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Arrivano le E-Label anche per le bottiglie di vino: dal 2022 le etichette saranno digitali

L’Unione Europea richiede maggiore trasparenza nella comunicazione tra produttori e consumatori anche al mondo vitivinicolo: entro la fine del 2022 le etichette delle bottiglie di vino dovranno indicare il contenuto calorico e/o il valore nutrizionale e attraverso sistemi di etichettatura digitale o E-Label, come il QR Code e il codice a barre, riportare gli ingredienti e gli eventuali prodotti allergenici utilizzati.

Con la Riforma della Politica Agricola Comune (PAC) l’Unione Europea ha avviato una fase di revisione del modo in cui le aziende vitivinicole comunicheranno ai consumatori i dati relativi ai loro prodotti. L’attenzione è posta sulla necessità di una maggiore trasparenza in termini informativi.

In questo contesto sono state introdotte importanti novità sul packaging delle bottiglie di vino, più precisamente sulle etichette.

Entro la fine del 2022 queste ultime dovranno rispondere a nuovi requisiti: in primo luogo andranno indicati sull’etichetta il contenuto calorico e/o il valore nutrizionale. In più, oltre alle calorie, è prevista l’introduzione della E-Label, l’etichettatura digitale, che, attraverso un QR Code, consentirà di conoscere gli ingredienti e gli eventuali prodotti allergenici utilizzati.

Per le bottiglie di vino già in circolazione non sarà necessaria alcuna integrazione. Inoltre le disposizioni non riguarderanno solo i prodotti realizzati da aziende comunitarie, ma interesseranno qualunque bottiglia di vino immessa sul mercato europeo.

A corredare le informazioni, entro il 2023, arriveranno anche dei pittogrammi che fungeranno da alert sanitari rispetto al consumo di vino per i minorenni, le donne in stato di gravidanza e per chi si mette alla guida.

A dicembre del 2020 già il 25% delle bevande alcoliche sul mercato UE presentava etichette con queste caratteristiche, ma il gap per una copertura totale sarà colmato in meno di un biennio.

E-Label per i vini: come nasce e a cosa servirà 

L’obiettivo dell’introduzione dell’etichettatura digitale è quello di creare un rapporto sempre più diretto e chiaro tra produttori e consumatori, facendo crescere la trasparenza nei confronti del mercato per un settore, come quello vitivinicolo, che è da tempo anche sotto il mirino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’OMS spinge per l’introduzione dei tanto temuti “avvisi” che equiparerebbero il vino, e gli alcolici più in generale, alle sigarette e ai prodotti cancerogeni, tra quelli gravemente nocivi per la salute.

Probabilmente questo primo passo della Comunità Europea verso una maggiore chiarezza nella comunicazione con i consumatori potrebbe allentare le tensioni e rinviare la decisione in tal senso, per quanto è opinione diffusa che, prima o poi, le fascette con i testi incriminanti arriveranno.

In verità una normativa europea che rende l’indicazione di grassi, energia, carboidrati e di altri elementi obbligatoria per tutti gli alimenti è in vigore dal 2011 (Regolamento 1169/2011 sulle informazioni al consumatore), ma a fare eccezione sono state sempre e solo le bevande alcoliche.

Il dibattito sul perché di questa esenzione esplose già dieci anni fa, e, dopo sette, la Commissione Europea si espresse laconicamente, ammettendo che di fatto non ci fosse un motivo, né tecnico né etico, a giustificare la scelta, e concludendo che fosse utile per i settori di riferimento avviare un percorso di autoregolamentazione.

Così diverse associazioni europee di riferimento per il mondo Wine & Spirit, CEEV in testa per il segmento vitivinicolo, per anni hanno spinto affinchè gli obblighi di trasparenza, resi operativi negli altri comparti, fossero estesi anche al loro, consapevoli della mancanza di una motivazione dell’esclusione degli alcolici che poteva essere percepita anche dal mercato.

Hanno lavorato alla realizzazione di una serie di proposte, alla stesura di linee guida per i produttori, e alla creazione di una piattaforma digitale che sarà alla base dell’introduzione dell’E-Label.

Lo sviluppo della piattaforma prevede un sistema di generazione di codici da inserire in etichetta e due vie per la lettura: quella con QR Code, fruibile da qualunque device, o attraverso una app da scaricare sul dispositivo locale per poter leggere le informazioni sul prodotto.

Quali saranno le caratteristiche delle E-Label

Nelle nuove etichette in arrivo per le bottiglie di vino troveremo indicato il valore energetico espresso in kcal e kj per 100 ml di prodotto (la quantità di riferimento standard indicata per qualsiasi alimento e bevanda).

Il consiglio che viene dato ai produttori è quello di attenersi ad un valore energetico medio, così da non dover modificare l’etichetta per ogni vendemmia.

Verrebbe lasciata aperta la possibilità di aggiungere anche altri parametri nutrizionali con le modalità previste dal regolamento 1169/2011.

Come anticipato, una delle peculiarità delle nuove etichette sarà l’inserimento di link che la renderanno di fatto una E-Label: il consumatore potrà accedere ad una serie di informazioni identificative del prodotto, alla lista dei suoi componenti, nonché a tutte le indicazioni obbligatorie o facoltative previste dalla legge, attraverso un Bar Code o QR Code.

In questo modo si eviteranno i caratteri piccolissimi e poco chiari in etichetta e soprattutto si supererà il problema delle lingue. Le informazioni infatti dovranno essere rese disponibili dai produttori in tutte le lingue di ciascun paese europeo, e l’accesso alla piattaforma per le E-Label consentirà di effettuare la traduzione automatica in tempo reale.

Le opportunità dell’introduzione dell’E-Label

Adottare le etichette elettroniche potrebbe rivelarsi come una grande opportunità per i produttori perché, oltre agli allergeni e alle calorie, si potrebbero fornire informazioni più dettagliate sulle tecniche di produzione, ma non solo.

L’etichetta diventerebbe una vera e propria porta di ingresso rispetto alla realtà aziendale, a partire dalla sua filosofia produttiva per arrivare alla sua identità, aspetti che fino ad oggi sono stati in qualche modo rappresentati solo attraverso scelte stilistiche e di design.

Con la giusta creatività e le potenzialità del digitale potrebbero essere tanti i contenuti da sviluppare per dare valore aggiunto alla comunicazione.

La nuova legislazione dunque potrebbe spingere in una direzione che renderebbe il dialogo diretto tra aziende e consumatori ancora più forte, e chi saprà occupare questo nuovo spazio di interazione con il mercato in maniera significativa, sfruttando le tecnologie emergenti, ne potrebbe trarre un vantaggio competitivo.

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