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L’accordo UE sulla pesca piace agli operatori siciliani

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Arriva un segnale positivo per il Mediterraneo occidentale e per i pescatori siciliani, in particolare quelli che operano su piccola scala. L’eurodeputato Giovanni La Via (Fi/Ppe) ha dato così notizia dell’accordo raggiunto a Bruxelles in sede di trilogo, tra i negoziatori del Parlamento, del Consiglio e i rappresentanti della Commissione europea sul piano pluriennale della pesca per il Mediterraneo occidentale.

Le nuove norme sono il frutto di un percorso complesso che ha sempre guardato all’obiettivo prioritario: la salvaguardia e il rilancio della piccola pesca, spesso in sofferenza, prestando la dovuta attenzione anche agli aspetti ambientali.

L’accordo è relativo alla gestione degli stock di nasello, triglia, gamberetti rosa, scampi, gamberetti blu e rossi e gamberi rossi giganti, che vivono sul fondo marino (la pesca demersale). Ora dovrà essere validato dall’Assemblea europea e dal consiglio dei ministri dell’Unione Europea.

Uno dei principali punti dell’accordo riguarda l’introduzione delle quote pesca su alcune specie demersali come nasello, sgombro, spigola, scampi. Una soluzione che rappresenta un punto di incontro tra il settore della pesca e gli ambientalisti.

È stato stabilito che saranno 3 i mesi consecutivi (laddove opportuno) di divieto di pesca a strascico a 6 miglia dalla costa, tranne nelle aree più profonde dell’isobata di 100 metri. In alternativa, gli Stati membri possono chiudere altre aree sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili, e se viene raggiunta una riduzione di almeno il 20% per il nasello.

Alla gestione delle catture attraverso le quote si preferiscono sistemi di gestione dello sforzo di pesca basati sul numero di giorni in mare, sulla riduzione della capacità di pesca o su periodi di fermo. All’interno dell’accordo anche elementi riguardanti la protezione degli habitat sensibili, la sostenibilità sociale della piccola pesca, la tutela delle specie di maggior interesse biologico assieme alla sopravvivenza delle migliaia di imprese coinvolte.

Inoltre, la durata del giorno di pesca è fissata a 15 ore al massimo, con possibile deroga fino a 18 ore.

Viene anche preso in considerazione il settore della pesca ricreativa: quando presenta un impatto significativo sugli stock, il Consiglio dei ministri Ue può fissare dei limiti.

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