Home Notizie Attualità Aceto Balsamico di Modena IGP: l’effetto Brexit sull’export del made in Italy

Aceto Balsamico di Modena IGP: l’effetto Brexit sull’export del made in Italy

Il Consorzio dell’Aceto Balsamico di Modena IGP tira le somme dell’anno appena trascorso; nonostante le difficoltà, le perdite non hanno inciso sui numeri.

“Nonostante la pandemia, i dati economici e produttivi del settore in mano al Consorzio sono da considerarsi incoraggianti – spiega il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP Mariangela Grosoli in questo anno così complicato infatti, abbiamo registrato un -5% a livello di produzione globale che ha riportato i valori a circa 90 milioni di litri. Numeri abbastanza confortanti, considerando gli effetti dell’emergenza sanitaria che ha colpito tutto il mondo ed in particolare quegli Stati Uniti che per l’Aceto Balsamico di Modena rappresentano uno dei mercati principali nonché l’importanza che per questo comparto rappresentano le esportazioni, ovvero oltre il 92% del fatturato. A soffrire maggiormente della condizione creatasi sono state le piccole aziende a livello familiare, che hanno sempre investito per il posizionamento del prodotto sul canale HoReCa, nelle enoteche e nelle botteghe di prelibatezze alimentari e che da questa pandemia hanno subito i danni maggiori, con le prolungate chiusure previste nei DPCM. Non solo in Italia, ma anche all’estero. Uno dei mercati più difficili da recuperare, anche una volta superata l’emergenza pandemia, è il Regno Unito che dall’1 gennaio 2021 è ufficialmente fuori dall’UE”.

Condizione che comporta la reintroduzione di farraginose pratiche burocratiche e, a cascata, un effetto selettivo verso quelle realtà imprenditoriali di piccole e medie dimensioni che non sono in grado di reggere un iter di questo tipo particolarmente pesante. Sono molte, infatti, le procedure con cui i produttori dovranno misurarsi da ora in poi per poter esportare l’Aceto Balsamico – e molti altri prodotti dell’agroalimentare italiano ed europeo – Oltremanica. Con il cambio di normativa l’aggravio peserà non solo sui produttori ma altresì anche su coloro che vorranno importare prodotti in UK e il timore principale che si sta diffondendo è che a complicazioni burocratiche possa parimenti andare avanti una tendenza a ridurre la richiesta, il che rappresenterebbe un danno enorme ad un settore come quello dell’agroalimentare che in Inghilterra equivale al 26% del totale delle importazioni, con l’Aceto Balsamico di Modena che in tale contesto esporta circa il 5% della produzione.

Proprio per dare loro un sostegno concreto finalizzato al contenimento dei danni da Brexit, il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena ha organizzato nei giorni scorsi un Webinar condotto dal Direttore Federico Desimoni, volto a preparare un terreno praticabile per i Soci del Consorzio stesso ed informarli sui molti nuovi aspetti che si troveranno ad affrontare, sia dal punto di vista delle pratiche doganali che sull’etichettatura.

Stiamo affrontando un grande cambiamento che va verso una direzione che non ci saremmo mai aspettatiafferma Federico Desimoni Direttore del Consorzio infatti, gli scambi commerciali con la Gran Bretagna torneranno ad essere regolati, non dalla normativa comunitaria, ma da quella internazionale sia con riferimento al diritto alimentare che a quello doganale e più genericamente commerciale. I primi cambiamenti, quelli di natura doganale, sono già entrati in vigore anche se fino a luglio il loro “enforcement” non dovrebbe essere particolarmente pressante, ma a partire da quella data gli operatori dovranno essere completamente aderenti alle disposizioni di diritto internazionale. Altra data importante è quella del 30 settembre 2022, ultimo giorno di applicazione del diritto alimentare europeo, ovvero di tutte quelle normative in materia di etichettatura e sicurezza alimentare. In questo caso, a partire dal mese di ottobre si applicherà anche alla Gran Bretagna il principio generale di diritto internazionale che prevede la necessità per chi esporta un prodotto di rispettare le norme in vigore nel Paese di commercializzazione dello stesso. Ci auguriamo che le disposizioni che la Gran Bretagna adotterà in sostituzione a quelle comunitarie attualmente in vigore (fino al 31.9.2022) anche a livello interno non presentino sostanziali o rilevanti differenze. In tutti i modi, il Consorzio continuerà ad accompagnare i produttori nel processo di informazione e adozione relativo a tutte le novità legislative e operative”.

Le formalità doganali, in vigore dal 1 Gennaio 2021, si applicano a tutte le merci in entrata ed in uscita dal Regno Unito e tale condizione sembra destinata a rimanere in essere anche qualora dopo il 28 Febbraio – data in cui l’Accordo provvisorio che regola i rapporti con l’UE cesserà di avere effetto – venisse istituita un’area di libero scambio tra gli Stati, con zero tariffe e zero quote sulle merci ma con molta probabilità con maggiori oneri amministrativi per le imprese e tempi più lunghi di consegna.

Mentre si attendono sviluppi per questa situazione al momento non ancora del tutto chiara, le acque intorno all’Aceto Balsamico di Modena IGP continuano a muoversi anche su altri fronti. Sulla scia degli Accordi Bilaterali siglati nel 2020 per la protezione di alcune IG italiane ed europee – tra cui lo stesso Aceto Balsamico di Modena IGP – in Cina, Vietnam e Messico, è in corso proprio in  questi giorni la definizione di un Accordo Bilaterale di libero scambio con la Corea del Sud, il cui iter è iniziato anch’esso lo scorso anno e si prevede venga portato a compimento a breve, verosimilmente in queste prime settimane del 2021. Nella prima bozza di lista delle IG che saranno ivi protette e di cui fa parte anche l’Aceto Balsamico di Modena IGP. L’obiettivo che l’Unione Europea si prefigge è, come al solito quello di proteggere e promuovere anche in questo Paese alcune delle più importanti IG italiane ed europee.

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