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Biologico italiano a rischio con le nuove regole Ue

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Il Parlamento Europeo rivoluziona il mondo del biologico con il nuovo Regolamento su produzione ed etichettatura dei prodotti bio e l’Italia esce sconfitta dal tavolo decisionale.
Gli europarlamentari italiani avevano votato tutti contro una normativa che di fatto costringe il nostro Paese a fare un passo indietro, quando ormai il controllo del bio è regolamentato da tempo e il sistema dà ottimi risultati.
Lo pensano anche in Cia – Agricoltori italiani, fortemente contrari al nuovo provvedimento, affermando in un commento che “le nuove regole europee sull’agricoltura biologica non sono assolutamente in linea con i livelli e gli standard di qualità che sono applicati da anni in Italia, al primo posto in Europa per produzione e al secondo per superficie coltivata a bio“.
Da Coldiretti arriva il giudizio più pesante: “dalla Ue via libera al biologico contaminato“.
Norme meno restrittive per residui di fitofarmaci o contaminazioni da Ogm, la possibilità di produrre prodotti biologici senza l’uso del suolo e il principio dell’equivalenza che sussiste (anche se per un periodo transitorio) per i prodotti importati. Questi sono i punti fondamentali contro cui si scaglia Coldiretti.
Il legame fra bio e suolo dovrebbe essere imprescindibile, ma la Ue non fa nulla per preservarlo, e inoltre sussiste il rischio di importare prodotti da Paesi terzi con etichettatura bio, senza che questi rispettino le norme europee.
In Italia, quello del biologico è un argomento decisamente caldo in quanto la sua domanda, e di conseguenza la sua produzione, è in netta crescita: +48,9% gli ortaggi e +32,6% i cereali, e al contempo crescono anche vite e olivo bio di oltre 20 punti percentuali.
Secondo Cia, i prossimi passi da fare vanno in due diverse direzioni: “da un lato insistere a Bruxelles affinché, con gli atti delegati ed esecutivi, si vada verso misure armonizzate sulle contaminazioni e maggiori tutele per i produttori biologici; dall’altro lato riprendere in mano il disegno di legge nazionale sul biologico che il Parlamento uscente non è riuscito ad approvare“.

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