Kebastard apre a Catania: il kebab multiculturale di Andrea Graziano e Abdallah Dadi

Kebastard apre a Catania: kebab contemporaneo, contaminazione culturale e ingredienti siciliani in un nuovo format food

28 Maggio 2026 - 16:27
Kebastard apre a Catania: il kebab multiculturale di Andrea Graziano e Abdallah Dadi
Andrea Graziano e Abdallah Dadi

RISTORAZIONE - A Catania nasce Kebastard, un progetto gastronomico dalla forte identità culturale che reinventa il kebab trasformandolo in un simbolo contemporaneo di contaminazione tra popoli, tradizioni e sapori. Il nuovo locale apre in piazza Giuseppe Sciuti, nel centro storico della città etnea, e porta la firma di Andrea Graziano e Abdallah Dadi, due percorsi umani e professionali differenti che si incontrano attorno a un’idea comune di cucina multiculturale.

Il progetto parte da uno dei cibi più diffusi al mondo – il kebab – per reinterpretarlo attraverso tecniche, ingredienti e influenze provenienti da più continenti. Al centro della proposta ci sono elementi universali come lo spiedo, la brace, il fuoco e la pita tirata a mano, simboli condivisi delle cucine del Mediterraneo e del Medio Oriente.

L’incontro tra Andrea Graziano e Abdallah Dadi

Dietro Kebastard ci sono due storie profondamente diverse ma complementari.

Andrea Graziano, imprenditore catanese e fondatore di FUD Bottega Sicula, interpreta da oltre vent’anni la ristorazione come fenomeno culturale oltre che commerciale. Un percorso costruito attraverso viaggi, ricerca e sperimentazione gastronomica.

Accanto a lui, Abdallah Dadi, nato in Tunisia e arrivato in Italia ancora minorenne, dopo essere fuggito dal regime di Zine El Abidine Ben Ali. La cucina diventa per lui linguaggio, identità e opportunità di crescita professionale. Nel tempo costruisce un percorso fatto di studio, disciplina e collaborazioni con importanti nomi della ristorazione italiana.

“Kebastard si rivolge a una generazione abituata alla contaminazione culturale, molto più sensibile all’autenticità che alla perfezione - commenta Andrea Graziano. Ma, come spesso accade nei progetti radicali, la sua natura è trasversale: parte da un cibo popolare, spesso banalizzato, e gli restituisce spessore, dignità e immaginario.

In un panorama in cui molti locali tendono ad assomigliarsi, Kebastard sceglie di affermare una visione precisa e riconoscibile e restituisce complessità a un prodotto spesso semplificato trasformandolo in un racconto contemporaneo fatto di tecnica, contaminazione e identità”.

Un format essenziale che punta sull’esperienza

Il concept del locale è diretto e senza sovrastrutture: niente servizio al tavolo, ma un’esperienza immediata e informale. Si ordina, si ritira e si consuma sul posto.

L’offerta beverage include kombucha, birre artigianali e drink analcolici, perfettamente integrati in una proposta gastronomica pensata per un pubblico contemporaneo e internazionale.

“Quando sono arrivato in Italia non parlavo la lingua, non conoscevo nessuno. Ma in cucina è stato tutto più chiaro. Il fuoco, la carne, il pane: questi non hanno bisogno di traduzione, sono il linguaggio più antico che esista. Ed è lì che ho trovato il mio posto.

Non mi sono mai sentito completamente di un Paese solo. E alla fine ho smesso di vederlo come un problema. Essere in mezzo significa avere più punti di vista, più sapori, più possibilità. Kebastard nasce anche da questo: dall’idea che l’incrocio non è una mancanza, è una risorsa” - afferma Abdallah Dadi, business partner e co-proprietario di Kebastard.

Un menù che attraversa quattro continenti

Il menù di Kebastard propone un viaggio gastronomico tra culture diverse accomunate dalla cucina allo spiedo e dalla cottura sul fuoco.

Tra le specialità compaiono piccoli spiedi internazionali come yakitori giapponesi, satay thailandesi, seekh pakistani e souvlaki greci, fino agli arrosticini di cavallo con chimichurri e ricotta salata.

Grande spazio anche alle diverse interpretazioni del kebab: doner, shawarma, seekh e gyros, ciascuno legato a una specifica tradizione culinaria. Non mancano influenze messicane con tacos di carne e vegetariani preparati con sfoglie artigianali di mais.

Tra i piatti signature spiccano il “Bastard doner”, con pollo speziato e marinato cotto allo spiedo verticale su pietra lavica, e il “Black shawarma”, preparato con manzo marinato alle erbe, servito con yogurt di bufala artigianale ragusano.

La proposta vegetariana è rappresentata da “The natural bab”, kebab di melanzane speziate accompagnato da falafel, hummus e yogurt di bufala all’aneto.

Ingredienti siciliani e ricerca sulle lavorazioni

Il progetto punta su un accurato lavoro di ricerca su marinature, speziature, cotture e selezione delle materie prime.

Le carni, tutte di provenienza italiana e certificate halal, vengono cotte tra griglia, brace e pietra lavica. Le salse sono realizzate artigianalmente, mentre la pita viene preparata a mano secondo una lavorazione tradizionale che richiama gesti antichi comuni a molte culture mediterranee.

La Sicilia resta centrale nell’identità del locale grazie all’utilizzo di ingredienti del territorio come lo za’atar con sommacco siciliano, il sesamo di Ispica, lo yogurt di bufala e il cosacavaddu ibleo dell’azienda Bubalus, l’aglio rosso di Nubia e la provola delle Madonie dell’azienda Invidiata.

Il design tra geometrie pop e richiami mediterranei

Anche il progetto architettonico racconta il tema della contaminazione culturale. Gli interni, firmati dall’architetta Fatima Costa, combinano elementi industriali, artigianato e suggestioni mediterranee.

Geometrie pop, skyline urbani e richiami ai mercati di spezie convivono in uno spazio costruito per stratificazioni culturali, senza gerarchie estetiche.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai dettagli: dalle pareti decorate con geometrie islamiche fino alle illustrazioni dell’artista catanese Chiara Abramo, che trasformano le saracinesche del locale in parte integrante del progetto artistico e urbano.

“Già dal nome, Andrea Graziano mi aveva convinta. Non mi interessava trovare uno stile. Mi interessava costruire uno spazio che fosse un incrocio reale - commenta Fatima Costa.

Ho lavorato per stratificazione: simboli e materiali provenienti da culture diverse che convivono senza uniformarsi. Ogni cultura che entra in quel luogo può essere identificata”.

Orari e apertura del locale

Il locale dispone di 12 posti interni e 30 esterni ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 18:00 alle 02:00, mentre nel weekend l’apertura è prevista dalle 12:00 alle 02:00.

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