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Bar Wars: 3 cose da sapere per consegnare cocktail a domicilio

Bar Wars: 3 cose da sapere per consegnare cocktail a domicilio

In questo momento in cui l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19 va di pari passo con le difficoltà delle imprese e delle attività del nostro Paese, a causa delle misure contenitive, abbiamo bisogno anche di segnali positivi. Per questo Horecanews.it, tenendo fede al patto d’informazione con i suoi lettori, ha deciso di non fermare la normale programmazione ma di tenervi aggiornati sulle notizie del settore, anche per concedere un momento di svago dalle difficoltà del momento.

BAR WARS, la Fondazione mirata a proporre strategie e mezzi per “vincere la guerra dei locali”, interviene sulla questione della consegna a domicilio dei cocktail durante la Fase 2.

Portavoce della Fondazione nello specifico è Andrea Marini, direttore dell’ingrosso online PRO BAR. Oggi, ancora più di ieri, analizzare i costi in maniera adeguata, strutturare un’offerta vincente con i margini corretti e saperla portare davanti agli occhi dei clienti attraverso il marketing fa la differenza tra la sopravvivenza e il fallimento, motivo per cui BAR WARS con il suo team di esperti sta supportando gli imprenditori del settore bar fornendogli gratuitamente strategie pratiche da applicare nell’immediato per continuare a fatturare e guadagnare nonostante la crisi del COVID-19.

Secondo la posizione dei suoi esperti imprenditori e legali, Bar Wars sostiene che: un Cocktail Bar con regolare licenza di somministrazione di alimenti e bevande, che imbottigli i cocktail al momento e li consegni in breve tempo, opera secondo una normale e legittima somministrazione per asporto.

Bar Wars: 3 cose da sapere per consegnare cocktail a domicilio

Ecco le 3 cose da sapere per effettuare consegne a domicilio di cocktail senza incorrere in problemi:

1 L’imbottigliamento deve avvenire al momento e deve essere consegnato in breve tempo. Ovvero deve trattarsi di normale attività di somministrazione per asporto, quella che ha l’Iva al 10%, come se venisse consumato nel bar.

2 Non c’è limite alle consegne in un anno se non c’è, come detto sopra, attività produttiva.

3 Regolarizzare i propri fattorini o affidarsi a chi ha già tutte le autorizzazioni necessarie, come Glovo, Uber Eats, etc., facendo bene attenzione a calcolare l’impatto economico del servizio di consegna per adeguare l’offerta di vendita.

Spiega Marini: “In un momento come questo è inutile sprecare energie chiedendosi se tra 10 leggi di vari enti coinvolte nel delivery delle bevande alcoliche ce ne sia 1 che non è a favore – condizione che per inciso non si è manifestata. Il vero quesito dovrebbe essere se conviene rischiare una multa pecuniaria rispetto a tenere in piedi la propria attività imprenditoriale, considerando che il distanziamento sociale costringerà i bar a lavorare con l’asporto e il delivery per diversi mesi. Non solo fino all’1 Giugno. Questa qui per i locali è una guerra e come tale va combattuta!
Il destino di un locale non può dipendere da un regalo del Capo del Governo perché tutti i settori sono in crisi, soprattutto in Italia dove la situazione è sfuggita di mano.- conlcude Marini -. Bisogna quindi attivarsi per uscire il prima possibile da questo momento certamente difficile e trasformarlo in un’opportunità di crescita, perché i più rapidi ad evolversi a fine crisi avranno un mercato da poter conquistare ancora più spoglio di concorrenti e quella, per loro, sarà una nuova età dell’oro.”

Bar Wars: 3 cose da sapere per consegnare cocktail a domicilioBAR WARS è una fondazione senza scopo di lucro in fase di costituzione legale il cui Blog, www.barwars.it, presenta contenuti di formazione imprenditoriale specifici per il settore bar disponibili gratuitamente. Tale strumento, così come i canali BAR WARS sui social media, sono gestiti da Jacques srl, una media company di Luca Malizia e Ilias Contreas.
PRO BAR è un ingrosso online che distribuisce in tutto il mondo attrezzature, accessori e forniture professionali per bar e barman  come bicchieri, shaker, workstation (postazioni da lavoro per bartender) e strumenti specifici per i cocktail bar. Ha aperto nel Maggio del 2015 e da allora ha servito circa 30.000 clienti tra professionisti privati del settore e locali del ramo Food & Beverage, cocktail bar in particolar modo. Il 55% di questi è concentrato in Italia e il resto principalmente in Francia, Spagna e nel resto d’Europa, oltre a percentuali minori in America e nel Sud Est asiatico. Il mercato estero è stato avviato nel 2017. La sede legale e amministrativa è a Roma nel quartiere San Paolo/Ostiense, i magazzini invece si trovano sempre a Roma, in prossimità del litorale di Ostia.
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