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Particolare: a Milano inaugurato il ristorante che fai dei dettagli la sua marcia in più

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Particolare - Milano

Talvolta è proprio un particolare a fare la differenza. Ogni luogo può essere “particolare” ma questa è la scommessa di un trio di soci con in comune la passione per la ristorazione: uno chef, Andrea Cutillo, un maitre e sommelier Luca Beretta e Mino Traversi, F&B manager di catene di hotel.

Hanno creato la loro tana, che vuole essere un punto di accoglienza per tutti coloro che vogliono uscire e sentirsi a casa, che desidererebbero un cocktail ma forse anche una cena, che arrivano per un aperitivo post lavoro e si trovano in un giardino di oltre 100 mq nascosto a Porta Romana, in via Tiraboschi 5.

26 coperti all’interno e una 40ina nel giardinetto esterno attorniato da piante e luci sognanti. Ecco perché Particolare.

La cucina dello chef Andrea Cutillo

Una cucina creativa e mediterranea, un’attenta selezione di piccoli produttori e una forte attenzione a privilegiare l’allevamento italiano ed etico, una filiera pulita di approvvigionamento degli ingredienti della cucina. Una cucina che è senza fissa dimora, concreta e senza voli pindarici, ma di sostanza e d’effetto: tanti crudi, un salto in Spagna per la ricerca della carne più prelibata, qualche spunto dall’Asia.

Una carta dei vini selezionata privilegiando piccoli produttori come grandi realtà legate al territorio nazionale, tante bollicine e diversi vitigni autoctoni rendono la carta completa da nord a sud Italia senza annoiare anche il consumatore più esigente. Anche qui si ricerca la qualità più della figura. Ampia mescita anche in aperitivo che cambia di settimana in settimana in base ai piaceri del sommelier Luca Beretta.

Il ristorante è totalmente plastic free, con asciugamani nei bagni riciclabili e una filosofia che si sostanzia nella lotta allo spreco dei rifiuti in cucina e al risparmio energetico (si avvale del fornitore elettrico Lifegate).

Il menu

Tra i must del locale il “Raviolo croccante ripieno di ossobuco”: uno spunto asiatico, in quanto è realizzato con la farina di riso, ma anche un cameo alle origini napoletane dello chef, a ricordare la forma di un panzerotto, ripieno però del tipico ossobuco milanese. Altro signature di Particolare è il “Polpo in tre cotture” (bollito, fritto e grigliato), servito in varie consistenze e temperature, con patata viola, olive taggiasche pomodori confit e sedano croccante. Da una semplice “Seppia e Piselli” nasce un piatto che si ricorda a lungo: la seppia viene cotta a bassa temperatura in infusione con lime e zenzero, servita con piselli in crema e interi, il nero di seppia spennellato e cialda al nero di seppia (sempre per un discorso di recupero di tutta la materia prima). Tutti i pesci sono accompagnati dal Certificato Friend of the Sea.

 

Infine il “Tiramisù Particolare” con una base di crema al mascarpone classica, gel di savoiardi cotti nel caffè ed una sfoglia croccante degli stessi ,a chiudere la classica spolverata di cacao che riporta alla “tradizione”.

Il menù degustazione è di 6 portate a mano libera dello chef con abbinamento vini  a 60 euro.
La filosofia dello zero scarto in cucina si sostanzia con l’aperitivo, interamente da ristorazione, creato a partire dal menu del giorno.

La drink list

Al bancone la barlady Anna Ardò, pugliese ma dal cuore cosmopolita, ha creato un drink list “curativa”, seguendo i dettami della moderna mixology. I primi cocktail sono infatti nati a scopo terapeutico e l’irriverente proposta della barlady è composta da sei signature del locale e da sei twist di classici.

Il design del locale

Particolare Milano è un ristorante pensato per la città di Milano.
Dopo il vernacolo dell’enoteca Enovalsugana di Trento e dopo il  turbofuturismo del locale Mani Al Cielo di Rovereto, per realizzare il Particolare Milano gli architetti Rodolfo Sormani, Alessandro Tonassi e Matteo Ranghetti si sono ispirati all’eleganza degli anni ’50 e ’60.

Tutto è progettato e disegnato nei minimi dettagli. Osservando le prospettive specchiate, le texures a rombi, gli accostamenti cromatici, le linee degli arredi, le lampade dorate, gli avventori più appassionati potranno divertirsi a cogliere le piccole citazioni dei grandi maestri dell’architettura del secolo scorso. Fulcro del progetto è stata la scelta dei rivestimenti, affascinante riproduzione in gres porcellanato di un tappeto usurato, il quale crea un ambiente caldo e famigliare.

Da questo elemento, presente in tutti gli ambienti del ristorante, sono scaturite le scelte dei colori, il grigio antracite e il cemento grezzo. A rendere il tutto più prezioso e luminoso, l’uso del colore oro negli elementi di arredo e nelle lampade.
L’amore per la tradizione del design milanese e un certo “saper fare” artigiano si combinano con la briosità del contemporaneo per dare vita a un luogo fuori dal tempo, perfetto per assaporare le ottime pietanze e i vini selezionati.
Gio Ponti in Amate l’Architettura scriveva: “Amate l’architettura per quel che è di fantastico, avventuroso e solenne ha creato – ha inventato – con le sue forme astratte, allusive e figurative che incantano il nostro spirito e rapiscono il nostro pensiero, scenario e soccorso della nostra vita.”

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