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Ca’ di Rajo presenta a Prowein l’esclusivo Iconema

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Ca’ di Rajo, la cantina di San Polo di Piave (TV) guidata dai fratelli Cecchetto – presenta a Prowein ICONEMA, un Tai Doc Piave limited edition che porta con sé circa 100 anni di storia.
Si tratta di un vino Tai ottenuto da uve di un vigneto che risale ai primi anni del Novecento allevato a Bellussera e che la cantina ha “adottato” sostenendone la salvaguardia.
Il Bellussera è un metodo di allevamento della vite basato su una formidabile architettura di fili di ferro, messo a punto alla fine dell’Ottocento e per decenni capace di caratterizzare l’architettura del paesaggio viticolo della sinistra Piave.

“Siamo orgogliosi di questo progetto – spiega Simone Cecchetto, giovane titolare dell’azienda insieme ai fratelli Fabio e Alessio -. Si tratta di un nuovo passo nella nostra battaglia per la salvaguardia del patrimonio vitivinicolo del territorio del Piave, un patrimonio che è anche culturale e identitario. Confermiamo così anche la nostra volontà di salvaguardare i vigneti a Bellussera, come già facciamo con Raboso, Glera e autoctoni rari come Marzemina Bianca e Manzoni Rosa”.

Dell’annata 2017 sono state prodotte 3133 bottiglie da collezione e 100 magnum, numerate una ad una.
Le uve, tutte raccolte a mano, sono state adagiate per 25 giorni sui graticci ad appassire per esaltare la complessità, la personalità e l’eleganza del nuovo vino.
Questo Tai firmato Ca’ di Rajo vuole omaggiare le specialità del Trevigiano e della Doc Piave: “Sarà l’unico Tai ottenuo da Bellussere di quasi cento anni: un vino unico con bottiglie numerate, da collezione”.

Iconema è anche arte: il suo progetto è un’intuizione della famiglia Cecchetto originata da uno studio sulla Bellussera condotto da Diego Tomasi, ricercatore del Crea-VE, Centro di Ricerca Viticoltura e Enologia di Conegliano, Gianni Moriani, coordinatore del Master in Filosofia Cibo e Vino – Università San Raffaele di Milano, e Attilio Scienza, professore di viticoltura all’Università degli Studi di Milano (La Bellussera, Antiga Edizioni, 2017).
Ca’ di Rajo ha voluto rendere omaggio a questo esempio di architettura del paesaggio con un progetto che ha visto coinvolti 20 artisti che hanno dipinto 100 prestigiosi cofanetti in legno, scrigni d’arte che racchiuderanno altrettante magnum di Iconema dalla numero 1 alla numero 100.

A due passi dal fiume Piave, nella fertile campagna trevigiana, a Rai di San Polo di Piave trova le proprie origini Ca’ di Rajo (Rajo è il nome antico di Rai). Una storia di vignaioli legati a filo doppio con il territorio. Il fondatore, Marino Cecchetto, 87 anni, ha iniziato a coltivare la vite 80 anni fa con la sua famiglia e quella 2018 è stata la sua 80esima vendemmia. Nel 2005 il nipote Simone, enologo, ha creato il brand Ca’di Rajo. L’azienda è guidata oggi da tre giovani fratelli Simone, Fabio e Alessio Cecchetto. Il più grande, Simone, è classe 1985. Grazie alla loro passione e tenacia, la cantina esporta oggi in circa 50 Paesi (Alcuni vini si trovano anche a bordo di Delta Airlines e United Airlines).  Ca’ di Rajo è impegnata nella valorizzazione degli autoctoni e nella salvaguardia delle Bellussere, antico metodo di allevamento della vite ed esempio unico di architettura del paesaggio. L’azienda è circondata da vigneti (90 ettari), una chiesa del XV sec e un’antica torre del X secolo, è visitabile con wine tour organizzati dalla stessa cantina che fanno scoprire anche la Bellussera.
Tra le sue produzioni vi sono: Prosecco Superiore Millesimato Docg Valdobbiadene nelle versioni Brut e Extra Dry, Prosecco Doc Treviso, Malanotte Docg, Raboso Piave Doc, Manzoni Bianco 6.0.13, Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot. A questi si aggiungono la Marzemina Bianca e il Manzoni Rosa (ottenuto da l’impollinazione tra Traminer e Trebbiano), autoctoni rarissimi che solo Ca’ di Rajo spumantizza
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