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Vino. Sommelier Wine Box presenta i nuovi trend e le abitudini di consumo prima e dopo il lockdown

Nell’analisi di Sommelier Wine Box i principali trend e le nuove abitudini degli appassionati di vino prima, durante e dopo il lockdown.

Da oltre un anno a causa della pandemia, i consumi fuori casa sono stati irrimediabilmente compromessi, mettendo in crisi il mondo della ristorazione e di tutto il food&beverage connesso, compreso il mondo del vino.

Definire quale sia stato l’impatto del lockdown sul consumo di vino in Italia è lo scopo dello studio condotto da Sommelier Wine Box, che ha indagato come il confinamento forzato ha trasformato in maniera significativa quantità, frequenza e occasioni di acquisto e di consumo del vino in Italia.

Il nostro lavoro si basa sul raccontare le storie di chi ogni giorno lavora nei vigneti, portando a casa degli appassionati vini speciali. Al tempo stesso, sapevamo che raccogliere dati e monitorare i cambiamenti causati dalla crisi sarebbe stato cruciale, per leggere il presente e interpretare le sfide future del settore. Questa ricerca nasce proprio dalla volontà di comprendere i mutamenti del presente e trovare nuove soluzioni, in grado di andare davvero incontro alle esigenze delle persone” spiegano Sara e Luca Menato, Co-Founder di Sommelier Wine Box.
Dalla ricerca, infatti, emerge come anche nel mondo enologico abbiano avuto una notevole importanza la digitalizzazione e tutti i nuovi servizi di interazione virtuale, utili a tenere unite le persone e vivo l’interesse verso il mondo del vino, nonostante le distanze e le mutate occasioni d’uso.

Sebbene la distanza forzata abbia causato l’isolamento fra le persone, infatti, il vino continua a farsi interprete dei momenti della socialità, vissuti a distanza.

Abitudini di consumo: cos’è cambiato con il lockdown

Elaborata su un campione di circa 700 persone, la ricerca fornisce una panoramica piuttosto completa. Il campione, le cui risposte sono state raccolte tramite questionario, è composto da una leggera maggioranza di respondent di sesso maschile (55%); inoltre, la maggior parte dei rispondenti possiede la laurea o titolo di studio superiore (57%). Il campione è stato suddiviso in 5 fasce di età: under 25, fra i 25 e i 34 anni, fra i 35 e i 44 anni, fra i 45 e i 54 e gli over 55, così da potere analizzare con un alto grado di sofisticazione il campione e dargli voce secondo i diversi punti di vista.

Il report ha permesso di confrontare le abitudini delle persone prima, durante e post lockdown. In termini di frequenza del consumo di vino, prima di marzo 2020, il 73% delle persone di età compresa fra 25 e 34 anni e il 66% dei respondent fra i 35 e i 44 anni consumava una bottiglia di vino con una frequenza compresa fra tre giorni e una settimana.

Le frequenze di consumo di vino variano con l’arrivo del lockdown: il 59% dei casi registra una variazione rispetto al periodo precedente il marzo 2020. Il 48% dei rispondenti ha dichiarato che il proprio consumo è aumentato durante il lockdown, mentre solo l’11% ha bevuto meno vino rispetto a prima. I dati indicano che chi era abituato a bere di meno ha risentito maggiormente del lockdown, avendo aumentato il proprio consumo di vino, mentre laddove i consumi erano più frequenti e stabili nel pre-lockdown, più le occasioni in cui si beveva non sono cambiate. 

A conferma del fatto che meno i consumi erano frequenti nel pre-lockdown, più le occasioni di consumo di vino sono cambiate, il 61% di chi consumava una bottiglia ogni 1-2 giorni ha dichiarato che le occasioni in cui consumava vino sono cambiate, mentre nel gruppo di chi consumava una bottiglia ogni 2 settimane, è il 92% ad averle cambiate.

Accanto a questa analisi, un altro filone di indagine è stato condotto per individuare quali fossero i luoghi di consumo più gettonati per il vino prima dell’arrivo della pandemia, con l’obiettivo di capire se l’abitudine a consumarlo in un luogo piuttosto che in un altro (oppure in un’occasione piuttosto che in un’altra) sia stata rilevante nel determinare il comportamento degli individui durante il lockdown, sempre per ciò che riguarda il consumo di vino.

L’andamento delle occasioni per chi pre-lockdown consumava vino soprattutto in bar e in ristoranti si rivela piuttosto simile: si tratta degli stessi che durante il lockdown hanno iniziato a consumare molto vino soprattutto a cena. Una differenza è riscontrabile nel fatto che chi beveva al bar è stato inoltre più propenso a iniziare a bere anche a pranzo e da solo.

Acquistare vino online? Meglio tramite siti specializzati e gestiti da esperti

Il lockdown ha avuto un significativo impatto in relazione all’acquisto di vino online, che nella ricerca di Sommelier Wine Box è stato analizzato rispetto alle abitudini di acquisto precedenti: il 50% dei rispondenti ha registrato modifiche nei comportamenti di acquisto, o perché ha iniziato ad acquistare online o perché ha incrementato il proprio volume di acquisto. Inoltre, emerge un dato di genere interessante, dal momento che c’è assoluta parità, in percentuale, fra chi ha iniziato ad acquistare online durante il lockdown: si tratta del 28% dei respondent donne e del 28% dei respondent uomini. E per fornire un ulteriore dato di genere, tra gli over 40 che hanno iniziato ad acquistare vino online durante il lockdown, più donne che uomini, in percentuale, continuano con questa abitudine anche dopo.

