Home Notizie Attualità Ristorazione Collettiva: lo smartworking causa grandi perdite. Si spera nella ripartenza

Ristorazione Collettiva: lo smartworking causa grandi perdite. Si spera nella ripartenza

Tra marzo e parte di maggio, i dati dell'Osservatorio registrano che la Ristorazione Collettiva ha perso il 67% del fatturato complessivo, pari a circa 810 milioni di euro.

A partire dal lockdown, quotidianamente abbiamo riportato aggiornamenti sul settore Horeca e tutti i suoi comparti, tantissimi, che coinvolgono migliaia di aziende e lavoratori. La ristorazione, l’ospitalità, le aziende del food & beverage sono in debito d’ossigeno da marzo, anche se i consumi lentamente riprendono piede.

C’è un settore che però risente ancora fortemente del profondo cambiamento che la nostra quotidianità ha subito, ed è quello della Ristorazione Collettiva. Fortemente colpito dallo smartworking che consente a migliaia di lavoratori di restare a casa, a scapito dei consumi all’interno delle mense aziendali che sono pressoché vuote (come negli scorsi mesi è stato per la scuola).

Su un articolo apparso su Il Sole 24 ore, l‘Osservatorio della Ristorazione Collettiva e Nutrizione fa il punto sui dati emersi in questi mesi di stop completo e difficoltà nel ripartire.

Le nostre aziende che rappresentano il 60% del mercato – spiega Carlo Scarsciotti, presidente Oricon Osservatorio della Ristorazione collettiva e nutrizione – impiegano 96.600 lavoratori, con un’età media superiore ai 50 anni.”

Dobbiamo abituarci a considerare le misure anti-pandemia come permanenti – ha detto Stefano Biaggi, CEO di Sodexo ItaliaNon possiamo permetterci, infatti, di farci cogliere impreparati. Soggetti che difficilmente potranno ricollocarsi. Per i 61mila ‘lavoratori invisibili’, che sono in Cig o in esubero da marzo, il futuro è incerto e non supportato da strumenti a sostegno del reddito“.

Tra marzo e parte di maggio, i dati dell’Osservatorio registrano che la Ristorazione Collettiva ha perso il 67% del fatturato complessivo, pari a circa 810 milioni di euro.

Fra la riapertura delle scuole a settembre e la normalizzazione graduale del settore sanitario, a preoccupare restano le mense aziendali che, anche laddove i lavoratori abbandonino lo smartworking, vengono sempre più disertate dai dipendenti che preferiscono mangiare da soli, spesso nella propria postazione.

Non credo che la tendenza di evitare le mense si trasformerà poi in abitudineha detto Valentina Pellegrini, vicepresidente di Pellegrini SpA, gruppo che ha da poco acquisito Industrial Food Mense. – Siamo convinti che quello del pranzo rimarrà un momento di socializzazione e benessere. I giovani invece privilegiano la scrivania, il consumo in solitaria, a orari e luoghi diversi dai tradizionali. Questa è una tendenza che stiamo analizzando da tempo e per la quale abbiamo sviluppato soluzioni ad hoc”.

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