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Approvato dal Consiglio dei Ministri il ddl sui reati agroalimentari

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reati agroalimentari, disegno di legge

È stato approvato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge, proposto dal Ministro della giustizia Alfonso Bonafede, e dal Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova che riforma i reati agroalimentari.

Ispirato in gran parte al testo elaborato dall’Osservatorio Agromafie guidato dall’ex magistrato Giancarlo Caselli, il nuovo disegno di legge si pone il duplice obiettivo di smantellare il business delle agromafie e di tutelare la salute e la sicurezza di cittadini e imprese.

Il provvedimento si compone di 14 articoli e interviene sul codice penale e sulla legislazione speciale del settore agroalimentare. La riforma introduce una riorganizzazione della categoria dei reati in materia alimentare, la revisione del sistema sanzionatorio contro le frodi alimentari e la sistemazione organica della responsabilità delle persone giuridiche.
Per quest’ultimo punto, ad esempio, come precisa Il Sole24Ore, la nuova riforma prevede che l’imprenditore per essere esonerato da qualsiasi responsabilità penale e amministrativa legata alle frodi alimentari, dovrà dimostrare di aver compiuto ogni step necessario per evitare qualsiasi tipo di rischio, dalla certificazioni dell’origine alla tracciabilità, fino alla verifica delle informazioni in etichetta.

Un punto importante della riforma riguarda l’introduzione del reato di agropirateria che punirà le organizzazioni che sistematicamente commettono frodi in commercio di prodotti alimentari, in particolare pene severe saranno inflitte per i casi di falso biologico e di falsa indicazione di origine.

Centrale, indubbiamente la tutela delle eccellenze made in Italy dai pericoli di contraffazione: “Il falso made in Italy”, ricorda la Ministra Bellanova, costa al nostro Paese 100 miliardi di euro l’anno, contro i circa 42 di export dei prodotti autentici. Un vero e proprio furto di identità che danneggia i nostri produttori, mina la salute dei consumatori, ingannandoli, rischia di incrinare la reputazione del Paese. Fin dal mio insediamento al Ministero – continua la Ministra – ho sostenuto la necessita di rafforzare ulteriormente il sistema di controlli che già oggi ci pone fra i migliori al mondo per poter tutelare di più e meglio le nostre indicazioni geografiche e i nostri marchi e sconfiggere la concorrenza sleale che avvelena le filiere e produce distorsioni inaccettabili di mercato”.

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