Per quanto riguarda i canali di acquisto, in generale, è evidente una preferenza per il canale dell’e-commerce e dei wine club online, che viene utilizzato in media nel 46,8% dei casi. Basso (14%), è l’utilizzo medio dell’acquisto tramite la spesa online. Questo ultimo dato indica come il vino sia considerato un bene di consumo diverso dal normale alimento, e che molti preferiscano comprarlo separatamente, in siti specializzati, ben forniti e gestiti da esperti.

Quanto al giudizio sulla qualità dell’esperienza di acquisto online, questa viene giudicata molto positivamente dai respondent. Tra i vantaggi del canale di acquisto online, quella più importante è la possibilità di scoprire nuove cantine, seguito dall’ampio ventaglio di scelta che il canale offre. Assai interessante è anche notare che la ragione legata alla possibilità di offerte migliori riscuote un basso rating, un fatto che definisce un profilo degli acquirenti di vino online maturo e alla costante ricerca di esperienze di valore. Chi acquista online lo fa consapevole di avere ampia scelta e per scoprire nuove cantine, e l’acquisto è guidato più da un orientamento alla qualità piuttosto che alla ricerca di offerte.

L’importanza dell’esperienza, anche se virtuale

La ricerca dimostra che la principale occasione di consumo di vino degli italiani è stata costituita dal momento della cena, mentre al secondo posto compaiono gli aperitivi virtuali. L’importanza del confronto e della community si rivela quindi importante durante i lunghi mesi di isolamento e di distanziamento forzato. Il mondo del vino, storicamente fatto di condivisione e di confronto fra appassionati, ha quindi trovato nuovi canali. 

A questo proposito, le piattaforme di videoconferenze o streaming rappresentano una grossa opportunità per i professionisti del vino, poiché danno la possibilità di trasferire la componente esperienziale del vino anche senza la presenza fisica nelle cantine o ad eventi.

Proprio per queste ragioni, la seconda parte del report è dedicata ai cambiamenti relativi ai canali d’acquisto e di fruizione delle esperienze online.

La categoria degli appassionati di vino apprezza il canale di acquisto online di più rispetto ai regolari consumatori. Due, le evidenze: coloro che tendevano a consumare vino presso le cantine hanno la percentuale più alta di componenti che hanno iniziato ad acquistare online e che hanno poi continuato a farlo poiché soddisfatti (33%, rispetto al 22% di media); chi ha assegnato un rating più alto al consumo di vino durante eventi enologici in presenza ha una percentuale molto più alta della media di utilizzo del canale di acquisto di vino online già prima del lockdown (58%, contro 41% di media).

 “Se questa ricerca mostra che il volume di vino consumato durante il lockdown è aumentato, il dato si rispecchia nei nostri dati di vendita, che risultano incrementati per numero di box (+248% rispetto ai due mesi precedenti dello stesso anno) sia rispetto a marzo e aprile 2019 (+261%) sia per fatturato (+240% rispetto ai due mesi precedenti dello stesso anno, +217% rispetto a marzo e aprile 2019).

Se il vino si conferma un elemento cruciale dello stile di vita italiano, il cui ruolo si è anche consolidato durante i mesi di lockdown, sono interessanti l’attenzione per i canali di acquisto specializzati e l’importanza della condivisione con la community, a indicare un mercato fatto di acquirenti esigenti e alla ricerca di vere e proprie esperienze enologiche. La digitalizzazione può sicuramente aiutare gli addetti del settore a favorire la nascita di nuovi punti di incontro per gli appassionati e di prodotti personalizzati ed esperienziali ” affermano Luca e Sara Menato, founder di Sommelier Wine Box

 

Sommelier Wine Box. Startup nata nel 2018 per dare visibilità, diffondere e raccontare i prodotti dei vignaioli italiani di nicchia, che non avendo le competenze commerciali e digitali non riescono a diffondere i propri prodotti quanto la qualità dei prodotti stessi meriterebbe. È fondata da tre giovani: Luca Menato (CEO e CFO), Sara Menato (CMO) e Alessio Sevarin (CTO) e attraverso delle mistery box selezionate ogni mese dai migliori sommelier d’Italia propone ai suoi clienti vini di nicchia che esprimono tutto il grande potenziale del vino italiano, in un vero e proprio percorso enologico di scoperta e apprendimento.
Oltre a un ecosistema di oltre 120 di eccellenti cantine, con il tempo Sommelier Wine Box ha creato una community appassionata di amanti del vino che ogni mese continua il suo percorso di apprendimento, scoperta e condivisione di quella parte del vino la cui storia non è stata ancora raccontata.
Il team conta di professionalità dalla solida esperienza di ricerca e di analisi, maturata in ambito consulenziale (Luca Menato) e nell’ambito della ricerca universitaria (Sara Menato e Alessio Sevarin). Da tre anni Sommelier Wine Box raccoglie e analizza dati, dal proprio database di clienti e intervistando la propria community, con l’obiettivo di disegnare l’offerta in base alle esigenze, ai desideri, alle richieste degli appassionati di vino, nello spirito di un vero e proprio wine club. 

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