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UE dice basta a prodotti di plastica usa e getta: tutte le misure da adottare

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plastica monouso - rifiuti marini

Esistono 10 prodotti di plastica monouso maggiormente presenti sulle spiagge e nei mari europei, che rappresentando il 70% dei rifiuti marini. È contro l’uso sempre maggiore di questi involucri e oggetti in plastica e, soprattutto, contro il loro abbandono selvaggio che finalmente l’Ue ha deciso di prendere provvedimenti definitivi.
Bastoncini cotonati, aste per palloncini, miscelatori per cocktail, posate e piatti usa e getta. È recente la foto di Justin Hofman, premiata al Wildlife Photographer of the Year 2017 che ritrae un cavalluccio marino che porta con sé un bastoncino cotton fioc.
L’immagine ha fatto il giro del mondo ed è diventata il vessillo con cui le associazioni che lottano per l’ambiente hanno chiesto a gran voce che si facesse finalmente qualcosa.
Ora la Commissione europea propone regole nuove, ideate per raggiungere risultati concreti in tempi definiti: una parte dei prodotti usa e getta sarà del tutto bandita, laddove sia possibile realizzare una valida alternativa concepita in termini di sostenibilità, mentre per tutti gli altri “insostituibili” verranno stabilite norme d’uso, riducendone il consumo. Tutti i prodotti dovranno rispettare ferrei requisiti per la progettazione e in etichetta, seguendo il giusto iter di gestione e bonifica dei rifiuti.
Questa Commissione ha promesso di agire con forza sulle grandi questioni e lasciare il resto agli Stati membri – ha affermato Frans Timmermans, primo vicepresidente responsabile per lo sviluppo sostenibile. – È innegabile che i rifiuti di plastica siano una grande questione e gli europei devono agire insieme per affrontarla, tanto più che i rifiuti di plastica finiscono nell’aria che respiriamo, nel suolo, negli oceani e sulle nostre tavole. Le proposte odierne (attualmente al vaglio, NdR) ridurranno, con una serie di misure, i prodotti di plastica monouso che ora troviamo sugli scaffali dei supermercati. Alcuni di essi saranno messi al bando, ma ciò non significa che dovremo rinunciarvi perché saranno sostituiti da alternative più pulite.

plastica - Justin HofmanI prodotti di plastica da eliminare e quelli da sostituire

Come già anticipato, l’Ue focalizza l’attenzione sui 10 prodotti monouso che inquinano maggiormente le spiagge e i mari europei e agli attrezzi di pesca, che rappresentano nel complesso più del 70% dei rifiuti marini.
Il divieto di commercializzazione per prodotti sostituibili con alternative sostenibili sarà valido per cotton fioc, stoviglie, piatti, mescolatori per cocktail, cannucce, aste per palloncini. Per quanto riguarda i contenitori per bevande in plastica, i Paesi dell’Ue dovranno ridurne drasticamente l’utilizzo ma saranno ammessi solo se tappi e coperchi resteranno attaccati al contenitore, per limitarne la dispersione nell’ambiente.
Limitarne il consumo significherà adottare delle misure specifiche, come ad esempio imporre un costo sui contenitori in plastica: contenitori per alimenti; involucri come sacchetti di patatine, caramelle e snack in genere; contenitori per tazze e bevande; palloncini; salviettine umidificate; ma anche prodotti del tabacco col filtro, come i mozziconi di sigaretta.
Entro il 2025, gli stati dell’Unione europea dovranno aver raccolto il 90% delle bottiglie di plastica monouso, utilizzando anche qui provvedimenti mirati, come quello della cauzione-deposito.
Gli Stati membri avranno il compito di sensibilizzare produttori e consumatori sull’impatto negativo che la plastica ha sull’ambiente, nonché a informare e informarsi sul corretto smaltimento dei rifiuti più dannosi, come le salviettine umidificate o gli assorbenti igienici, ecc.
Il 27% dei rifiuti viene poi rappresentato dagli attrezzi da pesca. Saranno i fabbricanti a farsi carico dei costi di raccolta una volta che questi rifiuti vengono dismessi e assegnati agli impianti portuali di raccolta, ma anche i costi di trasporto e successivo trattamento.

plastica monouso - rifiuti mariniI prossimi passi dell’Unione europea per l’ambiente

Queste appena illustrate sono le proposte della Commissione europea che dovranno poi passare al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio. Si spera che la questione venga trattata in via prioritaria, per vedere queste norme applicate il prima possibile, forse già nel 2019.
Il prossimo 5 giugno, giornata mondiale dell’ambiente, la Commissione lancerà una campagna di sensibilizzazione a livello europeo per coinvolgere i consumatori e porli di fronte alla responsabilità individuale che ognuno di noi ha nei confronti dell’inquinamento da plastica e dei rifiuti marini.
Grazie a questa iniziativa, si potranno scongiurare danni ambientali della portata di 22 miliardi di euro entro il 2030, portando a un risparmio di 6,5 miliardi per i consumatori.
Con questo primo passo, l’Unione Europeo si pone alla guida a livello mondiale di un cambiamento che potrebbe avere portata rivoluzionaria già all’interno del G7 e del G20 e con l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

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