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Presentato il Primo Rapporto sul Turismo Enogastronomico in Italia

Turismo Enogastronomico

Presentato martedì 23 gennaio presso la sede del Touring Club di Milano il Primo Rapporto sul Turismo Enogastronomico, coordinato da Roberta Garibaldi, docente universitaria e esperta di turismo e cultura, e frutto della collaborazione tra Università di Bergamo e World Food Travel Association.
I dati presentati mostrano che 1 italiano su 3 negli ultimi tre anni ha svolto almeno un viaggio per seguire percorsi enogastronomici; i viaggiatori di questo tipo aumentano rispetto al 2016 e passano dal 21% al 30%.
Questi numeri confermano sempre più come l’enogastronomia sia passata da elemento marginale, in secondo piano, a fattore capace di influenzare scelte di viaggio.
La regione italiana più scelta per questi motivi è la Toscana, ma cresce l’interesse per le regioni del Sud Italia, in primis Sicilia e Puglia.
Si rileva inoltre che molte regioni del Nord, nonostante abbiano un’ampia offerta enogastronomica, non vengono mai prese in considerazione per questa loro caratteristica: da ciò se ne deduce che regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte – che tra l’altro, come emerge dal Rapporto Ismea – Qualivita, sono le zone italiane dove si registra la maggiore presenza di prodotti di qualità certificati DOP-IGP – potrebbero lavorare per dare maggiore visibilità alle loro eccellenze.
Si rileva inoltre che per il turista italiano le esperienze di viaggio legate al cibo più popolari sono (oltre ovviamente l’assaggio di piatti tipici del luogo indicata come preferita dal 76% dei partecipanti alla ricerca) visitare un mercato con prodotti del territorio (70%) e comprare cibo da un food truck (59%). Cresce l’interesse anche per le produzioni locali di vino ma anche birra artigianale.
Roberta Garibaldi, ha inoltre tracciato un profilo del turista enogastronomico italiano: “È un turista acculturato, con maggiore capacità e propensione alla spesa, che cerca nell’enogastronomia un’opportunità di conoscenza e contatto con la cultura di un territorio.
Organizza il suo viaggio affidandosi al web, sia per raccogliere informazioni sia per prenotare le singole componenti del viaggio. Ma ha una propensione maggiore rispetto al turista generico alla prenotazione attraverso intermediari. Si sente più coinvolto, vuole sperimentare l’enogastronomia a 360°, affiancando spesso altre proposte attive.
Preferisce percorsi misti, non monotematici: il turista del vino cerca anche ottime esperienze gastronomiche
”.
Ancora una volta si conferma, dati alla mano, come l’enogastronomia stia diventando un importante tassello nel nostro Paese, capace di smuovere l’economia.

Turismo Enogastronomico

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