Home Notizie Attualità Scatta l’obbligo di indicazione di origine in etichetta per pasta e riso

Scatta l’obbligo di indicazione di origine in etichetta per pasta e riso

obbligo di indicazione di origine

È definitivamente entrato in vigore l’obbligo di indicazione di origine per pasta e riso.
Lo ha reso noto il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, annunciando anche che, come avvenuto per latte e derivati, i primi due anni saranno da considerare come fase di sperimentazione.
Il provvedimento, fortemente voluto dal Ministro Martina, aveva generato scontento tra i produttori, tanto che i pastai avevano fatto ricorso al Tar del Lazio contro il Decreto. Il Tribunale, come vi raccontammo in questa news di qualche mese fa, aveva respinto tale richiesta e così, da ora in poi, i consumatori troveranno indicati in modo chiaro sulla confezione il luogo di coltivazione di grano e riso.

Le informazioni che il decreto rende obbligatorie sono:

Per la pasta:
a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
b) Paese di molitura: nome del Paese in cui il grano è stato macinato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE;
c) se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”.

Per il riso:
Il provvedimento prevede che sull’etichetta del riso devono essere indicati:
a) “Paese di coltivazione del riso”;
b) “Paese di lavorazione”;
c) “Paese di confezionamento”.

Secondo il Ministro Martina l’obbligo di indicazione dell’origine delle materie prime è necessario per tutelare il Made in Italy e il lavoro dei produttori, e allo stesso tempo permette ai consumatori di scegliere il modo consapevole cosa acquistare.
È sempre più chiare che l’Italia vuole fare da apri strada e “esportare” in Europa nuove pratiche in questo campo basate sulla trasparenza; come ha dichiarato Martina: “La trasparenza deve essere una battaglia comune, da condurre con tutta la filiera anche in Europa. Non c’è dubbio che l’iniziativa italiana abbia ottenuto anche un risultato politico importante: dopo 4 anni la Commissione Ue ha presentato una prima bozza di regolamento attuativo della norma sull’etichettatura. Un passo avanti che va migliorato, a partire dall’indicazione obbligatoria e non facoltativa dell’origine delle materie prime”.
L’obiettivo, quindi, è lavorare affinché l’importanza di queste prassi venga compresa anche dagli altri paesi dell’UE, affinché i consumatori possano essere sempre più tutelati e informati.

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