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Pecorino Day: una giornata a sostegno degli allevatori sardi

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Pecorino Day

Il primo Pecorino Day si è svolto domenica per sostenere i pastori sardi e le loro produzioni. Allevatori, coltivatori e consumatori si sono dati appuntamento nei mercati, dove sono stati esibiti prodotti a base di latte di pecora in tantissime città: da Vicenza a Torino, da Roma  Lecce, da Napoli a Catania.

Qui si sono svolte iniziative ad hoc con degustazioni guidate, presentazione dei prodotti salvati dall’estinzione e preparazione di ricette degli agrichef, i cuochi contadini.

Per Coldiretti ci sono da salvare 6,2 milioni di pecore e un settore di eccellenza del Made in Italy agroalimentare, che con la pastorizia garantisce presidio socio-economico e ambientale dei nostri territori, ma rappresenta anche un patrimonio ineguagliabile di biodiversità. Nella produzione Made in Italy a denominazione di origine a fare la parte del leone – continua la Coldiretti – è il Pecorino Romano Dop, ma hanno ottenuto la protezione comunitaria come denominazioni di origine anche il pecorino Sardo, il Siciliano, il Crotonese, il Toscano, quello di Filiano, di Picinisco, delle Balze volterrane oltre al Fiore Sardo, Canestrato Pugliese, Canestrato di Moliterno alla Vastedda della Valle del Belice, Murazzano e Robiola di Roccaverano che usa anche caprino. Accanto ai pecorini tutelati dall’Unione Europa sono circa un centinaio quelli tradizionali censiti dalle regioni, ma numerose sono le versioni proposte dagli allevatori dal “sottocrusca” al “sottograno” fino allo “stagionato in grotta” e curato con olio.

Con quasi un quarto della produzione esportata, l’andamento del pecorino dipende molto dalle esportazioni all’estero, dove a pesare negativamente sono le imitazioni diffuse in tutto il mondo a partire dagli Stati Uniti, che sono il mercato più importante per le nostre esportazioni, dove si stima che 2 pecorini di tipo italiano su 3 sono “tarocchi” nonostante il nome richiami esplicitamente al Made in Italy.

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