La siccità condiziona la nuova campagna olearia. L'analisi di Carapelli

La siccità incide sulla produzione e sulla qualità dell'olio d'oliva. Carapelli analizza le prospettive della campagna 2026-2027 e le strategie di selezione.

15 Ottobre 2026 - 16:31
La siccità condiziona la nuova campagna olearia. L'analisi di Carapelli

CRONACA PER L'IMPRESA - La produzione italiana di olio d'oliva per la campagna 2026-2027 è stimata intorno alle 250.000 tonnellate, in un'annata condizionata dall'alternanza produttiva e dalla scarsità di precipitazioni in alcune delle principali aree olivicole del Sud, in particolare Puglia, Calabria e Sicilia. Un quadro che impone alle aziende del settore di confrontarsi non soltanto con la disponibilità di materia prima, ma anche con una crescente variabilità delle sue caratteristiche qualitative.

Per Carapelli Firenze, la risposta a questa situazione passa attraverso una maggiore flessibilità negli approvvigionamenti, il controllo della qualità e la capacità di selezionare oli provenienti da differenti territori e varietà olivicole, mantenendo costante il profilo sensoriale dei prodotti destinati ai consumatori italiani e internazionali.

La strategia di Carapelli tra selezione e qualità

La variabilità delle condizioni climatiche sta modificando la geografia della produzione olivicola, rendendo necessario adeguare rapidamente le strategie di acquisto e selezione. Carapelli affronta questa evoluzione facendo leva sulla propria rete di relazioni con i fornitori, sulla conoscenza delle diverse cultivar e su un sistema di controllo qualità che consente di individuare le partite più adatte alle caratteristiche richieste.

L'obiettivo è mantenere stabilità, armonia e continuità del gusto, aspetti che l'azienda considera centrali nelle aspettative dei consumatori di olio extra vergine. A orientare queste scelte è anche l'ascolto delle preferenze dei consumatori italiani e internazionali, con particolare attenzione alla stabilità e all'armonia del gusto. Per raggiungere questi obiettivi, le procedure di approvvigionamento vengono adattate all'andamento delle produzioni, con la possibilità di orientare la selezione verso bacini regionali differenti.

«Davanti a una geografia produttiva in costante mutamento, la reattività è il vero punto di forza di Carapelli: siamo leader nella selezione e nell'imbottigliamento, abbiamo la capacità strutturale e l'esperienza per intercettare le produzioni migliori. Adattando con tempestività i criteri di approvvigionamento e valorizzando la sinergia tra cultivar differenti, trasformiamo la variabilità geografica in una garanzia di qualità per il consumatore.», dichiara Anna Cane, Scientific & Public Affairs Director di Carapelli Firenze.

La capacità di adattamento delle singole aziende, tuttavia, deve accompagnarsi a una maggiore collaborazione lungo la filiera. Come sottolinea Cane, «Tuttavia, la prontezza dei singoli da sola non basta: per superare una crisi olivicola della portata di quella attuale serve una forte cooperazione tra agricoltura, frantoi e industria. Solo facendo squadra potremo tutelare il valore non solo dell'extra vergine, ma salvaguardare l'intero comparto.»

Come il clima influenza la qualità dell'olio

Le condizioni meteorologiche dell'estate 2026 hanno prodotto effetti differenti sulla nuova campagna. Le temperature elevate hanno impedito la proliferazione della mosca olearia sull'intero territorio nazionale, con soltanto rarissime comparse circoscritte nell'ultimo periodo.

L'assenza del parassita rappresenta un elemento favorevole per la qualità delle olive, che possono arrivare alla trasformazione integre e sane. Si tratta di una condizione essenziale per ottenere oli caratterizzati da livelli particolarmente bassi di acidità e perossidi.

Diverso è l'effetto della prolungata siccità, che sta influenzando lo sviluppo dei frutti e il profilo fenolico dell'olio. Lo stress idrico può determinare squilibri nelle caratteristiche organolettiche, fino alla comparsa di sensazioni riconducibili al cosiddetto “amaro legnoso”, con conseguenze soprattutto per i produttori che operano in territori particolarmente esposti alla carenza d'acqua.

In queste condizioni, anche la gestione dei tempi di raccolta assume maggiore importanza. Il tradizionale calendario olivicolo non è più sufficiente a individuare il momento più opportuno per intervenire: diventa necessario seguire settimanalmente lo sviluppo delle olive e anticipare le operazioni di raccolta, così da preservare le proprietà bioattive, le caratteristiche organolettiche e la freschezza dell'olio.

Per Carapelli, il successivo lavoro di selezione e controllo rappresenta un ulteriore passaggio per gestire le differenze qualitative che possono emergere tra le diverse produzioni.

Il ruolo del blending nella continuità del gusto

In un'annata caratterizzata da olive generalmente sane ma da profili organolettici disomogenei, assume particolare rilevanza il lavoro degli assaggiatori e degli esperti del blending.

I Maestri del Blending di Carapelli hanno il compito di valutare le caratteristiche degli oli disponibili e individuare le combinazioni più adatte a mantenere il profilo sensoriale riconoscibile dei prodotti aziendali.

Attraverso la selezione e l'integrazione di oli ottenuti da cultivar e territori differenti, il blending permette di compensare le variazioni legate all'andamento stagionale e di ricercare un equilibrio tra le diverse componenti aromatiche e gustative.

Si tratta di un'attività che assume un peso crescente in presenza di raccolti caratterizzati da forti differenze territoriali, perché consente di lavorare sulla continuità delle caratteristiche richieste dai consumatori, pur partendo da materie prime che cambiano da una campagna all'altra.

Le previsioni per la produzione nel Mediterraneo

Le differenze produttive non riguardano soltanto l'Italia. Le stime per la campagna olearia 2026-2027 delineano infatti un quadro disomogeneo anche negli altri principali Paesi del Mediterraneo.

La Spagna dovrebbe registrare una ripresa significativa, con una produzione prevista intorno a 1,6 milioni di tonnellate, in crescita del 23%, favorita dalle precipitazioni che hanno interessato l'Andalusia.

Anche la Turchia mostra segnali di recupero, con volumi che si avvicinano alle 400.000 tonnellate e un ritorno a un ruolo importante nell'offerta di olio, sia per quantità sia per qualità.

Per la Grecia le previsioni indicano un andamento positivo, con una produzione stimata in circa 280.000 tonnellate e prospettive favorevoli anche dal punto di vista del profilo aromatico.

Situazione differente in Tunisia, dove, dopo i livelli record raggiunti nella scorsa annata, la produzione è prevista in contrazione a 300.000 tonnellate, per effetto dell'alternanza biologica e delle condizioni climatiche secche.

In uno scenario mediterraneo segnato da andamenti produttivi così diversi, la possibilità di accedere a più aree di approvvigionamento e di selezionare oli con caratteristiche complementari diventa quindi un elemento centrale nella gestione della nuova campagna. È su questa capacità di adattamento, affiancata alla collaborazione tra agricoltura, frantoi e industria, che Carapelli concentra la propria strategia per garantire continuità qualitativa al mercato.

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