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Troppa carne rossa nei menù scolastici di Asti

Mense scolastiche

Troppa carne nei menù delle mense scolastiche di Asti, che si piazza all’ultimo posto per il servizio offerto agli alunni. Secondo l’indagine “Food Insider“, promossa da un osservatorio non istituzionale affiancato da un comitato scientifico, oltre che dal questionario menù a punti preparato dall’Asl 2 di Milano già dal 2012, le tre provincie al top su 51 comuni italiani sono quelle di Cremona, che si riconferma per il secondo anno consecutivo, Trento e Fano. In esse, mappando il menù invernale delle scuole primarie prese in esame, sono stati riscontrati i menu più equilibrati offerti durante la refezione scolastica: menù in regola con i parametri della sana alimentazione secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, oltre che le linee guide della ristorazione scolastica nazionale.
Il questionario è stato consegnato a genitori e responsabili delle mense scolastiche, con i risultati tutti inseriti all’interno di un database che comprendeva le risposte delle scuole interessate dal sondaggio.
I Comuni, a loro volta, hanno avuto la possibilità di integrare o correggere quanto risposto dalle commissioni mense scolastiche. Oltre Cremona, Trento e Fano, nei primi posti della classifica anche le mense degli istituti di Perugia, Jesi, Bergamo, Mantova, Udine.
Quanto ad Asti, il problema è principalmente quello della carne servita tredici volte la settimana (otto la carne rossa) contro una raccomandazione di una o due volte. Le uova ad Asti non compaiono laddove dovrebbero essere presenti una volta alla settimana, mentre i dolci non dovrebbero esserci, ma sono presenti 2 volte nella proposta settimanale. I legumi, poi, vengono serviti tre volte al mese contro una raccomandazione di due o tre volte la settimana, e la proposta di verdura e di prodotti integrali è scarsa se non addirittura assente.
Secondo Coldiretti AstiFra i parametri principali da tenere in considerazione ci sono il chilometro zero, la certificazione dei prodotti primari, la rintracciabilità dei cibi e la diversificazione della dieta, tutti possibili se si inseriscono le produzioni locali nel menù“.
Secondo l’organizzazione agricola è un vero controsenso che, mentre all’ospedale di Asti il servizio mensa e ristorazione viene ritenuto un’eccellenza territoriale, le mense scolastiche devono risalire la china con centinaia di punti di gap rispetto al primato della classifica italiana. La stessa Coldiretti si dice a disposizione del Comune di Asti per migliorare questo servizio.

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