‟uovo dà cremosità e umami, il guanciale croccantezza, grasso e “concia”, il formaggio la sapidità, il pepe la nota speziata. E la pasta accompagna questo gioco di contrasti dando profondità e lunghezza a questi sapori. Una Guida realizzata da Unione Italiana Food assieme a Luciano Monosilio, il “re” della Carbonara, rivela come anche il minimo intervento possa cambiare il risultato finale. Il guanciale tagliato a strisce sottili è più croccante e sapido rispetto a quello a dadini, che invece è più morbido e importante nella masticazione. Fondamentale è la percentuale di grasso, l‟anima della Carbonara perché se ben cotto e rosolato le dona un sapore incisivo. Per quanto riguarda il formaggio, il pecorino in purezza è più sapido, mentre un mix di cacio di pecora e vaccino rende il piatto più avvolgente e morbido, adatto a più palati. Per l‟uovo, la salsa deve essere cremosa e non liquida: la proporzione giusta per quattro commensali è di tre tuorli e un uovo intero. Il pepe nero dona più profumo alla crema rispetto a quello bianco. E arriviamo alla pasta: spaghetti, rigatoni o mezze maniche sono ben accetti, seppur con risultati diversi. Nel caso degli spaghetti, il condimento li avvolge quasi come fossero una pasta all‟uovo, mentre la pasta corta riesce a “catturare” condimento e guanciale che, in questo caso, diventa parte integrante del piatto mentre negli spaghetti fa quasi da contorno.

Il #Carbonara Day inizierà il 6 aprile, a partire dalle ore 10 con un live twitting. Alle 12 al via la diretta social su Instagram, Facebook e Twitter. Assieme ai pastai di Unione Italiana Food, lo Chef Luciano Monosilio, lo youtuber e pasta lover Wilwoosh (che ha provato a replicare più di una “Carbonara sbagliata”) e Eleonora Cozzella, foodwriter, grande esperta di pasta e autrice del libro “La Carbonara perfetta”. Per partecipare basterà seguire gli hashtag #CarbonaraDay e #MyCarbonara.

Ognuno di noi prima di arrivare alla sua ricetta „perfetta‟ è passato attraverso svariati tentativi spesso anche fallimentari – commenta lo Chef Luciano Monosilio – Le ricette si modificano nel corso del tempo perché cambiano i contesti e cambiano gli ingredienti e la Carbonara è sempre in evoluzione e ne esistono già tante varianti. Per me è un piatto più moderno che tradizionale e non mi scandalizzo davanti alle varianti che si allontanano parecchio (come nel caso della “Smoky Red” americana di cui si è tanto parlato, perché viviamo in un mondo globalizzato e ogni Paese ha una sua tradizione e una sua volontà. Quella della Carbonara è sostanzialmente una tradizione che si rinnova, anche se per me l‟unica vera Carbonara resta quella con il guanciale”.

Florindo Franco festeggia il Carbonara Day con la sua Carbonara Crotonese

Florindo Franco  nonostante le origini calabresi ha sempre amato la cucina romana e, nel giorno del Carbonara Day, ha scelto di celebrare la ricorrenza con la sua rinomata “Carbonara Crotonese”. Il titolare della Lievito Madre ha trionfato all’ultima edizione de Il Boss delle Pizze proprio grazie a questa sua creazione, capace di lasciare strabiliata la giuria. Un piatto tipico della cucina romana, ma interamente realizzato con materie prime calabresi dalla qualità eccezionale. Andiamo a scoprire insieme come realizzare la Carbonara Crotonese di Florindo Franco.

Ingredienti per l’impasto:

  • 1 kg farina W280
  • 650 grammi di acqua
  • 3 grammi lievito
  • 25 grammi di sale

Ingredienti per il topping:

  • 90 grammi di bufala affumicata
  • 50g. di guanciale di maialino nero silano
  • 100g. di fonduta di Pecorino Crotonese
  • composta da:
  • 100 grammi di panna fresca
  • 50 grammi di pecorino
  • Pepe Cuveè
  • Un tuorlo d’uovo marinato lasciato in salamoia a disidratare con 1 kg di sale e 1 kg di zucchero per 48/72 ore.

