Bevande proteiche: il trend che sta trasformando il mondo del food & beverage

Dalla soda al caffè, la proteina conquista la corsia delle bevande. Un fenomeno globale che coinvolge grandi multinazionali e nuovi player del settore.

24 Apr 2026 - 16:26
Bevande proteiche: il trend che sta trasformando il mondo del food & beverage

NOTIZIE E DINTORNI - C'è un ingrediente che ha cambiato le regole del gioco nella corsia delle bevande: la proteina. Non più confinata ai frullati per sportivi o agli integratori da palestra, la proteina sta diventando un elemento centrale nell'innovazione di prodotto in tutto il settore food & beverage, dalle bevande RTD al caffè, dalle acque aromatizzate alle bevande sostitutive del pasto.

Se in Italia vediamo sempre più claim e brand attirare l'attenzione dei consumatori attraverso il contenuto e l'apporto di proteine, negli Stati Uniti il fenomeno è ormai sempre più pervasivo e ha conquistato con successo il mondo del caffè. Un esempio lampante è in un recente lancio, Starbucks Coffee & Protein, linea RTD sviluppata attraverso la North American Coffee Partnership, la joint venture di lunga data tra Starbucks e PepsiCo. Arrivato a marzo 2026 nei supermercati statunitensi, il prodotto fotografa con assoluta precisione la direzione verso cui si sta muovendo l'intera categoria: bevande che non si limitano a dissetare, ma che rispondono a bisogni nutrizionali precisi.

Il fenomeno è di portata globale e non fa che crescere. La proteina si sta espandendo in tutta la corsia delle bevande nei supermercati di tutto il mondo, in modi differenziati e spesso inattesi, a seconda della capacità delle aziende e dei brand di anticipare i trend e la domanda dei consumatori: dai drink sostitutivi del pasto alle bevande a base di latte che valorizzano il proprio profilo proteico, fino a categorie di consumo del tutto inattese.

Un consumatore sempre più orientato alla funzionalità

La domanda non nasce dal nulla. Alcuni studi di mercato realizzati negli Stati Uniti ci dicono che l'80% dei consumatori considera la proteina una priorità nella propria alimentazione quotidiana, una percentuale che riflette un cambiamento culturale profondo nei confronti del cibo e delle bevande. Il consumatore contemporaneo cerca prodotti che facciano «di più»: non solo gusto, ma valore nutrizionale misurabile.

Non è un fenomeno recente, da diversi anni molti brand italiani hanno presentato prodotti e consolidato la presenza di referenze ad alto contenuto proteico, che attirano l'attenzione non solo dei consumatori da sempre attenti alla linea e alla salute, ma anche di quelli che cercano nell'alimentazione prodotti in grado di apportare benefici, oltre a gusto e momenti di piacere.

E questo orientamento sta spingendo l'innovazione in direzioni inattese

Una di queste è il mondo della caffetteria. Il caffè proteico porta in un momento di consumo radicato nella quotidianità l'attenzione alla proteina. I creamer per il caffè si evolvono in chiave funzionale. Le sode proteiche, invece, stanno compiendo un'operazione di riposizionamento culturale significativa: si allontanano dall'immaginario della performance atletica e della palestra per entrare nella grande distribuzione come bevande mainstream, affiancandosi sullo scaffale a prodotti consolidati nella sezione «Modern Soda». Un cambio di prospettiva che apre mercati completamente nuovi.

Il mercato americano: Coca-Cola e PepsiCo puntano sulla proteina

Negli Stati Uniti, il fenomeno ha già raggiunto una scala industriale. Oltre alla già citata joint venture con Starbucks, PepsiCo si muove su più fronti: ha annunciato una reformulazione della linea di protein shake Muscle Milk e il lancio di nuove acque aromatizzate Propel con proteine, fibre ed elettroliti. A questo si aggiunge l'ingresso nei protein snack con Doritos Protein, segnale che la logica proteica sta ormai superando i confini del beverage per investire l'intera offerta food.

Anche Coca-Cola ha costruito nel tempo un portafoglio proteico di rilievo. L'azienda ha iniziato a investire nel segmento del latte ultrafiltrato ad alto contenuto proteico già nel 2014, con il brand Fairlife — che include anche Core Power, uno shake nutrizionale RTD — per poi acquisirne il controllo totale nel 2020 per quasi un miliardo di dollari. Oggi Coca-Cola sta investendo 650 milioni di dollari per espandere la capacità produttiva di Fairlife, a fronte di una crescita che la stessa azienda definisce «significativa».

Un'offensiva che, al momento, riguarda principalmente il mercato nordamericano, ma che indica con chiarezza la traiettoria strategica dei grandi gruppi internazionali.

La novità è la chiave

Si delinea un fenomeno generale: i brand che stanno guadagnando più terreno non sono quelli che si limitano ad aggiungere proteine a prodotti esistenti, ma sono quelli che stanno ridefinendo il significato stesso di «bevanda proteica», rendendola accessibile e desiderabile per il grande pubblico.

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