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ALTRIMÉNTI: a Milano il nuovo ristorante di Eugenio Boer e Damian Piotr Janczara

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altriménti, eugenio boer

Un cuoco, Eugenio Boer, il suo affezionato maître e sommelier, Damian Piotr Janczara, e due manager del settore delle telecomunicazioni, Lorenzo Galletti e Leonardo Nardella, sono il nuovo “team” che ha dato vita a ALTRIMÉNTI.

A nemmeno un anno dall’apertura del suo ristorante [bu:r], lo chef italo-olandese attira nuovamente i riflettori su di sé imbarcandosi in una nuova avventura imprenditoriale con un gruppo di soci alquanto eterogeneo.

Il tandem Eugenio – Damian si ricompone quindi sotto la nuova insegna di ALTRIMÉNTI, un ristorante che, come indica il nome stesso, evoca qualcosa fatto in un altro modo, le cui mura sono intrise di storie di buona cucina.
Proprio gli stessi locali, infatti, ubicati nel moderno distretto milanese di Citylife, a due passi dalla fermata della metro Amendola, hanno ospitato nel corso degli anni diversi esercizi dediti alla ristorazione fino ad arrivare alla gestione odierna, che si prefigge un obiettivo ambizioso: offrire un nuovo punto di ritrovo all’insegna della convivialità, per gli abitanti del quartiere e non solo, dove sentirsi liberi di andare in pausa pranzo, a cena o semplicemente per bere un buon bicchiere di vino in compagnia di amici.
ALTRIMÉNTI vuole essere il ristorante della porta accanto: un locale piacevole, dall’atmosfera familiare, ben inserito nella zona in cui si trova, con una propria dimensione intima, ma anche un’apertura verso l’esterno.
Per Eugenio e Damian si tratta del compimento di un sogno. Chef e responsabile di sala, con l’aiuto degli altri due soci, hanno unito e messo a frutto le rispettive expertise per dar vita a un ristorante contemporaneo che riprendesse in qualche modo un discorso interrotto, sia pure rivisitandolo, al pari di un piatto che nessuno ha mai dimenticato.

 

Da sx Lorenzo Gallletti, Damian Piotr Janczara, Eugenio Boer e Leonardo Nardella

Il Menu e la carta dei vini

La filosofia culinaria di Eugenio Boer si basa su “concetti di degustazione” che esprimono la sua personale idea di cucina, frutto di creatività e disciplina, nata a fianco dei suoi grandi maestri.
Ogni concetto racchiude una serie di piatti che invitano l’ospite a provare percorsi diversi, legati alla tradizione, ma con lo sguardo e i sapori sempre rivolti al futuro. Concetti come custodi di sensazioni che lo chef ama condividere perché ognuno racconta qualcosa di sé e della propria vita. I piatti invece cambiano in base alle stagioni e sono sempre in divenire perché legati alle sue emozioni.

Fedele a questa forma mentis, anche da ALTRIMÉNTI lo chef Boer focalizza l’attenzione sulla materia prima e sulla stagionalità offrendo un viaggio gastronomico che contempla tre differenti percorsi.
È così che il menu si sviluppa attraverso le sezioni “Verdure”, “Carni” e “Pesci”, oltre ai “Dessert”.
All’interno di ogni “contenitore” l’ospite può scegliere tra antipasti, primi e secondi, per un totale di non più di dieci proposte, decidendo se seguire un percorso tematico o eventualmente combinare piatti appartenenti a sezioni diverse.
Per chi opta per le verdure si può spaziare fra la pasta e fagioli con cardoncelli e datterini e il cavolo cappuccio con yogurt e senape. Chi invece vuole muoversi nel segmento delle carni potrà scegliere, tra le varie proposte, il maialino con uva fragola e rapa bianca, senza dimenticare il risotto alla milanese con ragù di vitello.
Tra le portate di pesce, infine, spiccano gli spaghetti alla chitarra con cozze, pomodoro e limone e il polpo con giardiniera, pane e rosmarino, solo per citarne alcune.

