Savona: continua la polemica sulla tassa di soggiorno

6 Dic 2017 - 08:50
Savona: continua la polemica sulla tassa di soggiorno
Uno dei temi più dibattuti in questi giorni nella provincia di Savona è quello relativo all’eventuale introduzione della tassa di soggiorno. Il tira e molla ormai dura da diverso tempo con i comuni rivieraschi pronti ad approvarla, nonostante l’opposizione di albergatori e sigle sindacali. A dar voce loro è Assoutenti, che attraverso Gian Luigi Taboga Presidente del Consiglio Nazionale, evidenzia come non siano state interpellate sull’argomento: "associazioni che rappresentano i consumatori/turisti e quelle che rappresentano la proprietà edilizia degli appartamenti ad uso turistico, completamente ignorate e non invitate  ai vari incontri e consultazioni". L’iter seguito per l’introduzione della tassa, sta creando perplessità e diverse interpretazioni. Tutte le sigle sindacali si sono sempre espresse contro la tassa di soggiorno, ma a luglio, durante un primo incontro a Ranzi, si arrivò all’accordo di inserire la tassa prevedendo anche una Dmo a livello provinciale (acronimo di Destination Management Organization), ovvero un centro operativo formato dalla Provincia e dalla Camera di Commercio che avrebbe dovuto coordinare le imprese private per promuovere e commercializzare l’offerta turistica. Dopo diversi incontri tutto si fermò a causa delle molte polemiche che l’accordo stava causando: prima di tutto si riteneva che i sindacati volessero far passare in sordina l’accordo e che, in più, si sarebbe dovuto creare un altro organismo per curare il marketing turistico provinciale, il quale avrebbe potuto attingere parte dei suoi costi dalla tassa a livello comunale. Intanto il Consiglio Comunale di Alassio, che prevedeva a inizio settimana una delibera in merito alla tassa, è stato rimandato a data da destinarsi. "Se ci avessero consultati avremmo prospettato soluzioni diverse, cercando di approfondire tematiche di assoluto interesse per le parti in causa” spiega ancora Taboga che riconferma la volontà di Assoutenti di proporsi come mediatore tra gli attori del settore turistico e i consumatori, al fine di ricercare una soluzione ragionevole e non creare una crepa che arrecherebbe unicamente danni all'economia delle città.
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