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Pellegrini S.p.A. presenta l’annata 2016 del Brunello di Montalcino di Cerbaiona

Cerbaiona torna sul mercato con il celebre Brunello e, insieme a Pellegrini S.p.A che lo distribuirà in Italia, presenta l’annata 2016

Pellegrini S.p.A. presenta l’annata 2016 del Brunello di Montalcino di Cerbaiona

Dopo la decisione di declassare a Rosso di Montalcino l’annata 2015, Cerbaiona torna sul mercato con il celebre Brunello e, insieme a Pellegrini S.p.A, presenta l’annata 2016.

Per raccontare questo vino bisogna tornare indietro di sei anni, al passaggio di consegne tra Diego Molinari e Gary Rieschel, investitore americano appassionato collezionista di vini che nel 2015 ha acquistato Cerbaiona insieme a Matthew Fioretti e altri soci.
La nuova proprietà ha introdotto numerose novità che hanno trasformato il modo di fare vino in questo casale di Montalcino: passaggio alla viticoltura biologica, ristrutturazione totale della cantina e dei vigneti, rinnovo completo delle attrezzature e approccio artigianale al winemaking.
Una nuova filosofia che nel 2020 ha richiesto una dolorosa “rinuncia”, mettere in commercio unicamente un Rosso di Montalcino dell’annata 2015 da declassamento del Brunello.

Quella del 2016 è stata dunque la prima vera vendemmia della nuova Cerbaiona e Matthew Fioretti – Managing Partner & Technical Director – la ricorda così: “Le condizioni climatiche di quell’anno erano state apparentemente ideali – dice Fioretti – ma quando le uve sono arrivate sui nostri tavoli di selezione (altra novità introdotta dai nuovi proprietari ndr) c’erano grappoli maturi e perfettamente sani mentre altri erano ancora acerbi. Ricordo la mia frustrazione in quel momento, ma Giacomo Maestra – un enologo che ci stava aiutando quell’anno – mi disse: “Non saltare a conclusioni affrettate, a volte questo tipo di annate contraddittorie danno risultati interessanti. È come se le forze e le debolezze delle varie uve si intrecciassero e formassero qualcosa di molto più grande di quanto ci si aspetti”. Mentre i vini completavano la fermentazione e durante i loro primi mesi in botte, mi sono reso conto del valore dell’intuizione di Giacomo“.

Oltre ai tavoli di selezione ci sono altri elementi hanno caratterizzato il nuovo modo di vinificare a Cerbaiona, come l’uso di una nuova diraspatrice di precisione che ha portato a una selezione estrema delle uve entrate nei serbatoi, mentre la rottura graduale delle bucce durante la pigiatura ha favorito l’estrazione di tannini più fini e di aromi più raffinati. Fioretti ammette anche i limiti della fermentazione in legno, in particolare per l’assenza di un controllo della temperatura, tuttavia la vendemmia 2016 ha offerto la situazione ideale per far fermentare in tini di legno: “Si trattava di botti nuove, quindi in una condizione che non può essere replicata oggi. A partire dalla fermentazione – conclude Fioretti – la procedura utilizzata quell’anno è stata di gran lunga la meno “interventista” che ho condotto a Cerbaiona. Abbiamo usato solo lieviti autoctoni con basse aggiunte di solfiti e nessun controllo della temperatura”.

Dopo la fermentazione i tre migliori serbatoi sono stati poi spostati in quattro botti ovali per i due anni di affinamento. Il prodotto è stato poi travasato una volta l’anno fino ad arrivare in contenitori di acciaio inox dove è rimasto – a temperatura controllata – in attesa dell’imbottigliamento.
In totale Cerbaiona ha prodotto poco più di 6.500 bottiglie e 600 magnum di Brunello di Montalcino 2016.

Distribuito in Italia da Pellegrini S.p.A., il Brunello di Montalcino 2016 di Cerbaiona sarà disponibile nei migliori ristoranti ed enoteche.

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