Procedimento per l’impasto: Versiamo in u recipiente 1 kg di farina aggiungiamo gran parte dei 650 grammi di acqua, sciogliamo 3 grammi di lievito iniziando poi ad impastare. Dopo 5 minuti inseriamo il resto dell’acqua,  25 grammi di sale ed impastiamo il tutto finché non diventa liscio ed  omogeneo.

Ricopriamo il nostro impasto con della pellicola e lasciamolo lievitare per 4 ore in massa a temperatura ambiente. Passate le ore formiamo i cosiddetti panetti da 260g. in ciotole più piccole e ricopriamoli con la pellicola. Lasciamoli a maturare e lievitare per 20 ore in un frigo tra i 4/6º.

Procedimento topping: Prendere il panetto da 260 grammi allargandolo sui bordi per dare il classico effetto a canotto, in fase di cottura condiamo con la fonduta di pecorino, la bufala affumicata e il guanciale.

Dopo la cottura concludiamo il tutto aggiungendo ancora una volta la fonduta di pecorino il Pepe Cuveè e grattuggiamo l’uovo come se fosse un tartufo.

Per la pizza in teglia da fare a casa consiglio di aggiungere 50 grammi di olio extra vergine di oliva nell’impasto e di lasciare lievitare ancora una volta l’impasto dopo averlo steso nella teglia prima di andare ad infornare.

Stefano Miozzo per il Carbonara Day presenta la “Pizza dei Carbonari”

Il campione del mondo Stefano Miozzo celebra la giornata dedicata alla Carbonara con una pizza speciale, ecco la ricetta per rifarla a casa.

Stefano Miozzo nonostante le origini veronesi ha deciso di celebrare anche lui il Carbonara Day del 6 aprile. Il campione del mondo di pizza classica 2018 ha infatti realizzato con la farina Crockizza di Molino Magri una spettacolare “Pizza dei Carbonari”, che è perfetta per celebrare questa ricorrenza.

La Pizza dei Carbonari non è una vera e propria carbonara, ma sicuramente un piatto che ne rispecchia i valori e gli ingredienti. Al nord non abbiamo la stessa tradizione romana per questo piatto per cui voglio condividere questa ricetta che può interessare sia i miei coincittadini sia i cultori di questo piatto così amato”, ha spiegato il testimonial di Molino Magri. Andiamo a scoprire insieme come realizzare la Pizza dei Carbonari di Stefano Miozzo.

Ricetta della Pizza dei Carbonari

Ingredienti per l’impasto:

  • Crockizza 1kg
  • Acqua 800 ml
  • Sale 25 gr
  • Olio EVO 25/30gr
  • Lievito secco 8/10 gr
  • (o lievito fresco)25 gr

Ingredienti per il topping:

  • mozzarella di bufala
  • guanciale
  • uovo di quaglia
  • scaglie di parmigiano reggiano
  • lamelle di tartufo

Procedimento impasto – Impastare con l’impastatrice in 1a velocità farina, lievito secco e 600 ml di acqua per circa 7’. Poi aggiungere il sale e 50 ml di acqua, impastare ancora per circa 4’ (in 1a). Aggiungere l’olio EVO e continuare l’impastamento ancora per circa 2’ (in 1a) , per poi passare in 2a velocità aggiungendo l’acqua un po’ per volta facendola assorbire senza sdraiare l’impasto; questa fase avrà una durata di circa 7’ temperatura ideale 23,5/25 ° C. Posizionare l’impasto in mastello per circa 50’. Stagliare e formare la pallina del peso desiderato (consigliato per 450 g, misura 45×23 cm e altezza 2,5/3 cm). Metterle in cassetta e lasciarle lievitare a temperatura ambiente per circa 5-6 ore con temperatura di 23 °C. Stendere e cucinare con temperatura di 250/280 °C.

Procedimento topping – Mettere la mozzarella di bufala e il guanciale sulla pizza e poi infornare. Dopo la cottura aggiungere l’uovo di quaglia cotto al tegamino precedentemente, le scaglie di parmigiano reggiano e le lamelle di tartufo.

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