Capsule e cialde diventano imballaggi: cosa cambia con il PPWR

Dal 12 agosto entrano in vigore le nuove regole del PPWR per etichettatura, raccolta e riciclo di capsule e cialde

30 Lug 2026 - 09:10
Capsule e cialde diventano imballaggi: cosa cambia con il PPWR

NOTIZIE HORECA - Capsule e cialde di caffè saranno classificate ufficialmente come imballaggi, anche quando al momento del conferimento contengono ancora residui di prodotto. È una delle novità introdotte dal Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), il Regolamento UE 2025/40 che entrerà in vigore in Italia il 12 agosto 2026 e ridefinirà le regole sugli imballaggi in tutta Europa.

Per il settore del caffè, il provvedimento segna un cambiamento storico. Pur senza modificare le abitudini quotidiane dei consumatori, la nuova disciplina inciderà sulle modalità con cui capsule e cialde saranno etichettate, raccolte e avviate al riciclo.

Le confezioni dovranno riportare indicazioni chiare e ben visibili per il corretto conferimento. Le capsule in alluminio o plastica andranno destinate alla raccolta indicata dal produttore e dal proprio Comune, come già avviene per le lattine e gli altri imballaggi. Le cialde e le capsule certificate compostabili potranno invece essere conferite nell’organico, dove previsto, mentre gli eventuali componenti separabili potranno seguire una raccolta distinta.

«Non è necessario svuotare la capsula prima di gettarla: è la norma stessa a riconoscere che si tratta, ad oggi, di un imballaggio che nella stragrande maggioranza dei casi arriva ancora pieno a fine vita» spiega Michele Monzini, Vicepresidente del Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food. «È un caso più unico che raro nella storia della gestione degli imballaggi, e per questo richiede un modello di responsabilità condivisa tra produttori, CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e consumatori».

La responsabilità condivisa tra imprese, CONAI e consumatori

Il nuovo sistema si basa sulla corresponsabilità dei soggetti coinvolti. Le imprese produttrici dovranno progettare capsule e cialde sempre più riciclabili e definire la codifica identificativa dei materiali. Il CONAI, storico partner del settore, affiancherà le aziende nel lavoro necessario a rendere efficaci i flussi di raccolta e valorizzazione. Ai consumatori spetterà invece il compito di conferire correttamente i prodotti, seguendo le istruzioni riportate sulle etichette.

«Il sistema Italia vince quando fa squadra. - sottolinea Monzini - Grazie alla stretta e storica sinergia con il CONAI, le nostre imprese stanno traducendo la norma in realtà, creando linee guida di eco-progettazione accessibili a tutto il comparto. La collaborazione tra torrefattori, consorzi di riciclo e istituzioni è il vero motore che renderà il PPWR un successo concreto».

Per semplificare il conferimento, l’etichettatura ambientale sarà armonizzata a livello europeo, con messaggi uniformi, chiari e facilmente riconoscibili. L’obiettivo è superare le differenze che oggi caratterizzano i sistemi adottati dai singoli Comuni.

Le indicazioni considereranno il materiale del prodotto, l’eventuale presenza di componenti separabili, come linguette o involucri, e le regole previste dal sistema locale di raccolta.

«Lavoriamo per rendere tutto più semplice per il cittadino: - grazie all’etichettatura ambientale, differenziare la capsula sarà un gesto quotidiano, immediato e consapevole: basterà leggere l'etichetta e seguire le istruzioni» ribadisce Monzini.

Il lavoro delle imprese su progettazione e raccolta

Il Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food ha costituito una Commissione interna dedicata a cialde e capsule. L’attività riguarda l’eco-design dei prodotti, le sperimentazioni sulla raccolta e il confronto con gli impianti di selezione.

Le aziende associate stanno già intervenendo per semplificare materiali e componenti, partecipano a test di raccolta sul territorio e finanziano analisi merceologiche finalizzate a rendere capsule e cialde più facilmente intercettabili dai sistemi automatici di riciclo.

«Le aziende italiane del caffè non subiscono la transizione ecologica, ma la guidano da pionieri, trasformando i vincoli normativi del PPWR in grandi opportunità di innovazione industriale. Siamo pronti per il 12 agosto 2026. Per noi la sostenibilità non è un obbligo dell'ultimo minuto, ma un percorso industriale concreto che portiamo avanti da anni, a tutela dell'accessibilità del prodotto e della continuità del rito del caffè, irrinunciabile per le famiglie italiane» conclude Monzini.

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