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Food Delivery, il braccio destro della ristorazione

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Per le strade italiane sono tornati i pony express (molto spesso in bici) ma questa volta non consegnano più documenti, parliamo di food delivery. La consegna a domicilio non riguarda più solo le pizze, si ordinano i menù più disparati e l’offerta è sempre in crescita poiché sempre più ristoranti entrano in questo circuito per ottimizzare le performance della loro attività.
In Italia questa pratica è aumentata del 29% rispetto al 2016, raggiungendo un valore di affari pari a 90 milioni di euro.
Colossi e start up del come Deliveroo, JustEat, HelloFood, Foodora, Foodinho, ognuno con le proprie particolarità di consegna, ormai sono diventati partner di tutti quei ristoranti che non hanno o preferiscono non avere un servizio di consegna proprio.
Un aspetto su cui riflettere ulteriormente e che potrebbe segnare il futuro della ristorazione e di queste piattaforme è che tutto questo movimento di prenotazioni, recensioni e acquisti si traduce in una mole elevata di dati, che, a loro volta, si trasformano in statistiche e percentuali, che permettono di ampliare il servizio offerto ai ristoratori da queste aziende.
Infatti, tramite le ordinazioni si può scoprire quali sono le aree scoperte da ristoranti che offrono il servizio a domicilio, si possono approfondire e studiare i gusti dei clienti e la loro tipologia. Proprio su questo utilizzo dei dati si fonda la piattaforma Editions, emanazione di Deliveroo ora presente anche in Italia. Ai ristoranti affiliati, Edition propone varie soluzioni: può aiutare grandi ristoranti a lanciarsi in questo mondo o creare menu appositi ed esclusivi per la consegna via Deliveroo; tutte strategie studiate sulla base del comportamento dei clienti. Matteo Sarzana, responsabile Deliveroo Italia ha dichiarato a proposito di questo progetto: “Con i dati a disposizione cerchiamo di migliorare la performance dei ristoranti visto che sappiamo anche quanto ci mettono a lavorare un piatto e analizziamo i gusti dei clienti. La possibile evoluzione va in direzione dell’utilizzo più proattivo del dato consigliando anche altri piatti rispetto a quelli ordinati di solito. Il dato in sé è la chiave e deve essere costruttivo per il cliente
Il food delivery del futuro guarda ad un’altra evoluzione, già incarnata dal lavoro di startup non ancora presenti in Italia come Sprig, Maple, Munchery e Spoonrocket, che preparono i pasti direttamente nelle loro cucine.
Probabilmente, inoltre, vedremo sempre più aumentare startup e progetti dedicati ad affiancare i ristoranti che guarderanno sempre più con più interesse a questi partner capaci di ampliare l’offerta della propria attività. 

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