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Francesco Costanzo: da giovane garzone del bar a Presidente dell’Associazione Maestri dell’Espresso Napoletano

Raccontiamo oggi la storia professionale e i successi di Francesco Costanzo, barista e presidente dell'Associazione Maestri dell'Espresso Napoletano

Quella che vi raccontiamo oggi, è una storia di successo fatta di umiltà, caparbietà, perseveranza, spirito di sacrificio e ambizione!
È quella del napoletano Francesco Costanzo, classe 1983, detentore del record del maggior numero di tazzine estratte di caffè espresso in 60 minuti, che abbiamo incontrato presso i nostri uffici.
Una storia che parte nel 1996 quando, all’età di 13 anni, il giovane Francesco occupa il suo tempo extra scolastico iniziando a lavorare in un bar di Frattamaggiore (in provincia di Napoli) come garzone, consegnando caffè ai negozi ed uffici nelle vicinanze dell’attività.
All’età di 15 anni, dopo oltre 2 anni di apprendimento, grazie alla sua curiosità e agli insegnamenti del barista del bar dove lavorava, inizia la sua ascesa professionale dovuta alla promozione al ruolo di “aiuto barista”. È finalmente giunto il momento di mettere in pratica tutti gli insegnamenti appresi nei precedenti 2 anni: Francesco è un ragazzo sveglio, scaltro, umile, pieno di voglia di fare, di scoprire il mondo e soprattutto di apprendere qualsiasi cosa orbiti intorno a quella che nel tempo è diventata la sua più grande passione: il caffè! Con il passare degli anni, la voglia di imparare tutti i segreti del caffè cresce contestualmente alla sua tecnica di estrazione della bevanda calda più diffusa al mondo, delineando una personalità sempre più caparbia e professionale, il cui destino pare essere già scritto.

Quando sono stato promosso ad aiuto barman, mi sono emozionato come un diciottenne che entra in auto per la prima volta per guidarla. Ero emozionatissimo e sapevo che dovevo mettercela tutta per mostrare innanzitutto a me stesso quanto avevo imparato nei precedenti 2 anni di apprendimento. Ero poco più che un quindicenne, ma mentre usavo la mia mia prima macchina da caffé professionale, sentivo di avere addosso un’enorme responsabilità e, non lo nascondo, mi tremavano le mani. Non potevo disattendere le aspettative dei clienti che frequentavano il locale, famoso anche nei paesi circostanti per il suo eccellente espresso in tazza. 
Quella esperienza mi ha fatto crescere e dato gli impulsi giusti per iniziare un nuovo percorso negli anni successivi. Quel bar effettuava solo un servizio di caffetteria ma io desideravo di più. E così, ho cambiato più bar nel corso dei successivi 5 anni, accrescendo sempre più la mia conoscenza sulla materia: il percorso scolastico tradizionale era terminato, avevo conosciuto Stefania, quella che sarebbe diventata la donna della mia vita, mi ero sposato (avevo solo 20 anni) e, con una figlia in arrivo, dissi a me stesso che se il caffè doveva accompagnarmi per tutta la vita, avevo il dovere di far crescere la mia conoscenza su tutti i temi ad esso correlati.

Qual è stato l’evento che ha fatto scattare la molla e avvicinato ulteriormente al mondo del caffè?

Nel 2006 invitai a casa mia il mio primo datore di lavoro per offrirgli un caffè nell’angolo di preparazione che avevo allestito con orgoglio, cura e sacrificio nella mia abitazione. Con assoluta mancanza di delicatezza, cattivo gusto e una punta di malafede, mi disse che “quello era l’unico bar che avrei potuto aprire nella mia vita”. Un’affermazione decisamente provocatoria e da villano! Ero ferito nell’orgoglio per tanta cattiveria e quell’evento ha rivoluzionato il mio modo di essere conferendomi l’impulso definitivo per tracciare la mia strada degli anni successivi: poco meno di un anno dopo, aprivo un bar tutto mio. Una fantastica esperienza durata oltre 4 anni.
Ma anche in questo caso, volevo di più: avevo trovato un locale ampio, luminoso e centrale nelle vicinanze di casa mia e iniziai a progettarlo esattamente come desideravo da anni, immaginando già un angolo da dedicare alla torrefazione del caffè. Nacque così a Frattaminore, il Gran Caffè Costanzo, un luogo dove gustare il caffè, poter spiegare ai clienti le tante curiosità legate a questa materia prima e far crescere in loro la voglia di saperne sempre di più.

Ci parli del tuo record?

È stata un’idea nata quasi per gioco: nel 2017 un cliente del mio bar, osservando la velocità con cui operavo alla macchina da caffè, mi disse: “Chissà quanti caffè sarai in grado di preparare in un’ora?!” Fu quasi una sfida! Iniziai a domandarmelo anche io e a cronometrare le mie attività: più ci pensavo, più mi allenavo e più diventavo veloce nel preparare il caffè. Dopo una serie di contatti (prima con la ditta Bianco, concessionaria del marchio LA SAN MARCO e poi con la casa madre di Treviso), decisi di accettare davvero questa sfida: nel 2019, dopo oltre un anno di sacrificati e faticosi allenamenti, riuscii nel corso di una manifestazione pubblica tenutasi a Napoli a raggiungere il ragguardevole record di 703 tazzine di caffè estratte in 60 minuti, tutte da 25 ml. e senza sbavature!

E dopo questo meritato successo, cos’è accaduto?

Mi sono goduto questo momento magico e con il fondamentale supporto di mia moglie, ho iniziato un percorso parallelo che rispecchiava un mio vecchio sogno: quello di andare a creare una micro torrefazione di caffè nel mio Gran Caffè Costanzo, per far gustare ai clienti anche degli Specialty Coffee, personalizzare le forniture di prodotto (anche già macinato) per i clienti. In pochi mesi ho allestito lo spazio che avevo già immaginato in fase di progettazione qualche anno prima, acquistato le giuste attrezzature per poter operare in totale autonomia, i caffè in grani delle più svariate e ricercate qualità, iniziando a tostare, preparare al banco, confezionare e vendere anche ai clienti non abituali, tutte le miscele realizzate. Una continua scoperta! Pensa che oramai tutti i giorni arrivano ordini da parte di nuovi clienti da molte città italiane ed io non posso che esserne felice, soddisfatto, orgoglioso.
Il prodotto da me realizzato con un metodo rigorosamente artigianale mi ha consentito, inoltre, di scrivere un libro uscito lo scorso anno, allargare ulteriormente la mia conoscenza delle materie prime e stringere nuove relazioni professionali con specialisti della materia. Relazioni professionali che si sono trasformate in autentici rapporti di amicizia prima e collaborazione in un secondo momento. Tanto da andare a creare insieme ad esse, un’associazione a tutela del caffè espresso (Maestri dell’Espresso Napoletano) della quale sono stato nominato Presidente. Un ruolo che mi onora e che mi consentirà, nei prossimi anni, di valorizzare ulteriormente la calda bevanda che accompagna le nostre giornate. Soprattutto qui a Napoli, dove il caffè, rappresenta un vero e proprio culto.

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