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Parte dal 10 ottobre la sperimentazione del vuoto a rendere

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Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale viene confermata la sperimentazione del sistema “vuoto a rendere” a partire dal 10 ottobre prossimo.
Si tratta di una prassi di vecchia data, persasi nel tempo sotto la spinta del crescente consumismo delle nostre società. Torna oggi per l’ovvia necessità di recuperare e riciclare quei materiali, sprecati per decenni, e che (a quanto pare solo adesso ce ne stiamo rendendo conto) possono avere nuova vita a tutto vantaggio dell’ambiente e di quell’economia circolare a cui tutti dovremmo tendere.
Come prevede l’articolo 219/bis del decreto legge 52/2006 la sperimentazione del vuoto a rendere riguarderà solo bottiglie contenenti acqua minerale e birra e verrà applicato secondo le regole stabilite dal decreto ministeriale 142 del 3 luglio 2017. Queste prevedono che ad essere oggetto del sistema “vuoto a rendere” siano solo i contenitori riutilizzabili di birra e acqua minerale di volume compreso tra un minimo di 0,20 e un massimo di 1,5 litri commercializzati in attività quali luoghi di villeggiatura, ristoranti, bar e simili.
Trattandosi di un decreto su base volontaria, gli esercenti dovranno manifestare la propria adesione compilando un apposito modulo da consegnare al proprio fornitore e versando la cauzione relativa agli imballaggi, che oscilla da un minimo di 0,05 centesimi di euro ad un massimo di 3 euro, variabili a seconda della tipologia del contenitore.
Vedremo se la fase sperimentale, che terminerà a febbraio del 2019, darà i risultati sperati, affinché il regolamento passi da applicazione volontaria a legge, includendo semmai altri materiali ed altri luoghi di consumo

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