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Taverna La Riggiola di Napoli celebra il riso della piana di Sibari

La Riggiola

Un intero menu, dall’antipasto al dessert, per celebrare il rinomato riso calabrese della Piana di Sibari: questo il leit motiv di “Ris8”, l’evento in programma mercoledì 5 febbraio (ore 20,30) presso la Taverna La Riggiola di Napoli. Ben otto le portate che lo chef Francesco Pucci preparerà con le diverse varietà di riso prodotte da Magisa, azienda di Villapiana (Cs) condotta dalle tre giovani sorelle Maria, Giusi e Sara Praino, affiancate da Paolo e Daniela Rizzo. Tante le specialità sia campane sia calabresi impiegate nella preparazione dei piatti.

La Campania sarà ben rappresentata dalle torzelle e dai fagioli a formella provenienti dall’azienda agricola di Pietro Micillo, titolare dalla Taverna La Riggiola; la Calabria, invece, accanto al riso avrà come altre eccellenze la ‘nduja e il caciocavallo silano. Il menu della serata spazierà da un classico della tradizione come il Sartù al più raffinato Risotto allo zafferano, burro acido, ostrica grattugiata e caviale, quest’ultimo già presente in carta e molto apprezzato dalla clientela de La Riggiola.

Anche per i vini che accompagneranno i piatti dello chef Pucci si è dato spazio sia alla Campania con l’azienda CantaVitae di Marano di Napoli sia alla Calabria con le Cantine Spadafora 1915 di Mangone (Cs).    

Menu

Panino con farina Jemma, scarola e sashimi di baccalà
Risotto Karnak crema di friarielli, baccalà e ‘nduja
Sfoglia fritta, spuma di caciocavallo silano e tartufo nero
Riso nero al salto con fagioli a formella e cozze
Risotto Karnak allo zafferano, burro acido, ostrica grattugiata e caviale
Bottone di riso Jemma con ripieno di ricotta e torzella, condimento alla genovese
Sartù
Cassata infornata con farina Jemma

Francesco Pucci e Pietro Micillo

Vini in abbinamento

Madreperla bianco vino spumante brut 2018 Cantine Spadafora 1915
Rosaspina Calabria Igp rosato 2018 Cantine Spadafora 1915
Falanghina Campania Igp 2018 Cantavitae
Peperosso Calabria Igp rosso 2018 Cantine Spadafora 1915
Primitivo Campania Igp 2019 Cantavitae

Ticket di partecipazione: euro 40 – Ingresso solo su prenotazione

Per Info e prenotazioni: 

Taverna La Riggiola
Vico Satriano, 11
Napoli    
Tel. 081 7647030 – 336 847956
www.tavernalariggiola.com

Chef Francesco Pucci
Riseria Magisa
La coltivazione del riso nella Piana di Sibari ha origini antiche perché fu proprio per questa via, oltre che attraverso la Sicilia, che gli arabi intorno al 250 d.C. ne introdussero l’uso in Italia, portandola dall’Egitto. Le particolari condizioni pedologiche e climatiche della piana di Sibari, come la vicinanza al mare, l’intensità del sole, le temperature miti e la ventilazione costante, consentono di non fare riscorso a trattamenti anticrittogamici e fanno sì che il riso di quest’area presenti caratteristiche uniche. 
La riseria Magisa è una giovane realtà imprenditoriale calabrese nata a Villapiana (Cs) nel 2004, ad opera di Giancarlo Praino e Agostino Rizzo, con la finalità di lavorare il riso con tecniche del tutto artigianali chiudendo così l’intero ciclo della filiera. L’azienda dispone, infatti, di 450 ettari di risaie nella piana di Sibari, coltivate con tecniche agricole a basso impatto ambientale, da cui proviene tutto il riso grezzo che poi viene lavorato nello stabilimento di oltre 700 metri quadri situato a pochi chilometri dai terreni. A guidare la Magisa sono le tre giovani figlie di Giancarlo Praino, Maria, Giusi e Sara, dai cui nomi ha origine il brand Magisa, affiancate da Paolo e Daniela Rizzo, figli di Agostino. 
CantaVitae
L’azienda vitivinicola CantaVitae a Marano di Napoli è gestita da Michelangelo Schiattarella un enologo mosso dalla grande passione e dal desiderio di dare la meritata risonanza a una terra che ama senza riserve. Nei suoi vigneti tra le varietà coltivate troviamo la falanghina, l’aglianico e il primitivo. 
Spadafora
È da quattro generazioni che la famiglia Spadafora lega il suo nome al settore enologico. L’attività nata nel 1915 con Ippolito Spadafora è stata radicalmente rinnovata nel 1968 suo figlio Domenico. Oggi la produzione dei vini è la chiara espressione del territorio, dove tra l’altro si produce il Magliocco, un vitigno nobile della tradizione.

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