D’Amico al MacFest racconta il legame tra arte, impresa e sostenibilità
D’Amico partecipa all’8ª edizione del MacFest con Maria D’Amico e Paolo Bini, raccontando il legame tra arte, impresa, cultura e sostenibilità
CRONACA PER L'IMPRESA - La relazione costruita da D’Amico con il mondo dell’arte contemporanea sarà al centro della tavola rotonda “Arte e Impresa”, in programma lunedì 4 agosto nell’ambito del MacFest. All’incontro parteciperanno Maria D’Amico, Sustainability & Marketing Manager del Gruppo D’Amico, e l’artista Paolo Bini, autore dell’edizione 2024 della collezione Vasi d’Autore.
Il confronto offrirà l’occasione per raccontare il percorso attraverso il quale un’impresa familiare, oggi giunta alla terza generazione, ha sviluppato nel tempo un dialogo autentico con l’arte, trasformando la cultura in uno spazio di relazione, crescita e condivisione.
Giunto all’8ª edizione, il MacFest è tra i più importanti appuntamenti culturali del panorama campano e rappresenta un luogo di confronto tra creatività, innovazione, impresa e territorio. Il festival promuove il dialogo tra discipline diverse e valorizza il ruolo della cultura come motore di crescita sociale e strumento di sviluppo per le comunità.
D’Amico rinnova anche quest’anno la propria partecipazione, confermando il sostegno a un’iniziativa che favorisce la condivisione di idee, talenti e opportunità per il territorio. La storica realtà italiana delle conserve alimentari affianca infatti da anni alla propria attività imprenditoriale un percorso dedicato alla valorizzazione dell’arte contemporanea e della cultura, considerate elementi fondamentali di crescita e sostenibilità.
Il rapporto tra D’Amico e l’arte parte dalla convinzione che la ricerca della qualità e del gusto possa convivere con quella del bello. Questa sensibilità, fortemente sostenuta dalla famiglia D’Amico, ha portato nel corso degli anni alla nascita di una importante collezione di arte contemporanea, oggi ospitata negli spazi aziendali.
La raccolta comprende una ampia collezione di opere di artisti italiani e internazionali, che accompagnano la quotidianità lavorativa e trasformano l’azienda in un luogo di incontro tra produzione, creatività e pensiero. Per D’Amico, infatti, l’arte non rappresenta una semplice attività di mecenatismo, ma una modalità concreta per generare valore per le persone, favorire il dialogo e contribuire alla crescita culturale del territorio.
Tra le iniziative più rappresentative di questo percorso rientra la collezione Vasi d’Autore, progetto che trasforma il tradizionale vaso D’Amico in una vera e propria opera d’arte in edizione limitata, affidata ogni anno all’interpretazione di un artista contemporaneo diverso.
Nata dall’idea di unire gusto, arte e sostenibilità, la collezione è diventata negli anni un progetto identitario capace di raccontare la visione dell’azienda attraverso linguaggi artistici differenti. Il vaso, simbolo della tradizione D’Amico, acquisisce così una nuova vita, trasformandosi in oggetto da collezione, elemento di design e testimonianza del valore del riutilizzo e dell’economia circolare.
Anche il Bilancio di Sostenibilità del Gruppo identifica i Vasi d’Autore come esempio concreto dell’incontro tra arte, design, funzionalità e sostenibilità. La presenza di Paolo Bini al MacFest permetterà di approfondire il dialogo creativo sviluppato con l’azienda e di raccontare il valore umano e culturale che nasce dall’incontro tra artista e impresa.
La partecipazione al festival conferma l’impegno del Gruppo D’Amico nel promuovere un modello di impresa capace di coniugare tradizione e innovazione, crescita economica e responsabilità sociale, cultura e sostenibilità.
«Crediamo che il compito di un’impresa non sia soltanto produrre valore economico, ma contribuire alla crescita delle persone e delle comunità. L’arte ci aiuta a guardare il presente con occhi diversi, a costruire relazioni e a immaginare il futuro. Per questo continueremo a investire nella cultura come strumento di dialogo, inclusione e sviluppo», afferma Maria D’Amico.
Con la partecipazione al MacFest, D’Amico rinnova così la propria convinzione che impresa e arte possano condividere la stessa missione: creare valore duraturo, generare bellezza e contribuire alla costruzione di una società più consapevole e aperta al cambiamento.