Anche se alla carta, il menù contempla qualche frequente incursione di portate extra per rendere l’esperienza sempre diversa e far provare nuovi sapori agli ospiti.
Una proposta completa, facile e rassicurante in cui poter ritrovare ingredienti familiari.
La cucina, lavorata tutta in casa, invita a mangiare di pancia e non di testa. I tecnicismi, infatti, lasciano spazio a piatti concreti e divertenti, ma mai banali, che nascono da prodotti di qualità, frutto di un’attenta selezione dei fornitori.  ALTRIMÉNTI crede nel valore della filiera corta e, per questo, si affida a una serie di produttori geograficamente non distanti e facilmente raggiungibili. Lo scopo è quello di avere un maggiore controllo e un contatto diretto e onesto con i fornitori a garanzia del massimo della qualità.

La carta dei vini è snella, fresca e in linea con la cucina di Boer. Empatica, non strutturata in modo classico, ma per sensazioni e concetti che aiutano l’ospite a orientarsi nel vasto e meraviglioso mondo del vino. La cantina, ancora in fase di completamento, annovera già un totale di 250 etichette fra le quali trovano largo spazio piccole realt produttive e “vignerons” indipendenti. La filosofia è la stessa di quella adottata per il food, ossia la ricerca costante di persone che con il loro lavoro facciano la differenza. La carta parla ovviamente italiano, ma attinge anche da altri Paesi, quali Francia, Austria, Germania e Spagna. Non manca ovviamente lo Champagne.

Il ristorante

Il progetto di ALTRIMÉNTI è stato firmato dallo studio Offstage di Milano con il prezioso contributo dell’architetto Alessandra Ubertazzi, responsabile della direzione dei lavori. All’origine del progetto, la volontà di enfatizzare il forte legame del locale con la personalità e la cucina di Eugenio Boer.
In questo senso è nato uno spazio che si sviluppa attraverso tre aree diverse, per atmosfere e suggestioni, arredamento e funzioni, con l’obiettivo di andare incontro alle richieste di un pubblico sempre più eterogeneo ed esigente.
Al pari di un concetto di degustazione, l’ospite decide quale esperienza vivere a partire dalla scelta della sala.
La progettazione dello spazio ha dato vita a un locale informale, ma elegante e raffinato nel suo complesso, che si articola in un ambiente principale, un privé e una veranda al piano superiore.

All’ingresso la prima sala, con soffitto a volta, si caratterizza per un allestimento in cui spiccano la bellezza e il numero delle illustrazioni appese alle pareti: ben 76 stampe di alcuni tra i più significativi illustratori contemporanei, tra cui Davide Baroni, Fernando Cobelo, Chiara Ghigliazza, Giordano Poloni, selapennamidisegna, Resli Tale, Marianna Tomaselli, Federica Ubaldo e Cinzia Zenocchini, che regalano una cornice variopinta e giocosa. La selezione degli artisti e dei loro lavori è stata curata dall’ architetto Francesca Fusari (alias ‘selapennamidisegna’), già capo progetto di Offstage per il ristorante.
Si tratta di un vero e proprio “progetto nel progetto” che definisce un percorso tematico e cromatico in aperto dialogo con le scelte architettoniche del locale.
La sala può contenere fino a un massimo di 35 coperti.

Sullo stesso piano è possibile usufruire, previa prenotazione, di un esclusivo privé, un ambiente a sé che offre la possibilità di avere a disposizione un cameriere riservato, per un totale di circa 20 coperti. Ideale per eventi privati, a garanzia del massimo della privacy può essere chiuso con una porta a doppio battente a bilico in rovere, con inserti circolari in vetro montati su telai in metallo cromato nero.

Per chi, invece, cerca un ambiente più intimo, niente di meglio della veranda, che può accogliere fino a 20 persone. Ideale per coppie, vi si accede tramite una scala in metallo rivestita in resina amaranto, tinta già declinata su diversi elementi dell’allestimento del ristorante..
Nel seminterrato si estende infine la cantina, provvista anche di un tavolo vip: sei posti a sedere per eventi super selezionati e riservati. Per chi ne fa richiesta vi si può accedere anche da un ingresso secondario privato.

Photo Credit: Fusillo Lab

 

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