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Qualità ed eccellenza del Made in Italy per la ripartenza del comparto Food

Qualità, sostenibilità, innovazione nella filiera agroalimentare italiana. Sono i focus del webinar organizzato da ISTUD, la Business School di Baveno – Lago Maggiore, che quest’anno compie 50 anni di attività e che lancerà la seconda edizione del Master in Food & Beverage Management a novembre.

Dall’incontro in live streaming svoltosi lunedì 29 giugno, è emersa l’importanza – specialmente in questo 2020 caratterizzato dall’emergenza sanitaria covid – di innovare e tracciare nuove vie per il settore agro-alimentare italiano.

In un mercato in contrazione, una possibile ricetta per ripartire è l’attenzione ai dettagli, alle materie prime, la cura verso la sostenibilità. Il Made in Italy – per i relatori dell’evento online  – in questa dimensione può esprimere la sua essenza più profonda, valorizzando un DNA che è parte integrante di un nostro modo di vivere e interpretare le cose. L’autenticità, l’artigianalità, “il buono e il bello” come capitoli di un rilancio vero.

Per Ernesto Iaccarino, Chef dello storico Don Alfonso 1890, punta di eccellenza della ristorazione della Penisola nel mondo: «noi cuochi dobbiamo essere i custodi della bio-diversità italiana e lo stimolo agli artigiani e a tutti i soggetti della filiera per puntare su qualità e sostenibilità». Lo chef con doppia stella Michelin aggiunge: “L’Italia è il Paese che ha la più grande bio-diversità. Uno dei trend emergenti è quello di andare nella direzione di mangiare sano e sostenere il pianeta. Questa una possibile ricetta per la ripartenza“.

Cristina Brizzolari, Founder Riso Buono, azienda che produce riso nella fascia premium e ha tra i suoi clienti i più importanti ristoranti italiani, parte da un segnale di speranza: “I campi quest’anno sono andati avanti, la produzione non si è fermata, il riso è bellissimo”. E prosegue ponendo, come Iaccarino, l’accento sui temi della sostenibilità: “Coltiviamo con i principi di biodiversità e dobbiamo guardare al futuro con questi fondamenti: oggi fare bio fa moda, ma penso che coltivare bio significhi seguire dei principi sani di agricoltura, controllando tutti i passaggi di filiera. Ci vuole un ritorno alle tradizioni e a ciò che hanno fatto i nostri antenati, con il supporto delle nuove tecnologie sostenibili“.

Fabio Russo, Direttore Responsabile Horecanews, punta sull’importanza strategica della comunicazione nel settore agro-alimentare: “Oggi la comunicazione è tutto. Sapere il modo in cui un prodotto è stato raccolto, lavorato, cucinato dà una percezione e un valore diversissimi di ciò che si mangia, comprendendo tutto il lavoro della filiera“.

Per Claudio Papa, Owner Dolceamaro, storica azienda molisana del cioccolato: “Per noi una azienda di successo deve avere allo stesso tempo le radici, ossia un collegamento con il meglio di un territorio, e le ali. E in questo caso i giovani sono una risorsa vera per le organizzazioni, in quanto sanno innovare e intercettare i cambiamenti del sistema“. E ancora: “Il mondo tornerà alle produzioni agrarie nazionali. Prodotti e mercati alimentari sempre più rispettosi dell’ambiente necessitano di competenze trasversali di management“.

Edmondo Angelaccio, General Manager King of Truffles, società produttrice ed esportatrice di tartufo nella fascia premium in tutto il mondo: “Da subito, quando abbiamo iniziato l’attività, abbiamo capito che il tema della qualità era un aspetto di posizionamento fondamentale. La qualità la si vive a 360 gradi: non è solo il prodotto, è anche servizio, vendita, assistenza, comunicazione”.

Ha moderato e chiuso l’incontro Deborah Palma, Direttore Scientifico del Master in Food & Beverage Management ISTUD: “Il master partirà il prossimo 9 novembre con 4 mesi full time in aula e 6 mesi di stage. Nel nostro Master uniamo la conoscenza specifica del settore Agri-food a competenze manageriali, digitali, relazionali. Il taglio è esperienziale, con project work commissionati direttamente dalle aziende partner del programma. Incontri come quello di oggi testimoniano la vicinanza del nostro percorso al mondo produttivo italiano, con le sue eccellenze assolute“.

 

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