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ANBC contro le manifestazioni illegali dei ristoratori. I disagi si plachino con i ristori

Ieri vi abbiamo parlato delle manifestazioni, pacifiche e non, che stanno nascendo in tutta Italia a causa del profondo disagio che vivono i ristoratori ad ormai 10 mesi dall’inizio della crisi sanitaria ed economica che hanno paralizzato il settore, fra i più colpiti dalle misure governative per la prevenzione della pandemia.

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ANBC – Associazione Nazionale Banqueting e Catering esprime la sua posizione tramite le parole del presidente Paolo Capurro, prendendo le distanze dai modi più estremi che alcuni ristoratori stanno adottando per esprimere il proprio disagio.

L’Associazione si dice infatti contraria alla illegalità.

“Comprendiamo perfettamente il profondo disagio e la disperazione che stanno animando la protesta di alcuni imprenditori della ristorazione, eppure la nostra associazione non può non prendere le distanze da ogni tipo di manifestazione illegale. La riapertura forzata è destinata ad avere ripercussioni pesanti e molto negative dal punto di vista penale, mediatico, sociale e reputazionale. Con questo modo di fare si mette a rischio anche la sicurezza dei propri clienti, passando dalla parte del torto quando si hanno in realtà tutte le ragioni per protestare nei modi e nelle sedi giuste!”

“Tuttavia, ribadendo il valore imprescindibile della legalità, non posso fare a meno di notare le grandi responsabilità dell’esecutivo che dovrebbe rispondere alle richieste di aiuto con provvedimenti programmati, coerenti, tempestivi e supportati da evidenze scientifiche. Servono quindi, per non dare adito a proteste incontrollate, interventi urgenti su più fronti: ristori ben più corposi da calcolare sul delta fra il fatturato del 2020 e quello del 2019, la proroga del credito d’imposta sugli affitti per tutto il 2021 e, sempre per tutto l’anno appena iniziato, la proroga della cassa integrazione, con anche vantaggi fiscali per quelle aziende che ne interrompono l’utilizzo per i propri collaboratori. Tutte misure necessarie anche e soprattutto per il nostro settore, quello degli eventi e delle cerimonie, fermo da febbraio scorso e con prospettive a dir poco preoccupanti, con un rischio sempre più concreto di dover fare i conti con una raffica di chiusure e licenziamenti”.

“Un commento finale sugli ultimi eventi della politica  conclude Capurro – La crisi di Governo in atto in queste ore non può e non deve assolutamente mettere in discussione tutte le misure promesse per attenuare la crisi economica che le nostre aziende soffrono da ormai un anno e di cui, purtroppo, non si vede ancora la fine”.

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