Tesla Gin, fiore elettrico e shiitake: ricerca, innovazione e sostenibilità

Mixology Attraction 2026 a Rimini, Nicole Cavazzuti intervista Riccardo Aldinucci, fondatore di Cocktail in Lattina, e Sergio Ciriaco titolare di Tesla Gin.

17 Febbraio 2026 - 16:31
Tesla Gin, fiore elettrico e shiitake: ricerca, innovazione e sostenibilità

BAR & WINE - Riccardo Aldinucci è il fondatore di Cocktail in Lattina, un progetto innovativo nato nel 2020 che ha trasformato il modo di vivere e commercializzare i drink ready to drink. Parliamo di un format che unisce mixology e packaging creativo, offrendo cocktail premium confezionati in lattina e completamente personalizzabili, sia con etichetta adesiva sia con stampa serigrafata full print.

Dalla possibilità di realizzare piccole tirature senza quantitativi minimi fino a produzioni su larga scala, Cocktail in Lattina si rivolge non solo al consumatore finale ma anche a brand e produttori di spirits che desiderano commercializzare il proprio prodotto in un formato moderno, accattivante e pronto al consumo.

Lo incontro a Rimini, al Beer&Food Attraction, nello stand condiviso con Tesla Gin, prodotto lanciato da Sergio Ciriaco.
Tesla Gin: quattro anni e mezzo di studio
Tesla nasce ufficialmente a maggio 2024, ma il lavoro di ricerca è iniziato quattro anni e mezzo prima, in collaborazione con l’Università di Camerino. L’obiettivo era sviluppare una tecnica di estrazione del fiore elettrico (Acmella oleracea), procedimento tutt’altro che semplice e poco diffuso in Italia.
L’estrazione è delicata: se non eseguita correttamente può generare un risultato sgradevole. Sono serviti tre anni di sperimentazione per ottenere un estratto stabile e qualitativamente adatto alla produzione di gin.
Il progetto fa capo ad Archè Food (MJ Energy Srl Società Agricola), con sede a Treia (MC), realtà che integra produzione agricola, ricerca e sviluppo in ambito beverage.
Un gin che cambia in bocca
Ciò che rende Tesla Gin unico è l’esperienza sensoriale. Il distillato si presenta bianco, ma al palato genera una sensazione “elettrica” che attiva le papille gustative e stimola la salivazione. Dopo pochi secondi la percezione aromatica cambia completamente.
Ogni persona vive un’esperienza diversa: c’è chi percepisce zenzero, chi note marcate di finocchio, chi pepe di Sichuan. È un percorso gustativo dinamico, mai identico. Bere un gin tradizionale e bere Tesla significa affrontare due narrazioni sensoriali differenti.
Curiosamente, il prodotto sembra piacere in modo particolare alle donne, probabilmente per una diversa sensibilità gustativa e una maggiore predisposizione alla sperimentazione.
Il ready to drink e l’evoluzione in lattina
La collaborazione con Cocktail in Lattina ha portato Tesla anche nel segmento RTD. È stato lanciato Tesla Tonic in lattina e il prossimo passo sarà un Negroni Tesla ready to drink, realizzato con Vermouth e Bitter entrambi a base di Acmella.
È in valutazione la presentazione al Roma Bar Show, passaggio strategico per consolidare il posizionamento nel canale horeca.
 
Shiitake: dalla tradizione giapponese alla coltivazione italiana
Accanto al fiore elettrico, l’azienda lavora anche sullo shiitake, il secondo fungo più coltivato al mondo. Ingrediente centrale nella medicina tradizionale cinese e giapponese e base identitaria del ramen, per un giapponese rappresenta ciò che per un italiano sono pomodoro e mozzarella.
È ricco di proteine vegetali e minerali, quindi particolarmente interessante anche per diete vegetariane e vegane.
La produzione avviene con metodo tradizionale giapponese, su tronchetti nel bosco. In Italia quasi tutti utilizzano la coltivazione in balletta; la scelta è stata invece quella di un approccio più naturale e lento.
Sostenibilità e modello circolare
Anche il fiore elettrico viene coltivato direttamente dall’azienda, fuori suolo, attraverso un impianto di acquaponica alimentato da carpe koi.
Il sistema è circolare: l’acqua delle vasche dei pesci viene filtrata da batteri; le sostanze vengono trasformate in nutrimento per le piante; l’acqua purificata ritorna ai pesci e il 90% dell’acqua viene riciclato. L’energia utilizzata proviene da impianti fotovoltaici, rendendo la produzione CO₂ negativa.
 
Il fiore elettrico come tendenza mixology
L’Acmella sta diventando un trend diffuso nei cocktail bar. In Italia, tra i primi a utilizzarla è stato il titolare del Nottingham Forest Dario Comini, già intorno al 2013-2014, inserendo il fiore in cocktail strutturati su tre livelli, da consumare dopo averlo masticato.
Oggi il fiore elettrico può essere impiegato come garnish da masticare prima del drink, pestato nel cocktail, tritato in un sale aromatizzato per la crusta del bicchiere oppure in forma concentrata.
È stato infatti sviluppato anche un concentrato di Acmella, frutto di studi scientifici e processi industriali di livello farmaceutico, pensato per... il clitoride, ma ideale anche in miscelazione. 
Progetti futuri
Riccardo Aldinucci aprirà un nuovo bar a Quercegrossa, La Capannina by Charlie, il primo marzo. "Il locale sarà sponsorizzato da Tesla Gin insieme ad altri cinque gin, da Bitter Fusetti e dal mezcal Suspiro del Alma.
Ricerca, sperimentazione e innovazione restano i pilastri di un progetto che unisce agricoltura, distillazione e packaging contemporaneo, con una visione chiara: portare la mixology in una nuova dimensione ready to drink senza rinunciare alla qualità.
Leggi la notizia anche su MixologyItalia.com

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