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AquaFarm 2019: il pesce di allevamento fa bene

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AcquaFarm

Cresce il business dell’acquacoltura in Italia. L’allevamento dei pesci vale da solo 59 tonnellate di prodotto con un +3,2% annuo. La trota è la regista indiscussa degli allevamenti, con oltre 35mila tonnellate di pesce allevato per un totale di 115 milioni di euro. L’orata è invece quello che spinge l’incremento più importante con una produzione salita del 24% che sfiora i 74 milioni di euro con 9.500 tonnellate.

L’acquacoltura è uno dei settori trainanti del comparto, come testimoniano anche i risultati provenienti dalla presentazione di AquaFarm 2019. La fiera alla sua terza edizione è in programma il 13 e 14 febbraio a Pordenone e ha visto aumentare in sole due edizioni gli espositori dell’80%. Contemporaneamente si terrà la prima edizione di NovelFarm dedicata alle nuove tecniche di coltivazione, vertical farming e fuori suolo. Spazio anche all’acquaponica, produzione circolare e integrata di cibo che unisce l’allevamento ittico e la produzione di ortaggi all’interno di un ecosistema chiuso, in un’ottica di sviluppo tecnologico e sostenibile. Ad AquaFarm si ribadirà il concetto che il pesce è fondamentale per garantire un’alimentazione umana sana, il pesce d’allevamento lo è anche per garantire la sicurezza alimentare.

Nel corso della manifestazione saranno presentati i risultati della ricerca compiuta dal team della Chalmers University of Technology di Gotheborg (Svezia) sui positivi effetti che la proteina paravalbumina, nella forma specifica che si trova nel pesce, ha sulla memoria e soprattutto sulla prevenzione di malattie degenerative come il Parkinson e l’Alzheimer, impedendo la formazione di placche nei tessuti cerebrali.

La Commissione Europea ha predisposto e sta diffondendo un programma di promozione dei prodotti d’allevamento dei Paesi dell’Unione, per far comprendere i vantaggi e le maggiori garanzie che essi comportano per il consumatore, oltre che assicurare un reddito adeguato agli allevatori italiani.

Come incentivare il consumo di pesce?

Innanzitutto, rendendolo accessibile, mettendo a disposizione preparazioni di pesce da acquacoltura pronte da cuocere o da consumare con shelf-life sufficientemente lunghe, utilizzando tecnologie di processo che garantiscano la conservazione delle qualità organolettiche e nutritive. Marco della Rosa, docente dell’Università di Bologna illustrerà le nuove tecnologie che non prevedono l’applicazione di elevate temperature (pasteurizzazione) ma trattamenti come il plasma freddo (cold plasma) e i campi elettrici pulsati (PEF). Una seconda strada passa sicuramente dall’incrementare la diffusione dei prodotti dell’acquacoltura nella ristorazione collettiva, in considerazione del fatto che gran parte della popolazione consuma almeno un pasto al giorno fuori casa. Francesca Colombo, tecnologa alimentare e responsabile qualità di Ristorazione Ottavian, fornirà una prospettiva dei fattori che influenzano la scelta dei prodotti ittici nella ristorazione collettiva.

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